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L’azienda che produce airbag per ciclisti verso il fallimento

Uno dei dispositivi più innovativi per ciclisti degli ultimi anni, il “casco invisibile” airbag prodotto da marchio Hövding, non è più disponibile sul mercato. La società svedese Hövding AB ha dichiarato bancarotta il mese scorso dopo una disputa con l’Agenzia dei Consumatori.

Hovding casco invisibile airbag per ciclisti Svezia

La decisione di dichiarare fallimento

Inizialmente, Hövding non ha accettato la conclusione dell’Agenzia dei Consumatori e ha presentato ricorso contro la decisione. Hövding ha ottenuto successo e il Tribunale Amministrativo ha approvato la loro richiesta di inibizione, annullando la decisione dell’Agenzia dei Consumatori di interrompere immediatamente le vendite e richiamare il prodotto, consentendo così la continuazione delle vendite di Hövding 3. Tuttavia, i danni causati dalle azioni dell’Agenzia dei Consumatori svedese sono stati così estesi che l’azienda ha ritenuto che non ci fossero più le condizioni per stare sul mercato e continuare l’attività. Da lì la decisione di dichiarare fallimento.

La storia dell’azienda svedese dell’airbag per ciclisti

Hövding era stata fondata nel 2005 da due studentesse di design industriale Anna Haupt e Terese Alstin, sostenute inizialmente da diversi investitori istituzionali, tra cui Industrifonden. L’azienda è diventata pubblica nel 2015, ma nel 2022 è stata privatizzata dal suo principale azionista. L’airbag per ciclisti di Hövding, negli anni, ha ottenuto riconoscimenti accademici e recensioni entusiastiche, con gli utenti che elogiavano il suo design intelligente pensato per persone che in bicicletta non volevano indossare un casco tradizionale.

Casco invisibile airbag per ciclisti
Il “casco invisibile” airbag per ciclisti Hövding

Lo scarso appeal sui mercati internazionali

In Svezia, l’airbag per ciclisti Hövding venduto al prezzo di 300 euro è diventato un successo: circa il 10% dei ciclisti svedesi che indossavano un Hövding 3, per un totale di 300.000 unità vendute, secondo un rapporto del 2022. Tuttavia, sui mercati internazionali, l’airbag per ciclisti non ha avuto altrettanto successo, rendendo l’azienda molto dipendente dal mercato interno. Nel 2021, circa il 39% delle vendite è avvenuto in Svezia, il 34% in Danimarca, il 20% in Germania, il 5% in Francia e il 2% in altri paesi. La società ha dichiarato bancarotta nonostante il successo in patria, a causa delle complicazioni derivanti dalla controversia con l’Agenzia dei Consumatori.

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