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Salzburgerland, alla scoperta dell’Austria pedalando con Eddy Merckx

News • di 12 settembre 2018

L’aria frizzante e mitteleuropea si respira non appena scesi dall’aereo: Salisburgo, città austriaca nota per aver dato i natali al grande genio della musica Wolfgang Amadeus Mozart, è circondata da un territorio dove i visitatori arrivano da ogni parte del mondo per godere di panorami da cartolina, tramonti sui laghi e vacanze attive all’insegna delle attività all’aria aperta e, naturalmente, della bicicletta. Per questo l’area del Salzburgerland non finisce mai di sorprenderti, come ho potuto sperimentare dal vivo.

Sul finire dell’estate, la prima decade di settembre, nel borgo di Fuschl am See da dodici anni c’è un appuntamento fisso per chi ama pedalare in un contesto da fiaba: la Eddy Merckx Classic, una granfondo con tre percorsi di cui uno adatto a tutte le gambe (e a qualsiasi tipo di bici), che viene preceduta da una pedalata solidale capitanata da Eddy Merckx in persona, il Cannibale, classe 1945, l’ex ciclista professionista belga più vittorioso di sempre che anche quest’anno, nonostante una recente operazione all’anca, ha voluto ugualmente prendere parte alla sua Vip Ride di beneficenza per la ricerca a favore dell’Associazione Wings for Life.

Fuschl am See è una bomboniera incastonata tra le montagne e baciata dal lago, dove nella quiete della campagna salisburghese si possono trascorrere giornate rilassanti. Il quartier generale della mia visita è stato l’Hotel Mohrenwirt, struttura specializzata nell’accoglienza di ciclisti, triatleti e sportivi in generale dove la cura del dettaglio si fa piacevolmente notare.

Il benvenuto in camera me lo danno due originali portacaschi dove poter riporre anche le chiavi, i guantini e qualche accessorio della bici: in bagno, per evitare sprechi e inquinamento, i campioncini di sapone, shampoo e docciaschiuma sono stati sostituiti da gel ecobio della linea “Stop the water while using me!” da 500 ml che vengono rabboccati all’occorrenza e invitano anche a non sprecare un bene sempre più prezioso, come l’acqua. La vista dalla mia finestra dà su un giardino che sembra una cartolina.

Sono venuto qui per pedalare, ma non solo: il territorio di Salisburgo offre numerose attività per chi ama la vita attiva e non mi lascio sfuggire l’occasione di praticare il canyoning, infilandomi una muta da sub e saltando nell’acqua gelida nella gola dell’Almbach, camminando tra le rocce sotto l’attenta supervisione della guida Bernie. L’escursione, organizzata dall’Hotel Obermayr di Ebenau, mi ha regalato due ore di emozioni e adrenalina pura: dopo il primo tuffo da un’altezza di 6 metri il percorso è stato tutto in discesa e si è concluso con una grigliata mista deliziosa innaffiata da una corroborante birra locale. Come primo giorno non c’è male, ma la permanenza nel salisburghese mi riserverà altre piacevoli sorprese.

Il risveglio è dolce. La colazione, specie per chi pedala, è un pasto molto importante: io talvolta non la onoro a dovere, ma al cospetto del ricco buffet preparato dalla cucina del Mohrenwirth mi sono difeso bene. Lo yoghurt bianco fresco guarnito con cereali e una ricca varietà di semi ha foderato il mio stomaco appena sveglio, preparandolo per mangiare fragranti cornetti al burro, succo di frutta e un caffè espresso che ha superato le aspettative delle mie papille gustative. Ora sono pronto per testare la bici che mi accompagnerà per oltre 100 chilometri di saliscendi nelle due giornate che trascorrerò in sella.

L’Hotel dispone di un parcheggio per biciclette di 100 posti e un’attrezzata officina ciclomeccanica dove il personale specializzato si prende cura delle due ruote degli ospiti e mette a disposizione un’ampia gamma di bici a noleggio: prima del mio arrivo avevo comunicato alla struttura la mia taglia e mi trovo una performante bici da corsa in carbonio della Ktm, con freni a disco e montata Shimano 105, con cui inizio a prendere confidenza. Il feeling è buono, alzo un po’ la sella e sono pronto per pedalare. La Vip Ride di solidarietà parte alle 10:30, Eddy Merckx è presente con la sua squadra e tutti i partecipanti indossano la maglia commemorativa realizzata apposta per l’occasione: un bellissimo colpo d’occhio nella piazza principale di Fuschl am See.

Il percorso ad anello, di circa 45 chilometri, prevede un’andatura tranquilla per mantenere il gruppo compatto e facilitare il compito della polizia che ci scorta, visto che pedaliamo su strade parzialmente aperte al traffico: gli automobilisti austriaci sono molto disciplinati, al nostro passaggio salutano dal finestrino, nessuno suona il clacson, tutti aspettano pazientemente i 3-4 minuti necessari per farci passare prima di ripartire. Un bell’esempio di civiltà.

Nonostante la convalescenza dopo l’intervento all’anca, Eddy Merckx non ha rinunciato a pedalare e in salita i suoi compagni di squadra lo incitano e lo sostengono, anche mettendogli una mano sulla schiena per accompagnarne l’ascesa: sono scene d’altri tempi, che mi hanno fatto venire in mente il celebre passaggio della borraccia tra Bartali e Coppi. Il carisma di Eddy è palpabile: è partito in testa ma poi si è messo in mezzo al gruppo, godendosi la pedalata e chi lo affianca lo fa con deferenza, senza stargli troppo attaccato. In un tratto mi metto a ruota e ne seguo la scia: un momento che non ho fotografato ma che custodirò gelosamente nella mia memoria.

Eddy Merckx Classic in Fuschl bei Salzburg | Foto: Franz Neumayr 8.9.2018

Prima di arrivare a destinazione tutte le bici confluiscono nel Salzburgring, il circuito motoristico che per un giorno si trasforma in un enorme velodromo lungo 4,2 km con chicane e curve paraboliche. L’asfalto perfetto e la location corsaiola invitano a mettersi in presa bassa, attaccare il rapporto più duro e spingere sui pedali: non avevo con me il contachilometri ma da come fendevo l’aria devo aver raggiunto una bella velocità. Un’altra bella sferzata di endorfine. Il pranzo tutti insieme nel giardino dell’Hotel Mohrenwirt è all’insegna del cibo locale, con taglieri di salumi e formaggi, molte varietà di pane e verdure crude e cotte per rifocillarsi a dovere dopo la pedalata, breve ma intensa. Approfitto del pomeriggio libero per fare una rigenerante nuotata nelle fresche, chiare dolci acque del lago e le mie gambe diventano subito più leggere.

Il terzo giorno nel Salzburgerland mi sveglio di buon mattino: il percorso lungo della granfondo (169 chilometri) parte alle 8, il medio (106) alle 8:15 e il corto da 63 chilometri, quello che ho scelto di fare io, alle 8:30. Eddy Merckx dà il via libera con la campana subito dopo la pistolettata dello starter, migliaia di partecipanti cominciano a macinare chilometri ed io con loro.

C’è un bellissimo sole ma non fa molto caldo: saggia scelta quella di mettere su i manicotti e lo scaldacollo. L’inizio è un po’ duro: la prima salita spezzagambe, dopo appena un chilometro, mi invita a dosare le forze, perché di strada da fare ce n’è ancora tanta. Le cambiate sono fluide, le gomme Schwalbe lisce e dure da 28 mm rendono la bici molto scorrevole e stabile: la geometria del telaio non è troppo nervosa e riesco a destreggiarmi abbastanza bene.

Eddy Merckx Classic in Fuschl bei Salzburg | Foto: Franz Neumayr 9.9.2018

Ogni tanto mi fermo per scattare qualche foto: certi panorami meritano di essere immortalati. Una vallata piena di nebbia attira la mia attenzione, ma dopo pochi minuti mi accorgo che dovrò attraversare quei fitti banchi bianchi, dove la visibilità è ridotta a pochi metri e la discesa aumenta di tornante in tornante: fortunatamente riesco a dosare bene la frenata e i dischi si dimostrano molto affidabili. Il punto di ristoro è situato circa a metà percorso: ci arrivo abbastanza tonico, una banana, due bicchieri di sali e un bel pezzo di crostata mi danno ulteriori energie che mi serviranno per completare il percorso. Incontro una ciclista che nel cestino anteriore sulla sua mountain bike a pedalata assistita trasporta una cagnolina: oggi è davvero una festa a due ruote per tutti.

L’ultima salita prima dell’arrivo è abbastanza tosta ma riesco a farla senza fermarmi: per il percorso corto non c’è classifica, io completo il giro in poco più di tre ore, con una media di poco superiore ai 20 km/h nonostante le numerose pause fotografiche e un dislivello positivo di 918 metri in 63 chilometri. All’arrivo la festa continua nel villaggio allestito sulle rive del lago, con i bambini del posto che offrono snack e bevande ai ciclisti appena arrivati. Si avvicina l’ora di pranzo e il pasta party mette tutti d’accordo: anche in questo caso da bere scelgo una buona “birretta energetica” locale per reintegrare a dovere i sali.

Prima di ripartire faccio giusto in tempo a seguire la cerimonia finale sul palco, con Eddy Merckx che consegna un assegno di 11 mila euro raccolti grazie alla pedalata solidale del giorno prima, foto ricordo con gli amici che lo hanno accompagnato in queste giornate e un nuovo appuntamento per il prossimo anno: chissà che non troveremo ai blocchi di partenza anche il giovanissimo ciclista in sella al suo telaio arancione in carbonio “Merckx” che Eddy gli ha firmato…

All’aeroporto di Salisburgo, nell’attesa di rientrare, colgo l’occasione per mangiare le celebri palle di Mozart: sono dolci ma al mio palato il retrogusto è un po’ amaro, perché sto per lasciare questi posti che in così poco tempo sono riusciti a regalarmi così tante emozioni. Non vedo l’ora di ritornare: arrivederci a presto, Salzburgerland!





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