Milano, Fase 2: l’assessore Granelli illustra il Piano di Mobilità post Covid

21 Aprile 2020

Dopo l’annuncio del sindaco di Milano Beppe Sala, si comincia a delineare la strategia di Palazzo Marino per la mobilità urbana nella Fase 2 di riapertura delle attività economiche e della circolazione: l’assessore Marco Granelli lo ha illustrato con un dettagliato post su Facebook, rivolgendosi direttamente ai cittadini.

Questo l’incipit: “La mobilità al tempo del coronavirus: siamo in emergenza e per la fase due dobbiamo organizzarci perché tutti quelli che devono muoversi per fare funzionare la città, lo facciano nel modo più sicuro per loro e per impedire il contagio”.

La mobilità al tempo del coronavirus: siamo in emergenza e per la fase due dobbiamo organizzarci perché tutti quelli che…

Pubblicato da Marco Granelli su Lunedì 20 aprile 2020

Non sarà possibile avere mezzi pubblici affollati e dunque occorrerà rivedere gli orari delle corse ma, soprattutto, l’assessore Granelli conferma l’intenzione di realizzare una Rete di Mobilità di Emergenza per la ciclabilità e la micromobilità elettrica: “Per evitare di avere un altro milione di auto nelle strade, dovremo potenziare le due ruote: più biciclette e più scooter elettrici, e anche monopattini. E anche più sharing. Quindi più ciclabili, semplici e veloci”.

I numeri d’altra parte sono importanti: “La nostra metropolitana trasportava circa 1.400.000 persone ogni giorno. Per tenere la distanza di un metro, pur mettendo il massimo del servizio, come nel pieno della stagione invernale, questo numero dovrà scendere al 25-30%. Per raggiungere questo obiettivo possiamo lavorare per una forte collaborazione tra istituzioni, cittadini e imprese. E cioè con il lavoro a distanza, la diversificazione degli orari e dei tempi bisognerà diminuire il numero degli spostamenti e spalmare gli orari, diminuendo le ore di punta”.

Per questo ATM, l’azienda del trasporto pubblico di Milano, farà in modo che l’accesso alla metropolitana sia contingentato, informando quando si giungerà al livello di saturazione, e poi sulle carrozze e sui bus sarà segnalata sul pavimento e sui sedili la distanza da tenere (probabilmente anche nelle stazioni della metropolitana e alle fermate in strada, ndr).

L’utilizzo della bicicletta a Milano dovrà essere incentivato e fare un salto di qualità, continua Granelli: “Per questo stiamo mettendo in campo un’azione straordinaria di realizzazione di percorsi ciclabili e di Zone 30. Stiamo predisponendo atti e progetti per mettere in strada circa 35 km di nuovi percorsi ciclabili, da aggiungere ai poco più di 200 già esistenti, in un tempo compatibile con l’emergenza”.

Come tempistica, i primi interventi in tal senso saranno realizzati tra maggio e giugno 2020, attraverso tre modalità:

  • La prima è fare percorsi ciclabili e pedonalità che allarghi i marciapiedi dove è necessario camminare meno fitti, nel minore tempo possibile, in sola segnaletica. Significa tracciare in strada, lungo le principali direttrici, percorsi ciclabili lungo i marciapiedi, e tra il marciapiede e la sosta, e disegnare allargamenti dei marciapiedi laddove più stretti. Ci abbiamo già provato in qualche iniziativa di urbanismo tattico, e funziona. Un primo esempio sarà l’asse tra piazza San Babila e Sesto Marelli lungo corso Venezia, corso Buenos Aires, viale Monza.
  • Una seconda modalità sarà utilizzare i controviali di assi della nostra città facendoli diventare zone 30 e far circolare le biciclette insieme con gli altri, ma in migliori condizioni di sicurezza e a bassa velocità. L’esempio è l’asse da piazzale Lagosta nel quartiere Isola fino al Parco Nord lungo viale Zara e viale Testi.
  • Una terza modalità è insieme fare percorsi ciclabili e mettere in sicurezza strade e incroci lungo alcuni assi. Un mix di segnaletica e struttura. L’esempio è l’asse tra piazza Bande Nere e Bisceglie lungo via Legioni Romane, via Berna e via Zurigo, con ciclabile in segnaletica tra marciapiedi e sosta e messa in sicurezza degli incroci con allargamenti dei marciapiedi e sicurezza degli attraversamenti pedonali.

Tutti questi interventi vanno nella direzione che, qui su Bikeitalia, avevamo indicato fin dall’inizio dell’emergenza immaginando come dovesse essere la mobilità urbana del post Covid-19: le indicazioni tecniche per realizzarli sono contenute nel manuale d’uso che abbiamo pubblicato avvalendoci del lavoro prezioso e puntuale di tre architetti esperti di mobilità – Valerio Montieri, Matteo Dondé, Paolo Gandolfi – con la collaborazione di Gabriele Sangalli e la supervisione di Paolo Pinzuti.

Per far sì che questa Rete di Mobilità di Emergenza funzioni, sarà necessario realizzarla tenendo conto delle caratteristiche di sicurezza dei percorsi pedonali e ciclabili, facendola “a prova di bambino” come ha spiegato in un video su Facebook Paolo Pinzuti, editore di Bikeitalia e Ceo di Bikenomist:

Ci faresti pedalare tuo figlio?

Molti sindaci stanno annunciando reti ciclabili d'emergenza per gestire la mobilità nel post Covid. Bisognerà lavorare in fretta e bene, ma c'è solo un parametro che conta.Paolo Pinzuti – Editore di Bikeitalia.itSe non lo avete ancora fatto, scaricate il Piano Emergenziale per la Mobilità Post-Covid e inviatelo al sindaco, agli assessori competenti e ai consiglieri comunali della vostra città:https://www.bikeitalia.it/wp-content/uploads/2020/04/RME-Piano-di-azione-mobilit%C3%A0-urbana-post-covid.pdf

Pubblicato da Bikeitalia.it su Lunedì 20 aprile 2020

In conclusione, l’assessore alla Mobilità e ai Lavori Pubblici del Comune di Milano Marco Granelli preannuncia un tavolo tecnico per ascoltare le proposte di associazioni e categorie in merito al Piano Mobilità: “Sono certo che le associazioni e le categorie che incontrerò nei prossimi giorni avranno idee e proposte per aiutare Milano. Noi metteremo sul tavolo queste cose, ascolteremo le proposte e speriamo insieme di dare un forte segnale, per vincere il virus e vivere tutti meglio”.

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