MENU

Danimarca: una rete di Superciclabili per i pendolari

News • di 4 Dic 2018

“Diventare la migliore regione ciclabile al mondo”. È questo l’ambizioso obiettivo della Regione Capitale della Danimarca, l’area che comprende Copenaghen e i comuni circostanti.

Lo strumento usato per raggiungere questo obiettivo è una rete di “superciclabili”, già in parte realizzata, e che sarà completata entro il 2045. 45 percorsi, per un totale di 746 km (di cui 167 già disponibili), per assicurare ai ciclisti collegamenti rapidi e sicuri fra le città.

superpiste ciclabili danimarca

La situazione attuale e il problema da risolvere

Le città della Danimarca hanno già, all’interno del territorio urbano, ottime reti di piste ciclabili, abbinate a interventi per la moderazione del traffico: l’uso della bici in città continua ad aumentare, tanto che nel 2016 a Copenaghen si sono registrati più spostamenti in bici che spostamenti in automobile.

C’è però un problema: per gli spostamenti fra le città si assiste alla tendenza inversa, con le automobili che tornano a essere la scelta preferita da molti. I pendolari, che si recano ogni giorno al lavoro in città diverse da quelle in cui abitano, devono percorrere decine di chilometri, e non sempre trovano percorsi ciclabili rapidi e sicuri.

La nascita delle Superciclabili

mappa superpiste ciclabili danimarca

I comuni della Regione Capitale della Danimarca desiderano avere cittadini attivi fisicamente, in salute, che non respirano gas di scarico. Per questo si sono riuniti e hanno deciso di creare una rete di superciclabili fra le città.

I comuni hanno dato vita a un ente apposito, l’Ufficio per le Cycle Superhighways, il cui compito è coordinare gli sforzi a livello regionale, dopo aver stabilito dei criteri di qualità da rispettare.

Ogni comune rimane responsabile della progettazione, realizzazione e finanziamento delle superciclabili, che sono spesso co-finanziate al 50% dallo Stato.

Criteri di qualità

Per entrare a far parte della rete, un percorso ciclabile deve connettere i principali nodi residenziali con importanti attrattori come aree di uffici e stazioni ferroviarie.

I percorsi devono essere sufficientemente larghi da permettere una buona convivenza fra ciclisti che pedalano a varie velocità; devono avere il minor numero possibile di attraversamenti, ed essere il più diretti possibile.

Molto importante anche il comfort, con superfici regolari e una manutenzione accurata; la separazione fisica da altre forme di trasporto ne garantisce la sicurezza.

Non da ultimo, è importante che le superciclabili vengano percepite come una seria alternativa agli altri mezzi di trasporto interurbani, come le ferrovie; a questo fine si è posta attenzione sulla comunicazione, anche grazie a cartelli stradali con una identità grafica facilmente riconoscibile.

superpista ciclabile danimarca

I risultati finora

Con le prime 8 superciclabili aperte, si è notato un incremento dei ciclisti che è andato dall’8 al 61% a seconda dei percorsi; il 25% dei nuovi ciclisti usava in precedenza l’automobile.

Quando la rete sarà completa, ci si aspetta una riduzione di 1500 tonnellate di emissioni di CO2 rispetto alla situazione attuale. Inoltre, ogni anno ci saranno 40’000 giornate di permessi per malattia in meno e 1 milione di spostamenti in auto in meno.

In termini economici, un investimento di 295 milioni di euro porterà benefici pari a 765 milioni.

Le superciclabili in Europa e in Italia

superpista ciclabile

Nell’Europa centro-settentrionale, dove le città sono già chiaramente amiche della bicicletta, le superciclabili di collegamento interurbano sono la nuova frontiera della ciclabilità. Ne sono state realizzate già diverse nei Paesi Bassi e in Germania.

In Italia la legge 2/2018 obbliga tutti i livelli di governo (Stato, Regioni e Comuni) a predisporre piani per la mobilità ciclistica. Le Regioni sono gli enti che dovrebbero coordinare gli sforzi dei Comuni progettando delle versioni nostrane delle superciclabili europee.

Il nostro Bel Paese ha un enorme vantaggio rispetto alle spesso grigie e piatte pianure tedesche: le nostre superpiste ciclabili sarebbero una attrazione turistica da sfruttare.

Ora che i piani per la mobilità ciclistica sono un obbligo di legge, gli ostacoli principali sono l’inerzia burocratica e la mancanza di conoscenze tecniche riguardo alla progettazione e promozione di itinerari ciclistici: per questo noi di Bikeitalia abbiamo organizzato dei corsi di formazione appositi, rivolti ad amministratori, imprenditori del settore e tecnici: clicca qui per maggiori informazioni.

Foto Cycle Superhighways, Capital Region of Denmark





Una risposta a Danimarca: una rete di Superciclabili per i pendolari

  1. Damiano ha detto:

    Un progetto assolutamente ideale e capace di progettare il futuro della mobilità in una direzione utile e bella.
    Per quel che riguarda l’Italia, sottolineo di fare attenzione a non confondere la mobilità ed il pendolarismo con il cicloturismo. Quasi sempre le ciclabili sono pensate per un’andatura da passeggiata, non da spostamento veloce, come saranno le cucce superhighways. Questo è un limite concettuale è strutturale molto grosso che si presenta sempre in Italia: incroci, immissioni in ciclabile, tracciati arzigogolati, larghezze insufficienti, compresenza di pedoni. Tutto ciò rende praticamente impossibile lo scorrimento veloce

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *