Bike Summit 2020 | “Viaggiare con la bici”, il Rapporto Legambiente-Isnart sul cicloturismo in Italia

5 Novembre 2020

Al Bike Summit 2020, che quest’anno causa pandemia si è tenuto online, è stato presentato il secondo Rapporto Legambiente- Isnart “Viaggiare con la bici”, un report di dettaglio sull’andamento del cicloturismo in Italia.

La pubblicazione di quest’anno, che ovviamente si rifà ai dati raccolti nel 2019, si è focalizzata con particolare attenzione solo su alcuni aspetti del fenomeno cicloturistico in Italia, tra cui:

l’entità e le caratteristiche settoriali dell’economia cicloturistica;
• le modalità attraverso le quali si distribuiscono sul territorio i flussi di cicloturisti italiani e stranieri, anche in base alla loro provenienza;
il profilo del “cicloturista tipo”, descrivendo le sue preferenze ed i suoi comportamenti prima e durante il soggiorno.

In totale, il solo cicloturismo nel corso del 2019 ha generato circa 55 milioni di pernottamenti, pari al 6,1% di quelli complessivamente registrati in Italia, con una spesa complessiva di 4,6 miliardi di euro, pari al 5,6% dell’intera spesa turistica generata in Italia, come è stato illustrato nel corso dell’evento online [scarica il programma qui].

Tra i cicloturisti che solcano strade e ciclabili del nostro paese oltre il 63% dei pedalatori è composto per lo più da viaggiatori internazionali. Pertanto, l’impatto economico della componente internazionale da sola sfiora i 3 miliardi di euro/anno.

Andando poi a indagare sulle abitudini di alloggio e ristorazione dei cicloturisti si scopre che il 64% del budget di viaggio degli stranieri serve proprio a coprire le spese per il cibo e per avere un posto dove dormire, tra gli italiani l’impegno finanziario per queste due voci scende leggermente al 61%.

Da quanto emerge dal rapporto chi si muove per delle vacanze in bicicletta è solitamente un turista “benestante”, la cui spesa media giornaliera si attesta sui 75 euro. Anche per questo i cicloturisti stranieri spendono per l’alloggio quasi il doppio degli italiani: ricercano solitamente maggiori livelli di comfort e in generale optano per strutture alberghiere, con preferenza per quelle di livello alto (più di un quarto dei viaggiatori provenienti dall’estero alloggia in hotel 4 e 5 stelle a fronte del 9% degli italiani).

Quanti hanno già viaggiato in bicicletta sanno quanto sia importante fare un buon rifornimento di energie e per questo i cicloturisti mostrano una frequentazione di ristoranti e pizzerie superiore a quella dei turisti più classici. Ma quel che sembra davvero notevole in chi viaggia in bici è lo spiccato interesse per l’enogastronomia locale, al 5° posto tra le motivazioni di soggiorno del cicloturista, solitamente al 12° per gli altri.

Legambiente e Isnart si spingono oltre e analizzando i 3.250 chilometri di percorsi cicloturistici (la somma di ciclabili, ciclopedonali e ciclovie, ndr) del Trentino stimano che questi attirino ogni anno circa 16 milioni di turisti, su un movimento complessivo di oltre 100 milioni, attivando un volume d’affari di oltre 1 miliardo di euro in termini di spesa turistica.

Da qui emerge che ogni chilometro di ciclabile (considerando un costo di costruzione variabile tra i 30 mila ed i 170 mila euro, con oneri di manutenzione tra i 2 mila ed i 6 mila euro annui al km) sia in grado, in media ogni anno, di generare un impatto economico di circa 338 mila euro.

Pertanto se l’intera rete ciclabile del nostro paese fosse pienamente e stabilmente impiegata, applicando ad essa la spesa al km del Trentino, l’impatto del cicloturismo sarebbe in media oltre 5 volte quello attuale.

In ultimo un ragionamento di tipo geografico: il cicloturismo è un fenomeno che riguarda sostanzialmente le Regioni del Nord Italia, dove Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna sono il punto di partenza di quasi la metà dei cicloturisti italiani, seguite da Toscana e Piemonte.

I cicloturisti che scelgono di trascorrere le loro vacanze in Italia optano per lo più per le regioni del Nord dotate di molti chilometri di piste ciclabili e numerosi servizi in più rispetto al Sud. Una sollecitazione importante per spingere sulla realizzazione di servizi ad hoc per i viaggiatori in bicicletta anche nelle Regioni del Mezzogiorno d’Italia.

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