Infrastrutture

La soluzione geniale (che in Italia è illegale) per proteggere le ciclabili dalla mala sosta

La soluzione geniale (che in Italia è illegale) per proteggere le ciclabili dalla mala sosta

In molte città spagnole, le piste ciclabili beneficiano di una soluzione semplice, economica ed efficace per garantire la sicurezza dei ciclisti: i cosiddetti “armadilli”. Questi cordoli, di dimensioni contenute ma visivamente evidenti e robusti, permettono di delimitare chiaramente lo spazio dedicato alle biciclette sulla carreggiata, proteggendo chi pedala dal traffico veicolare senza occupare eccessivo spazio.

Una soluzione semplice (che funziona)

La loro efficacia è ampiamente dimostrata: gli “armadilli” contribuiscono a creare una separazione fisica tra auto e biciclette, riducendo il rischio di incidenti e aumentando la percezione di sicurezza per i ciclisti. Questo incoraggia un maggior utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto, con tutti i benefici che ne derivano in termini di riduzione del traffico, dell’inquinamento e miglioramento della salute pubblica. Inoltre, il loro costo contenuto li rende una soluzione accessibile per molte amministrazioni, anche con budget limitati.

Armadilli per le ciclabili: perché in Italia sono illegali

Tuttavia, in Italia, l’adozione di questi dispositivi intelligenti è ostacolata da una normativa obsoleta. Il Codice della Strada italiano, infatti, non prevede questa tipologia di cordoli per delimitare le ciclabili, anzi la normativa vigente prescrive che questi manufatti debbano avere una larghezza minima di 50 centimetri. In Italia gli Armadilli sono illegali perché secondo il D.M. 557/99 art. 7 comma 4: “La larghezza dello spartitraffico fisicamente invalicabile che separa la pista ciclabile in sede propria dalla carreggiata destinata ai veicoli a motore, non deve essere inferiore a 0,50 metri”. Questa disposizione rende di fatto illegale l’installazione degli “armadilli” spagnoli, che pur essendo funzionali e sicuri, non rispettano tale requisito dimensionale.

Questa normativa obsoleta rappresenta un’assurdità in un momento in cui la mobilità sostenibile e la sicurezza stradale dovrebbero essere priorità assolute. Mentre altre nazioni adottano soluzioni innovative per promuovere l’uso della bicicletta, l’Italia si trova bloccata da cavilli burocratici che impediscono l’implementazione di infrastrutture ciclabili più sicure ed efficienti.

Sarebbe urgente un aggiornamento delle norme vigenti che tenga realmente conto delle esigenze di mobilità e delle migliori pratiche europee. Permettere l’utilizzo di soluzioni pratica e facilmente realizzabili come gli “armadilli” significherebbe dare un impulso significativo alla creazione di una rete ciclabile più capillare e sicura nelle nostre città, rendendo l’Italia un paese sempre più a misura di bici e, in definitiva, più vivibile.

[Fonte]

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Commenti

  1. Marco ha detto:

    la mia modesta opinione è che il principio è giusto ma non compatibile con le condizioni di Roma dove io uso tutti i mezzi a due e quattro ruote da 51 anni ormai. considerate per favore i rischi di utenti a due ruote non cicli costretti in caso di manovre (molto frequenti) improvvise e non segnalate di auto a vedersela con queste delimitazioni. da ex pilota di moto Vi testimonio che basta molto molto meno per una caduta sicura che potrebbe coinvolgere anche gli amici ciclisti eventualmente presenti. in sintesi bello in teoria ma purtroppo no, almeno a Roma, grazie della condivisione, Marco

  2. Alessio ha detto:

    Vicino a casa mia per delimitare la ciclabile dalla provinciale hanno messo dei catarifrangenti su gomma avvitati all’assalto, poi doppia striscia continua una bianca e una gialla. I catarifrangenti dopo un paio di mesi non ci sono più. Le auto passandoci sopra li hanno distrutti tutti.
    Poi il pericolo è il fatto che quando un’auto impegna il centro della strada per svoltare le auto dietro per passare sorpassano sulla pista ciclabile. A me è già successo due volte che fosse un furgone ad occupare il centro della carreggiata togliendo visuale, ma le auto hanno provato ugualmente a passare sulla ciclabile proprio mentre arrivavo in bici. Sapendo del rischio io ho rallentato e mi sono messo contromano sulla ciclabile per dare più spazio alle auto che ero sicuro non si sarebbero fatto scrupoli a passare. Prima o poi succederà un frontale bici-auto.

  3. NICOLA ha detto:

    ma dai, tutto ciò che rende sicura la ciclabilità non è a norma, però le ciclabili distrutte, condivise con il traffico, con i paletti ogni 100 metri e i parcheggi selvaggi si????
    MA VERGOGNATEVI POLITICA DI, abituati a muoversi con macchinoni e autisti.

  4. davide emiliani ha detto:

    Gli armadilli rovinano gli ammortizzatori delle auto? Mentre le buche nelle strade vanno bene.🤦

  5. Andrea Giusti ha detto:

    Salvini vedrà sicuramente di provvedere ad adeguare questa norma obsoleta.
    O no?

  6. Riccardo ha detto:

    Anche in altri Paesi UE c’ è l’idea di mettere una separazione fisica tra corsia autoveicolare e corsia ciclabile, dove queste sono confinanti senza separazione naturale di abitazioni, alberi, o semplicemente i tracciati scorrono molto distanti tra loro.

    Qui in Bayern l’idea è questa al link in calce, (link in Tedesco, tradurre da Browser) perché gli “armadilli” hanno dei talloni di Achille non indifferenti a riguardo della sicurezza di chi percorre la strada in moto o scooter, oltre ad essere facilmente scavalcabili da auto,furgoni od autocarri. Se poi nevica,* vengono inesorabilmente coperti soprattutto nella fase di pulizia con gli spalaneve, dando l’ illusione di poterci passare sopra con i veicoli più pesanti (*In Nord Europa la bici la si adopera pure d’inverno, ovviamente equipaggiati con gli Schwalbe o Continental Winter ma con MTB e Gravel spesso bastano i pneumatici dedicati)

    Dovrebbe bastare una linea dipinta sull’asfalto ed il buonsenso, ma … mi astengo da ulteriori considerazioni perché quel che ne consegue è chiaro.

    Non mi pronuncio circa il CdS Italiano che non solo recepisce norme del CDS UE, ma neanche cita le regolamentazioni di omologazione dei costruttori di dispositivi di illuminazione per le bici ( Simboli Z e ~) e le regolamentazioni dei rimorchi per bici in uso in altri Paesi UE. Figuriamoci per il resto…
    https://www.greencity.de/geschuetzte-radfahrstreifen-sollen-endlich-auch-in-muenchen-kommen/

  7. M.G ha detto:

    Come sempre, Italiani ultimi in tutto: muoiono dai 3 ai 400 ciclisti l’anno sulle strade italiane, potrebbe sembrare una guerra, ma nessun politico fa niente, non interessa niente a nessuno. le ciclabili fatte bene rappresentano la sicurezza e la civiltà di un popolo.

    [Questo commento è stato moderato prima della pubblicazione – Bikeitalia.it]

  8. Gabriele ha detto:

    se cercate la ciclabile fra lido di pomposa e lido di nazioni (Comacchio, Fe) si vede che è usato un cordolo giallo, quello piccolo, con le due pendenze ai lati, come quelli usati a Milano per alcune preferenziali per il tpl

  9. Gianni Lamberti ha detto:

    Se il problema a sono i 50cm di separazione tra le carreggiate basta fare gli armadilli più lunghi , più grassi , più alti , non mi sembra un problema reale . O forse , come sempre in Italia , si cerca la scusa per non fare qualcosa

  10. Roberto ha detto:

    Bè con il Ministro che ci ritroviamo è difficile pensare che possa venir fuori qualcosa di intelligente

  11. Vittorio ha detto:

    “Per non rovinare le macchine” non ho capito se è una battuta vostra o un’affermazione di qualche carica istituzionale, comunque non escluderei una certa pericolosità per una moto o scooter che ci andasse contro inavvertitamente. Forse forse, se c’è spazio, mi sembra preferibile una corsia ciclabile fra marciapiedi e stalli di parcheggio.

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