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Bicifestazione Roma 28 aprile: “Vogliamo città ciclabili e zone 30”

News • di 5 Aprile 2018

Continuiamo il nostro approfondimento sui 10 punti della Bicifestazione che si terrà il 28 aprile a Roma, ai Fori Imperiali. Oggi trattiamo i punti 5 e 9.

Vogliamo città ciclabili. Lo stato, le regioni e i comuni finanzino stabilmente con 10 cent all’anno ad abitante la realizzazione di piste e corsie ciclabili, marciapiedi, zone 30, attraversamenti rialzati e illuminati, riduzione delle carreggiate stradali per favorire la circolazione in sicurezza di ciclisti, pedoni e disabili.

La cosa bella è che “città ciclabili”, l’obiettivo degli organizzatori, vuol dire in realtà “città per tutti”. Lo si vede bene anche dal modo in cui è stato declinato questo obiettivo, senza scordarsi dei pedoni e delle persone con difficoltà motoria.

E non si tratta di posizioni estreme o da “cicloattivisti”, ma semplicemente di operazioni di buon senso, già messe in atto in moltissime città europee (e in alcune città italiane).

sperimentazione

Per cambiare il volto ad una strada, restituendola alle persone, non serve neanche molto: lo dimostrano le sperimentazioni urbane fatte anche in alcune città italiane negli anni scorsi. Per qualche giorno, usando mezzi semplici come fiorere o piattaforme in legno, la forma della strada viene modificata: si allarga un marciapiede, si inserisce una ciclabile, si costringono gli automobilisti a rallentare con una chicane artificiale. Quasi sempre, come per magia, la strada torna a vivere, a essere popolata di persone normali, che socializzano e fanno acquisti nei negozi di quartiere.

Certo, gli esperimenti vanno poi trasformati in vera infrastruttura urbana, e qui servono i soldi. Per questo è importante chiedere un budget minimo e garantito destinato a questi interventi. Gli organizzatori della Bicifestazione parlano di 10 centesimi all’anno ad abitante; tanto per avere un punto di riferimento, ricordiamo che in Scozia, a Londra, e in paesi come Danimarca e Olanda l’investimento pro-capite annuale è di circa 15-20 euro.

webinar bike manager


Una recente foto dei lavori di costruzione di una Superstrada Ciclabile a Londra

Con la recentissima Legge Quadro sulla Mobilità Ciclistica tutti i livelli di governo saranno tenuti a preparare dei Piani per la Mobilità Ciclistica in cui dovranno essere indicati con precisione obiettivi da raggiungere e fondi da destinare allo scopo; se la legge verrà effettivamente applicata si dovrebbe assistere a dei miglioramenti da questo punto di vista.

Vogliamo i 30km all’ora in città. Una velocità massima di 30km/h necessaria a diminuire i morti sulle strade e modificare il Codice della Strada per permettere la realizzazione di tutti i presidi di sicurezza delle zone residenziali già in uso in tutta Europa.

Quando si parla di limitazioni di velocità a 30 km/h si fa spesso confusione.
La velocità media delle automobili in città è pari a 15 km/h, con picchi negativi di 7-8 km/h. È quindi chiaro che un limite di velocità pari a 30km/h influirebbe pochissimo sui tempi di percorrenza.
I 30 km/h si superano solo in quei momenti in cui la strada si libera fra una coda e l’altra. Sono però i momenti più pericolosi, e per rendersene conto basta guardare questa infografica.

infografica

Che senso ha permettere agli automobilisti di spingere sull’acceleratore, facendo rischiare la pelle a pedoni e ciclisti, solo per andarsi a incolonnare qualche secondo prima al successivo ingorgo stradale?

Mentre da noi le zone 30 sono spesso osteggiate, in Europa sono talmente banali che le prime foto che le ritraggono sanno di vecchio: ecco una delle primissime zone 30, risalente al 1983.
30Zone_Hinter der Linah 1983_Foto Dirk Eisermann
Foto di Dirk Eisermann – Archivio del comune di Buxtehude (Germania), 1983

Rendere una città più accogliente per le bici (cioè per le persone!) è una scelta che paga. Lo si vede da quest’altro grafico, relativo alla città di Graz.
Graz_public opinion
All’inizio degli anni ’90, quando furono introdotte le zone 30, solo il 30-40% della popolazione era a favore di questa misura. A soli 3 anni dall’intervento (quindi prima del ciclo elettorale) l’80% dei cittadini erano in favore dell’intervento, cifra che si è poi mantenuta stabile nel tempo.

C’è bisogno però di mostrare questo supporto. Di dare una scossa a chi amministra le nostre città. L’appuntamento per tutti è sabato 28 aprile a Roma. Cambiamo noi la strada.







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