Nell’estate del 2020, con le restrizioni dovute alla pandemia che rendevano difficili i classici spostamenti, con la mia ragazza di allora abbiamo deciso di fare qualcosa di diverso: invece di rinunciare alle vacanze, abbiamo scelto di affrontare il nostro primo viaggio in bicicletta. Fino a quel momento eravamo abituati a pedalare solo in città, quindi abbiamo comprato due biciclette gravel, adatte sia all’asfalto che allo sterrato, per percorrere la distanza tra Roma, dove vivevamo, e La Spezia, la sua città d’origine.
Siamo partiti l’8 agosto e abbiamo impiegato una settimana precisa per arrivare a destinazione. Non avevamo fretta: l’obiettivo non era la performance sportiva, ma goderci il percorso. Abbiamo cercato di evitare il traffico, preferendo strade secondarie e sentieri immersi nella natura. Questo ci ha permesso di attraversare borghi e zone d’Italia che non avremmo mai visto viaggiando in auto o in treno.

Le tappe e l’errore di percorso del nostro primo viaggio in bici
Il nostro itinerario ha toccato diverse località: siamo passati per Sutri, Canino, Montiano, Punta Ala, Cecina e Pisa. È stato un modo per riscoprire la bellezza dei paesaggi italiani a un ritmo lento. Tuttavia, non è mancato qualche imprevisto, tra cui un errore che ancora oggi ricordiamo bene.
Avevamo prenotato un B&B a Montiano, convinti che fosse quello in provincia di Grosseto, lungo la nostra rotta. Quando siamo arrivati in paese, stanchi morti dopo una tappa da 70km quel giorno, e abbiamo iniziato a chiedere informazioni, nessuno conosceva questo Bed and Breakfast. A quel punto ci siamo accorti dell’errore: avevamo prenotato a Montiano in provincia di Forlì-Cesena, dall’altra parte dell’Appennino!
Fortunatamente, gli abitanti del posto sono stati molto gentili. Vedendoci in difficoltà, si sono mobilitati per trovarci una sistemazione di fortuna per la notte, evitandoci di dover pedalare altri chilometri per cercare un albergo che fosse libero in pieno agosto.
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Cosa abbiamo imparato dal nostro primo viaggio in bici
Questa esperienza ci ha insegnato ad apprezzare le cose semplici. Quando pedali per ore con 40 gradi, impari a dare valore a:
- una fontanella d’acqua fresca dove rinfrescarsi;
- una sosta all’ombra di una pineta nelle ore più calde;
- un panino comprato all’alimentari del paese e mangiato su una panchina.
Viaggiare in bicicletta significa anche sapersi adattare. Bisogna controllare il meteo, verificare la traccia, gestire una camera d’aria forata o cambiare strada se quella pianificata è chiusa. In un certo senso è una lezione su come affrontare gli imprevisti della vita: non tutto va come previsto, ma spesso è proprio il modo in cui reagisci a rendere l’esperienza memorabile. Come canta Daniele Silvestri: “Perché le cose non vanno mai come vuoi tu, anzi è più facile cambino ancora di più”.

L’arrivo e i ricordi
Quando siamo finalmente arrivati a La Spezia, eravamo incredibilmente soddisfatti. I nostri amici non ci credevano e i nostri familiari, che erano stati in ansia per tutto il tempo, erano (e sono) convinti che fossimo stati degli incoscienti. Per noi, invece, è stata una boccata d’ossigeno dopo i mesi passati chiusi in casa a causa del lockdown ed una esperienza che ci legherà per sempre.
Viaggiare in bicicletta ci è piaciuto così tanto che, negli anni successivi, abbiamo organizzato molti altri viaggi simili, sia in Italia che all’estero, diventando più esperti ed iniziando ad usare anche la tenda. Ma il nostro primo viaggio in bici da Roma a La Spezia resterà per sempre speciale.
Anche se è passato del tempo e molte cose sono cambiate da allora, il ricordo di quella fatica e della libertà che abbiamo provato è ancora vivissimo.
Al prossimo viaggio. In bici.
[Lorenzo Lupelli]















Penso che un’avventura così dovrebbero farla tutti sino a 40 anni d’età. i ritmi impossibili con i quali si svolge il lavoro ci obbligano ad andare sempre velocemente e oltre al riposo fisico ci vuole anche quello mentale, meglio se condiviso.
Ringrazio, arrivederci.
Bellissimo racconto!! :)