Mario Calabresi, in bici in cerca di altre/storie alla scoperta di AIDA

7 Giugno 2020

Ultimi controlli alle bici e ai bagagli in vista della partenza fissata per le 8:30 di lunedì 8 giugno 2020: prenderà il via dalla Mole di Torino la pedalata di Mario Calabresi, giornalista di lungo corso ma neofita della bicicletta, che ha deciso di pedalare seguendo la traccia di AIDA (Alta Italia da Attraversare) alla scoperta del territorio in cerca di “altre/storie” per il progetto che porta avanti con la sua newsletter, ricca di approfondimenti, podcast e interviste ai protagonisti.

Ad accompagnarlo nel corso di questa cicloesplorazione che sarà raccontata in diretta sui social, ci saranno tra gli altri Michele Cremonesi (tra gli ideatori di AIDA, un progetto di Fiab Onlus) e l’architetto Valerio Montieri, esperto di mobilità ciclistica e progettazione ambientale.

Domani il raduno è fissato alle 8:30 sotto la Mole e poi si parte. Non sarà un viaggio con il cronometro alla mano,…

Gepostet von Mario Calabresi am Sonntag, 7. Juni 2020

Un itinerario narrativo, una pedalata dalla Mole di Torino all’Arco della Pace di Milano, dal Piemonte alla Lombardia: le due regioni più colpite dal Coronavirus. Un viaggio in bicicletta che proseguirà poi fino a Nembro, paesino alle porte della Val Seriana simbolo della pandemia, dove ci sarà l’incontro con il parroco della comunità Don Matteo Cella punto di riferimento nei giorni più bui del contagio.

Un viaggio di dodici ore in sella diviso in tre tappe, per percorrere 207 chilometri di AIDA (Alta Italia da attraversare) la ciclovia che unisce quattro regioni collegando il confine francese con Trieste: un progetto che qui su Bikeitalia abbiamo supportato fin dal primo momento e che oggi dimostra di avere un bel potenziale come dorsale cicloturistica.

Intanto nei prossimi giorni sarà pubblicata da Ediciclo Editore la guida di un altro tratto della ciclovia: “AIDA Est da Verona a Trieste” (192 pagine), in libreria e online dal 18 giugno 2020.

Come spiegano gli organizzatori dell’evento: “La fine della quarantena, la riapertura delle regioni e il ritorno alla sperata normalità hanno anche bisogno di una nuova consapevolezza, di un cambio culturale che provi a salvare un briciolo di quell’aria pulita e di quel silenzio che ha stupito la nostra vita alla finestra”.

Quindi appare oggi sempre più evidente che spostarsi in bicicletta e incrementare i viaggi a due ruote sono azioni necessarie per dare un futuro più vivibile alle nostre città e rappresentano anche un modo reale per ricucire territori attraverso le relazioni sociali e quella vicinanza ideale che la bicicletta riesce a dare.

Un altro aspetto interessante da sottolineare, tornando all’esperienza di Mario Calabresi, è che questo breve – ma intenso – viaggio vuole anche dimostrare come il cicloturismo non sia una pratica rivolta soltanto a persone allenatissime (anche se, come sappiamo bene, una preparazione fisica adeguata aiuta non poco): per cominciare è sufficiente avere la voglia di esplorare, l’equipaggiamento adatto e, magari, una bici a pedalata assistita per sentire meno la fatica.

A poche ore dalla partenza, questo viaggio si preannuncia ricco di spunti interessanti: buona strada all’insegna della bicicletta, il mezzo perfetto con cui persone normali riescono a compiere, talvolta, imprese straordinarie.

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