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Donne in bici: Francesca Guarato a 64 anni ha attraversato il deserto del Sahara

Nel cuore dell’imponente deserto del Sahara, dove l’ardente sole bacia le dune dorate e il vento danza tra gli antichi altopiani di sabbia, c’è una storia di coraggio, determinazione e avventura. È la storia di Francesca Guarato, una donna che ha più volte ha sfidato i confini della sua comfort zone per esplorare terre remote e selvagge su due ruote.

Francesca Guarato non è una ciclista professionista, ma è un’anima intraprendente desiderosa di scoprire il mondo in modo autentico e indimenticabile. Impiegata in pensione di Pozzolo di Villaga (VI) non è nuova alle lunghe pedalate. Si pensi che il suo precedente viaggio è stato in Patagonia: 1200 chilometri da Puerto Montt, in Cile, fino ad Ushuaia, nella Terra del Fuoco.

Il Sahara da Agadir a Dakar

In questo ultimo viaggio, fatto a dicembre 2023, Francesca ha affrontato le dune in sella alla sua fidata bicicletta da gravel e in compagnia di Sergio. La motivazione non risiedeva solo nel dimostrare che si può fare, ma anche nel poter andare a trovare la figlia Greta, che vive a Pikine alle porte di Dakar. Qui Greta lavora a un progetto di cooperazione internazionale che include una scuola dell’infanzia.

Francesca Guarato nel deserto del Sahara
Francesca Guarato in bici nel deserto del Sahara

I chilometri sono stati 2500, le tappe 24. Tre le settimane trascorse nel deserto dormendo in tenda e una trascorsa in villaggi esotici e città dall’intenso fascino in Marocco, Mauritania e Senegal. Da sempre attratta dal deserto con le sue carovane, la marathon de sable e la Parigi-Dakar, Francesca sapeva che il deserto poteva essere un terreno ostico e insidioso. Ma una volta lì, si affronta tutto. Anche cinque forature nella stessa giornata, come è capitato in Senegal su strade rotte e difficili, ma circondate di persone sorridenti e accoglienti.

Rispetto ad anni fa, sottolinea Francesca che s’incontrano più ciclisti che si avventurano nel nulla, attrezzati di scorte d’acqua e di cibo. Nelle stazioni di servizio si trovano sì i rifornimenti, ma non sempre ci sono e si possono anche percorrere cento chilometri senza incontrarne.

Francesca ha condiviso storie, cibo e sorrisi con le persone incontrate lungo il cammino. Le mattine, passando nei villaggi, è uno sbracciarsi di saluti, il giorno sta iniziando, si va al lavoro con capre e carretti e i bambini in divisa partono in gruppo verso le scuole.

Le giornate nel deserto sono state una miscela di fatica e meraviglia. Ma ogni sforzo è stato ricompensato dalla bellezza mozzafiato del paesaggio circostante: le dune che si estendevano all’infinito, i cieli notturni punteggiati di stelle e l’atmosfera magica del deserto al tramonto.

La fine del viaggio

A Dakar si ritrova circondata dal pieno che contrasta il vuoto del deserto. Mercati, strade sterrate, svincoli di superstrade, traffico caotico, grandi contrasti sociali, immersi in inquinamento, calura, povertà e ricchezza che si mescolano. Ma è anche il momento in cui incontra la figlia Greta, che vive a Pikine. Il bello di rivedersi è impagabile. Il giorno prima della partenza Francesca va a visitare proprio la città di Pikine per vedere la casa dell’associazione per cui Greta lavora.

C’è un bel terrazzo da cui si vede il cielo. Al piano terra la scuola infanzia con tantissimi bambini, ci sono ragazzi che ballano e suonano in strada. Qui la qualità della vita è migliore rispetto alle grandi città, e le capre e le pecore sotto casa testimoniano un maggiore agio.

Pilkine Villaggio

Il viaggio di Francesca Guarato nel Sahara in bicicletta è più di una semplice avventura: è una testimonianza del potere del coraggio, della determinazione e della curiosità. È un invito a tutti noi ad abbracciare l’ignoto, a superare le nostre paure e a lasciarci ispirare dalla bellezza e dalla grandiosità del mondo che ci circonda.

[Le immagini a corredo dell’articolo sono pubblicate sul profilo Facebook di Francesca Guarato]

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