La mia traversata delle Alpi in bicicletta

21 Agosto 2019

È stato un’inverno (e primavera) di preparazione a questa mia avventura. Acquisti di materiale tecnico su Amazon, accessori per la bici, informazioni sui vari blog, l’IDEA man mano prendeva forma e diventava quasi vera, al punto da convincermi sempre più: dal sogno così, un po’ vago, prendeva forma reale.traversata_alpi

Le ricerche in Internet, l’acquisto di una guida specifica “La traversata delle Alpi in bicicletta”e l’Idea diviene Progetto!! Irresistibile la voglia di condividere il Progetto con le persone più vicine e nello stesso tempo il timore di espormi a cose più grandi delle mie possibilità.

L’incertezza svanisce: le schede delle 18 tappe sono completate ed analizzate. Arriva il momento: eccomi qua, si parte il 1° giorno di Luglio!
Nel viaggio il tempo si dilata e passa veloce, senza che tu te ne renda conto.

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Il tempo è quello del uno….due….tre, uno…due…tre che scandisco sincronizzato all’affannoso respiro. Il cardiofrequenzimetro mi rassicura: non supero mai i 130 BT/m. Non sono i quasi 30 kg di zavorra a fermarmi ma gli scorci di panorami indescrivibili, a volte rigogliosi a volte aspri ma addolciti da colorate florescenze spontanee, da catturare con uno scatto.

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E poi ancora uno…due…tre, che in una sola ascesa diventa uno… due… tremila, come i 3000 mt sfiorati con la salita al Col de la Bonette!

Le ore passano, ti ritrovi a sera giusto in tempo per il montaggio della tenda, dopo aver cercato il campeggio previsto da tabella. Poi doccia ristoratrice e cena!

Tutto riserva improvvisazione: ristorante vicino al campeggio o cena improvvisata con le pastasciutte più improbabili, usufruendo del mio fornello Campingaz Plus Piezo (una figata!).

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Sono fuori dal mondo, senza TG (volutamente) o news di politica interna ?, senza previsioni del tempo (potrebbero influenzarmi): solo il contatto serale con i familiari da rassicurare. Una condizione inusuale ma purificatrice, disintossicante, rigenerante.

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Nel treno, superaffollato e caldo, del ritorno da Genova, preso a malapena causa un cambio binario dell’ultimo momento, un ragazzo in attesa di scendere mi guarda con la curiosità di chi vuole dire qualcosa, poi trova il coraggio di chiedermi da dove arrivassi. Orgoglioso del viaggio portato a termine, gli spiego sommariamente il percorso della mia impresa. Lui, prontamente, mi risponde: “Ma perché l’hai fatto?” come per dire “Ma chi te lo ha fatto fare?”

Il ragazzo mi spiazza un po’, dal suo punto di vista non ha poi tutti i torti…
Già, perché l”ho fatto?

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Non un motivo particolare ed unico, penso tra me, forse tanti motivi, la voglia di percorrere i passi e colli importanti che hanno fatto la storia del ciclismo (Coppi, Bartali e molti altri…) non meno il fatto di mettermi alla prova. Anche il vedere posti lontani mai visti, la ricerca di un paesaggio appagante, il voler incontrare e rapportarsi con altre persone che casualmente e sorprendentemente trovi vicine a te anche se di altri paesi, superando le barriere linguistiche e culturali. Semplicemente empatia, aiutata sicuramente dalla condizione di essere viaggiatore per lo più ciclista.

Non so che risposta dare al ragazzo, semplicemente: “sono un appassionato della bicicletta”, gli rispondo. Poi sono io a chiedergli: “E tu, per cosa avevi pensato avessi fatto questa cosa?”.

“Non so” risponde lui “per studiare un po’ i luoghi…”
“Già, un po’ anche per questo” gli confermo.

Scende, mi saluta e ciao.

I ricordi di geografia della scuola sono lontani ma il solco evidenziato di rosso sulla cartina di riferimento che va da Trieste a Nizza e poi Genova mi dà un’emozione. Cavoli, guarda qua, quanta roba! Il fatto è che da questo viaggio mi sento completato. Era un sogno nel cassetto che ho realizzato. Mi sento a posto con la mia “coscienza sportiva” e quindi non avrò mai l’amaro pensiero del “avrei potuto farlo”: gli anni passano e sono cosciente che nel futuro questa cosa sarebbe stata sempre meno possibile. A coronamento della mia entrata in pensione sono riuscito a realizzare questo viaggio e ne sono fiero. Nella mia mente sono ben impressi i paesaggi mozzafiato che ho incontrato lungo il percorso, ma ancor di più rimane la sorprendente vicinanza, solidarietà ed incitamento di tante persone che, in tutte le tappe, risalendo passi e colli alpini, con il semplice gesto di battere le mani, con il pollice alzato o il gesto del cappello o verbalmente con l’espressione “chapeau“, mi hanno regalato una grande emozione, che forse in parte è stata reciproca…

Ringrazio la mia amata Margherita che è riuscita a capire questo mio desiderio, supportandomi senza mettere alcun veto…in lei solo l’iniziale preoccupazione sul fatto che fossi da solo….poi, con la grande fiducia che ha in me, si è sentita rassicurata dall’appuntamento telefonico serale, sentendomi con il morale alto e fisicamente a posto.
Ringrazio i miei figli che mi tenevano monitorato con messaggi Whats app, seguendo giorno per giorno il mio stato.
Ringrazio l’amico Francesco che virtualmente ha percorso tutte le tappe, in costante aggiornamento telefonico nel serale “processo alla tappa”.
Grazie all’amico Massimiliano di Imperia (e ai suoi contatti dai quali ho ricevuto molti like ?). Conosciuto in un campeggio a Livigno, si è appassionato alla mia avventura, mi ha seguito e condiviso le foto rendendomi “famoso” su Facebook e regalandomi un’emozionante pubblicazione. È stato un piacere reincontrarlo nella sua Imperia, dove mi aspettava.
Grazie a Linda del “Negozietto del Gelato” di S. Bartolomeo al mare (IM) che con grande simpatia mi ha offerto un buonissimo super gelato (pasto!) grazie al quale sono riuscito ad arrivare fino a Savona!
Grazie alla mia sostenitrice Pia cui auguro di superare i momenti difficili che ha incontrato e che incontrerà dopo la perdita di Marcello, che spesso ho ricordato durante le mie fatiche.
Un caro saluto agli amici del Platinum age che tramite Margherita si interessavano sull’andamento del mio viaggio.
Riservo l’ultimo ringraziamento agli amici del Diesel club che o telefonicamente o via Whats App mi hanno sostenuto con commenti di elogio e plauso alle mie foto e alle mie performance.

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