“Covid Lanes”, il dossier di Legambiente sulla mobilità ciclabile post pandemia

30 Dicembre 2020

Nel corso del 2020, anche a causa della pandemia da Covid-19, in Italia la mobilità in bicicletta ha registrato un incremento notevole: lo sottolinea il dossier Covid Lanes stilato da Legambiente, un agile documento ricco di dati che passa in rassegna gli effetti del lockdown e della pandemia sulla mobilità urbana, con particolare riferimento a quanto le amministrazioni locali hanno promesso di fare, hanno fatto e faranno nei prossimi mesi per rendere le loro città sempre più a misura di bici.

bike lane corsia ciclabile

Le ciclabili pop-up

“Nel 2020 – rileva Legambiente nella nota che presenta il dossier – abbiamo scoperto che è possibile realizzare, anche in pochi giorni, corsie riservate alle bici con costi contenuti e interventi leggeri, lungo gli assi prioritari e le tratte più frequentate. Interventi minimi che possono essere sviluppati successivamente con l’aggiunta di protezioni e la definizione di passaggi esclusivi mirando a trasformarli, nei mesi successivi, in vere ciclabili. Sono le cosiddette ciclabili pop-up, realizzate dopo il lockdown in ogni parte del mondo, quando sono stati annunciati, stando alle stime della European Cyclists Federation (ECF), oltre 2.300 km di nuovi tratti, e realizzati più di 1.000 km con oltre un 1 miliardo di euro di investimenti in tutta Europa”.

mobilità di emergenza

D’altra parte proprio qui su Bikeitalia la realizzazione di ciclabili pop-up era stata individuata fin dal mese di marzo 2020 come azione necessaria per dare una pronta risposta alla crescente domanda di ciclabilità e all’aumento del flusso di ciclisti sulle strade (per approfondimenti: “Piano di Azione per la Mobilità Urbana post Covid”).

“Raddoppiare le ciclabili entro il 2025”

Il 2020 è stato evidentemente un anno di svolta per le ciclabili ma ora serve un deciso salto di qualità per confermare lo sviluppo della mobilità ciclabile e per garantire anche la sicurezza per chi si sposta in bici – ha dichiarato il Vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini -. L’obiettivo è di ripensare lo spazio urbano per portare qualità e ridurre i rischi di incidentalità adottando soluzioni infrastrutturali per ridurre la velocità e lo spazio stradale dedicato alle automobili. L’obiettivo deve essere quello di raddoppiare le ciclabili entro il 2025, per mandare un messaggio chiaro di cambiamento in positivo a chi vive nelle città, e trasformare le nuove pop-up, in tempi ragionevoli, in veri percorsi protetti. Per realizzare tutto ciò, bisogna inserire questo tipo di infrastrutture urbane nel Recovery plan e investire un miliardo di euro in cinque anni,  seguendo l’esempio di paesi come l’Inghilterra, per questi interventi”.

SCARICA IL DOSSIER “COVID LANES”

Lo stato dell’arte

Il dossier di Legambiente, che prende in esame le città italiane, rileva complessivamente oltre 193 chilometri di ciclabili pop-up: Milano è la città italiana con più chilometri realizzati, ben 35, seguita da Genova con 30. Un passo avanti che va rafforzato, così come richiesto anche dai  PUMS, Piani Urbani di Mobilità Sostenibile, che prevedono 2.626 km di nuove piste ciclabili, da sommare ai 2.341 km già esistenti in 22 città italiane.

Italia: il boom della bici

Grazie alle rilevazioni di Eco-Counter – sistema che utilizza una sua rete di contatori di biciclette in tutto il mondo (colonnine dotate di sensori in grado di identificare il passaggio delle bici) – è stato possibile confrontare l’uso della bicicletta nel 2020 con l’anno precedente, rilevando nel mese di settembre 2020 un aumento del 27,5% in Italia, del 25,3% in Portogallo, del 24,5% in Francia e del 20% nel Regno Unito e in Germania rispetto a settembre del 2019.

boom bici

Nel mese di ottobre 2020, in quasi tutti i Paesi presi in esame dal sistema Eco-Counter, il numero di biciclette era superiore a quello dello stesso periodo dell’anno precedente e la crescita più significativa è stata registrata in Italia (+48,4%). Inoltre, l’analisi dei dati mensili registrati da Eco-Counter in Italia nel corso del 2020, mostra picchi significativi dell’uso delle biciclette nei periodi di maggio (+81%) e settembre/ottobre (+73%): un boom certamente riconducibile agli effetti della pandemia e del lockdown sulle abitudini di mobilità in Italia, soprattutto durante i giorni infrasettimanali.

Ciclabili: km promessi vs. km realizzati

Il dossier di Legambiente “Covid Lanes” analizza in modo dettagliato la situazione delle 22 città prese in esame, a titolo di esempio ne riportiamo in sintesi alcune tra le più significative:

  • A Bologna, il biciplan prevede 15 nuovi km di ciclabile. 5,5 km sono stati realizzati, 4,2 km si chiuderanno a breve e si sta accelerando per la realizzazione degli altri tratti.
  • A Genova durante il periodo del lockdown è stato definito un nuovo corridoio ciclabile di orientamento est-ovest. Si tratta di 15 km a/r (quindi 30 km) che attraversano Genova da ponente a levante. Previsti, inoltre, altri percorsi ciclabili che attraversino la Val Polcevera e la Val Bisagno da nord a sud, ma questo secondo intervento è al momento solo un’ipotesi.
  • Milano si conferma la città maggiormente impegnata sul fronte della ciclabilità. In primavera sono partiti i lavori per il percorso ciclabile lungo la Cerchia dei navigli. Altri cantieri hanno finalizzato il tratto ciclabile che lungo viale Monza collega corso Venezia con Sesto Marelli. Realizzato anche il percorso da piazza San Babila a corso Buenos Aires fino a piazza Loreto. Il punto attualmente interessato dai lavori riguarda la tratta Loreto-Sesto Marelli e la tracciatura da via Valtorta a Turro. Vanno inoltre ricordati altri  interventi sui “controviali 30”.
  • Roma nella classifica stilata la scorsa estate da ECF (European Cyclist Federation) risulta prima tra le città europee per progetti di percorsi ciclabili annunciati, con 150 km previsti dal Piano Straordinario. Il bilancio a dicembre racconta una realtà diversa. I chilometri di piste transitorie realizzati con soluzioni diverse (corsie ciclabili disegnate sull’asfalto della carreggiata o su marciapiedi, tratti protetti da auto parcheggiate) sono complessivamente di 15,71. I tratti completati, sia delle ciclabili transitorie che definitive sono pari a 8,72 km (dato Roma Servizi Mobilità al 22/12/2020).
  • Torino ha finalizzato 15,5 nuovi chilometri di percorsi ciclabili, di cui km 3,5 di piste ciclabili, già previste nel PUMS, e 12 km di controviali, misura prevista dal PUMS, ma accelerata dall’emergenza COVID.

Prossima fermata: mobilitARS

Questi temi saranno affrontati anche nell’ambito del simposio digitale mobilitARS, organizzato da Bikenomist con il supporto di Selle Royal Group: ogni mercoledì mattina del mese di febbraio 2021 (3, 10, 17, 24) mobilitARS presenterà approcci, strumenti, soluzioni e tecniche per ricostruire città sane e resilienti.

mobilitars programma febbraio 2021

In particolare mercoledì 17 febbraio 2021 dalle 11:15 alle 13:15 il panel “Intermodalità: una risposta organica” vedrà la partecipazione di Agnese Rebaglio (Docente e ricercatrice, Politecnico di Milano), Andrea Burzacchini (Ceo di Aiforia e Amministratore Unico dell’Agenzia per la Mobilità di Modena), Alberto Fiorillo (Responsabile dei Servizi Intermodali, RFI), Davide Lazzari (Responsabile Business Development and Pubblic Affair presso MOVI, Mobike), Alessandra Bonfanti (Dirigente responsabile Mobilità Attiva presso Legambiente), Giuseppe Grezzi (Assessore alla Mobilità Sostenibile e Spazio Pubblico, Città di Valencia, Spagna), Stefano Maggi (Professore ordinario di storia contemporanea e storia sociale dei trasporti, Università di Siena). Per info e prenotazioni: www.mobilitars.eu

Lascia un commento

Ultimi articoli

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi il meglio della settimana via mail.

Iscriviti