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Andare in bici rende il cervello più forte

News • di 1 Giugno 2018

Più intelligenti, più sereni, più attenti e meno stanchi. Vi piacerebbe essere così? Allora dovete fare solo una cosa: muovervi.

Le ricerche effettuate dai dipartimenti di neuroscienze di tutto il mondo sono concordi nel dire che l’attività fisica ha gli stessi effetti di una terapia o di un farmaco, soprattutto sul cervello. Agisce a livello della corteccia motoria, creando nuove connessioni e migliorando la capacità di compiere movimenti complessi, lavorando sulla motricità. Ha effetti benefici sulla corteccia parietale, che è dedicata alla memoria e alla ritenzione degli eventi vissuti. Infine migliora la forma e la resistenza dell’ippocampo, che si trova nel sistema limbico e governa la memoria a lungo termine e la capacità di movimento spaziale.

Tutto questo avviene a differenti livelli e apporta modifiche di lunga durata. Ogni singola seduta di allenamento porta alla secrezione di neurotrasmettitori quali endorfina, dopamina e serotonina, che hanno un effetto rilassante sull’organismo. Tali effetti permangono fino a due ore dopo la fine dell’esercizio. Gli effetti a lungo termine invece prevedono la creazione di nuove sinapsi e connessioni neurali, che rendono il cervello più forte, esattamente come un muscolo. E’ stato notato un irrobustimento dell’ippocampo, che è la parte dell’encefalo correlata con malattie come l’Alzheimer e la demenza senile. L’esercizio fisico quindi migliora la memoria e la capacità del cervello di resistere alle malattie che ledono la parte deputata al ricordo.

Ma qual è la quantità minima di esercizio fisico che bisogna fare per poter vedere i risultati sul cervello? I neuroscienziati sono concordi nel dire che sono necessari almeno 30 minuti di esercizio per 3-4 volte a settimana. L’esercizio deve essere di tipo aerobico, in modo da stimolare adattamenti cardiocircolatori che hanno una buona influenza anche sulle modificazioni a lungo termine del cervello.

30 minuti al giorno, per avere un cervello più funzionale, forte e resiliente. La soluzione quindi è l’uso della bici, magari per andarci a lavoro.

Viste queste ricerche, se io fosse un datore di lavoro, fornirei una bici a ogni dipendente, per avere a disposizione collaboratori più attenti, meno stanchi e più propensi a compiere compiti complessi con facilità e determinazione.







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