Dall’entusiasmo per la riscoperta del territorio all’azione concreta sul campo: il cicloturismo nell’Aquilano prende forma attraverso progetti ambiziosi e reti locali sempre più attive. Dopo anni di studio e di piccoli passi, oggi si moltiplicano i cantieri, le iniziative e le sinergie che puntano a trasformare l’intera area in una destinazione di riferimento per la mobilità dolce.
Infrastrutture, servizi, promozione, ma anche recupero dei borghi e valorizzazione del paesaggio: la bici diventa motore di sviluppo e occasione per ripensare il territorio in modo sostenibile e inclusivo. Un viaggio tra le nuove ciclovie, da nord a sud, passando per L’Aquila e i suoi borghi più suggestivi, per scoprire come si sta costruendo, giorno dopo giorno, una nuova geografia del turismo.
Da nord a sud, passando per l’Aquila
Il nuovo percorso unirà Capitignano, passando per l’Aquila, a Molina Aterno, attraversando 15 comuni e affiancando il fiume Aterno. «Il tratto a nord sarà una ciclovia in sede riservata per la maggior parte del percorso, che utilizza il sedime di una ferrovia dismessa, per 35 km. La realizzazione è stata finanziata con 11 milioni 600mila euro, con delibera del Cipe» spiega Fabrizio De Carolis, ingegnere, funzionario tecnico del Comune dell’Aquila nel settore trasporto pubblico locale e mobilità sostenibile. Per ora siamo ancora nella fase di conferenza dei servizi e analisi di fattibilità.
Più avanzata la seconda tratta della ciclovia, altri 35 km, a sud dell’Aquila. «Qui il territorio è più selvaggio e la ciclabile affianca il Cammino di Celestino (6 giorni nel Parco Nazionale della Maiella di eremo in eremo) e il Cammino tra i Vestini (8 tappe, 85 Km, attraversa 11 Comuni della Piana di Navelli e della Valle Subequana, tra cui Fossa e Sant’Eusanio Forconese), utilizzando anche strade interpoderali. L’Aquila, il comune capofila del progetto, ha ricevuto un finanziamento di 300mila euro per la progettazione e altri 9 milioni per far partire i lavori da un fondo governativo (Fondo sviluppo e coesione 2021-2026). L’orizzonte temporale per la fine dei lavori è il 2028».

In città
Si costruiscono nuove ciclabili anche nella città dell’Aquila. «Un intervento finanziato da fondi del Pnrr si 1milione 200mila euro permetterà di collegare la stazione ferroviaria alle vie del centro storico, dove si trovano le sedi universitarie. Solo per 2 km avrà una sede riservata, a causa della conformazione della città. Il progetto c’è, a fine mese arriverà l’approvazione, poi inizieranno i lavori e si concluderanno entro l’aprile 2026». Sugli altri progetti di ciclovie che partono negli altri comuni dell’area, per ora non c’è un piano d’insieme per creare una rete di percorsi e anelli. Ma il Comune presume che la “polifunzionale Valle dell’Aterno” diventerà un’intersezione quasi inevitabile, sulla via per L’Aquila.
Le bici nei borghi: il castello di Lady Hawke

A Calascio e Rocca Calascio le ebike fanno parte integrante dell’offerta turistica e sono uno dei mezzi favoriti per esplorare il territorio. Compresa la parte più elevata, a 1540 m., dove sorgono il castello, i ruderi delle fortificazioni, scenario di film cult, come Lady Hawke e Il nome della Rosa, la chiesa ottagonale di Santa Maria della Pietà, e alcune abitazioni, che si sono ripopolate negli ultimi anni e ancor più recentemente, grazie ai fondi del Pnrr.
Con questi si stanno realizzando alcuni progetti che assicurano una base fondamentale per vivere in un posto così isolato: la creazione di posti di lavoro. Nasceranno un ostello, una scuola di tessitura e di pastorizia, una paninoteca, un albergo diffuso.
La rinascita dei borghi
Il borgo però ha già iniziato da qualche anno a rinascere e farsi conoscere, grazie alla Cooperativa di Comunità Vivi Calascio, 38 soci, che gestisce vari servizi, tra cui quelli turistici: le visite al castello, il bus navetta, il negozio di souvenir, due ristoranti, un albergo diffuso, l’organizzazione e la guida di tour ed esperienze, a piedi e in bicicletta. «Gestiamo un flusso turistico di 30mila presenze l’anno» racconta Francesca Ferranti, consigliera comunale e archeologa. Si è traferita da Roma a Calascio, dove vive e lavora come guida, da sei anni.
«Organizziamo eventi che aggregano amanti delle arrampicate (sulle mura del paese) e delle ebike, come il Calascio Street Boulder. E per chi vuole pedalare e camminare, in autonomia o guidati nel territorio, abbiamo un noleggio bici e pacchetti di esplorazione tematici, tra borghi, canyon, campi di lenticchie, che in genere durano 4 ore e costano 50/60 euro. Alcuni, come “Sapori d’autunno”, ci aiutano a destagionalizzare il turismo. Si organizzano a novembre e dicembre, sono di tre giorni, personalizzabili, e comprendono visite a borghi, cantine, degustazioni, raccolta olive».
La cooperativa è favorevole alla creazione di una rete, che possa connettere noleggiatori e organizzatori di tour, di paese in paese. «Il Comune, grazie ai fondi del Pnrr, ha realizzato anche un nuovo percorso cicloturistico, che unisce Calascio a Rocca Calascio e Castelvecchio Calvisio, un anello del nostro “Tour dei borghi”» conclude Lorenzo Baldi, presidente della cooperativa di comunità (www.vivicalascio.com)
Nasce la ciclovia del Gran Sasso

Da Calascio e da Santo Stefano di Sessanio, borgo conservato nella sua bellezza senza tempo e restaurato nella sua torre simbolo dopo il sisma (dove è stato realizzato nel 2000 Sexantium, pioniere degli alberghi diffusi), passerà un nuovo tracciato cicloturistico.
Il progetto è nato dopo il successo del Cammino del Gran Sasso, al suo terzo anni di vita, uno dei percorsi a piedi più frequentati d’Italia. «È un anello di 60 Km che parte da Campo imperatore, dove si arriva con la funivia, e va in discesa, passando da anche da Castel del Monte e Barisciano, per arrivare all’Aquila. L’hanno ideato e realizzato dieci operatori turistici e associazioni, grazie a un finanziamento di circa 120mila euro del Gal Gran Sasso Velino, un gruppo di azione locale che consente di drenare finanziamenti europei su progetti di sviluppo rurale e turistico» racconta Andrea Lolli, uno degli ideatori del cammino, guida di montagna e project manager nel turismo.
La collaborazione
«Dalle indicazioni dei ciclisti che già percorrono il cammino, è emersa l’esigenza di un tracciato dedicato, che stiamo delineando anche nel fondo valle, per ampliare il percorso e renderlo fruibile anche in inverno, quando il Gran Sasso è coperto di neve. Per questo ampliamento abbiamo già ricevuto un finanziamento di 70mila euro dal Gal, che ci consentirà di realizzare anche strutture di servizio, con ricarica per le e-bike e mini officine per le autoriparazioni. I lavori saranno terminati entro la primavera 2026». Lolli insiste sul fatto che tutto il progetto è frutto della collaborazione tra imprese e associazioni, una rete di accoglienza e servizio che comprende anche ciclonoleggi e organizzatori di tour guidati (camminodelgransasso.it, www.galgransassovelino.it).
Tra loro anche Andrea De Bernardinis, che sta contribuendo al nuovo tracciato. Questo imprenditore ha lasciato il suo lavoro in un ufficio legale di un’azienda edile per avviare a Santo Stefano di Sessanio nel 2016 “Escursioni da paura Gran Sasso exciting bike experience”.


Sviluppare l’offerta con le esperienze
Propone escursioni in mountain bike, bici da strada o elettriche a pedalata assistita. Dopo essersi preparato come maestro di mountain bike e ciclismo fuoristrada, si è fatto le ossa con clienti di tutte le età, lavorando in Francia. Ma poi è tornato nella sua terra (anche se è nato in Canada) e nel 2016 ha colto l’opportunità di un bando dedicato allo sviluppo turistico del cratere sismico per avviare la sua attività, prevalentemente nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, all’Aquila e nelle zone e sulle vie della transumanza.
Si occupa anche di progetti nelle scuole e nei centri estivi, per avvicinare i ragazzi alle due ruote. Alcuni suoi tour ammiccano anche al cinema, che in questi luoghi ha trovato set mozzafiato (Ladyhawke, Spaghetti western, 50 euro in media, minimo due persone, con noleggio, guida e casco). Altri hanno un taglio più sportivo (Bike Park Academy), altri ancora si svolgono in inverno (Sulla neve in e-fat bike).


Nuove e vecchie strade tra antichità e medioevo
Anche a Sant’Eusanio Forconese, a 13 km dall’Aquila, paese ricostruito dopo il sisma, dove ancora restano le casette assemblate in fretta per gli sfollati accanto a nuove strutture sportive e di servizio, si progetta una nuova ciclovia, che consentirà di scoprire più agevolmente il suo territorio e quello circostante, compreso il paese di Fossa, con la stupenda chiesa romanica di Santa Maria ad Cryptas e la necropoli che sta venendo alla luce. Sopra Sant’Eusanio, sul Monte Cerro, si trovano una piccola chiesa in posizione panoramica e i ruderi del castello, ancora da valorizzare e da conoscere, come tutta la storia e i resti romani e italici della zona.



Il tracciato unirà il paese e la frazione di Casentino a un altro importante comprensorio, quello della Ciclovia dei parchi Valle Subequana, una conca dominata dal Monte Sirente inclusa nel Parco regionale Sirente-Velino. Qui si trovano altri sei centri abitati d’altura: Castelvecchio Subequo, Secinaro, Castel di Ieri, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli e Molina Aterno. Tutti da esplorare, in bici, percorrendo strade rurali e sentieri lontani dal traffico, a piedi e in bici (www.cicloviedeiparchi.it).
Il mosaico di progetti, idee e persone che stanno ridisegnando il territorio aquilano su due ruote racconta una rinascita profonda, fatta non solo di infrastrutture, ma di visione condivisa e legame con la terra. Il cicloturismo diventa così occasione per restituire vita ai borghi, valorizzare paesaggi unici e creare nuove economie locali, sostenibili e partecipate. L’Aquila e il suo territorio non sono più soltanto luoghi da attraversare: stanno diventando mete da vivere con lentezza, da scoprire passo dopo passo, pedalata dopo pedalata. Un viaggio che è solo all’inizio, ma che ha già la forza di indicare una nuova direzione.




















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