Faresti pedalare tua figlia qui? La campagna “Insert Loved One Here” dal Regno Unito

12 Marzo 2018

“Faresti pedalare tua figlia qui?”
insert loved one here

Basta una semplice domanda per trasformare una figura generica e poco definita – quella del “ciclista” – in una persona specifica; un esempio vivente, facilmente visualizzabile e quindi comprensibile.

Di colpo, quella corsia ciclabile larga mezzo metro – “ma dai, quanto spazio vuoi dare ai ciclisti, basta così” – diventa pericolosamente stretta nell’immaginario di chi si pone la domanda.
Quell’attraversamento pedonale con un po’ di vernice sbiadita necessita di essere immediatamente illuminato, riverniciato, rialzato per costringere le auto a rallentare.
Quella zona 30 fatta mettendo un paio di cartelli, con un limite che nessuno rispetta, deve essere trasformata con chicane, restringimenti e dossi.

È una domanda che dovremmo porci tutti, come cittadini consapevoli: “faresti pedalare tuo padre, tua sorella, tuo nipote qui?”

Ma dovrebbe porsela soprattutto chi ha la responsabilità diretta della sicurezza delle nostre strade: tecnici e decisori politici. Insieme ad altre domande simili, riguardanti la sicurezza degli utenti più deboli della strada: pedoni, bambini, persone disabili, e ciclisti.

Perché chi muore e resta ferito sulle nostre strade non sono “i ciclisti” o “i pedoni”; sono persone vere, figli, madri, nonni.

La campagna “Insert Loved One Here” della Cycling Embassy UK

Insert Loved One Here
Il meccanismo mentale di identificazione del “ciclista” è quello ottimamente sfruttato dalla campagna “Insert Loved One Here” della Cycling Embassy del Regno Unito.

Una pagina del loro sito internet permette di caricare le foto di infrastrutture ciclistiche pericolose, e trasformarle in un meme: “inserisci qui una persona amata”. Le foto possono essere poi condivise sui social con l’hashtag #ILOH.

Una idea di comunicazione efficace, comprensibile a tutti, veloce. Comunicare in questo modo sui social può essere utile per creare consapevolezza. Ma nulla può avere la forza di una manifestazione lungo le strade, con persone vere, senza la mediazione di schermi. È questa l’idea alla base della Bicifestazione del 28 aprile, a Roma. Ci saranno nonni, genitori, nipoti; per evitare che i loro cari debbano pedalare lungo strade pericolose.

Da qualche settimana la campagna Insert Loved One Here è stata ampliata. È ora possibile anche caricare foto di infrastrutture ciclabili belle, funzionali, sicure. E quella scritta diventa quindi un augurio, invece di una provocazione; con la persona racchiusa da un cuore.
insert loved one here

Se vogliamo inondare i social di accoglienti cuori, invece di rigide parentesi quadre, dovremo essere presenti a Roma il 28 aprile. E ricordare al governo (qualunque sia) i suoi doveri.

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