Restiamo sani

17 Marzo 2020

In questi giorni di follia ci ritroviamo nostro malgrado a vivere una situazione che anche solo un mese fa non avremmo mai immaginato: è come se all’improvviso il mondo si fosse fermato e tutti noi ci ritrovassimo confinati in una bolla di vetro in cui non succede niente, ma in cui sappiamo perfettamente cosa sta avvenendo al di fuori di essa.

L’appello delle autorità in questo momento è perentorio: “Restate a casa” e per noi che viviamo di pane e bicicletta è la frase peggiore richiesta che ci possa venire rivolta. Abbiamo ricevuto molte richieste da parte di lettori che ci chiedevano se alla luce dei provvedimenti in atto fosse possibile uscire in bici e, a malincuore, abbiamo dovuto scrivere un articolo in cui abbiamo ribadito l’ovvio: il nostro servizio sanitario è al collasso e in questo momento non possiamo permetterci neppure una banale infezione, figuriamoci una frattura o chissà che altro.

E in questa assurda situazione in cui siamo costretti a casa è un attimo lasciarsi andare allo sconforto: noi non siamo medici e non c’è nulla che possiamo fare per risolvere l’emergenza in corso, ma è davvero così?

In questo momento tutti noi abbiamo una responsabilità ben precisa nei confronti di noi stessi e nei confronti di chi ci circonda: abbiamo il dovere di non contagiare nessuno, ma più di tutto di essere sani perché se ci dovesse succedere qualcosa non sappiamo se troveremo un medico pronto a curarci all’ospedale di turno, né quando i medici potranno ricominciare a occuparsi dell’ordinaria amministrazione.

Per troppo tempo abbiamo dato per scontato che qualunque cosa potesse succedere avremmo trovato un camice bianco pronto a prendersi cura di noi, oggi sappiamo che non è più così.

In questo scenario distopico che stiamo vivendo, individualisti e patrioti hanno un solo dovere in comune: quello di stare bene. I primi per sé stessi, i secondi per il servizio sanitario.

Yoga a casa
A casa sì, ma non sul divano.

E quindi se c’è una cosa a cui dobbiamo destinare la massima attenzione in questo momento è la cura di noi stessi, che non significa solamente lavarsi le mani, ma anche stare attenti a quello che si mangia evitando cibi schifezza privilegiando, invece, frutta e verdura di stagione da mangiare cinque volte al giorno. E soprattutto significa stare alla larga dal divano, cercando di restare attivi il più possibile all’interno delle mura domestiche perché la sedentarietà è una delle cause principali di malattie nelle società occidentali, perché chi è fisicamente attivo ha difese immunitarie più forti.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un minimo di 30 minuti di attività fisica moderata ogni giorno (quella in cui siamo perfettamente in grado di mantenere una conversazione). Come Bikeitalia.it non perdiamo occasione di ricordare quanto questo aspetto sia importante e per questo abbiamo pubblicato un piano di allenamento per chi è costretto a stare a casa (lo trovate qui: click).

Il Coronavirus è uno di quegli eventi che segnerà un punto di non ritorno della nostra storia e che sarà studiato nei secoli a venire. Tirare indietro le lancette del tempo non ci è concesso, ma ci è concesso andare avanti facendolo nel miglior modo possibile: in salute.

Perché mai come in questo momento è tutto chiaro: il lavoro si può perdere e lo si può recuperare, i soldi vanno e vengono, ma la salute è il bene più prezioso che, una volta perso, non torna più.

E in mezzo allo smarrimento più totale l’unica certezza è che la vita va avanti e senza salute non c’è vita.

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