L’Unione Europea sta facendo passi avanti significativi nel migliorare le condizioni di lavoro dei ciclofattorini, i cosiddetti “rider”, che operano nelle piattaforme digitali di consegna del cibo. Il Consiglio europeo ha recentemente confermato un accordo che promette trasparenza e tutela per questi lavoratori, che spesso si trovano in condizioni precarie.

Europa: più tutele per i rider
L’accordo, raggiunto tra la presidenza del Consiglio e i negoziatori del Parlamento europeo, riguarda la direttiva sul lavoro delle piattaforme. Si tratta di una pietra miliare nell’ambito della legislazione dell’UE, poiché mira a regolare l’uso degli algoritmi e a migliorare le condizioni di lavoro per i milioni di rider che operano in tutta Europa.
Trasparenza nell’uso degli algoritmi
Uno dei principali punti dell’accordo è la trasparenza nell’uso degli algoritmi nella gestione delle risorse umane. Questo significa che i sistemi automatizzati saranno monitorati da personale qualificato, e i lavoratori avranno il diritto di contestare le decisioni automatizzate. Inoltre, verrà garantita una corretta determinazione dello status occupazionale dei rider, consentendo loro di beneficiare dei diritti lavorativi a cui hanno diritto.
Condotta antisindacale per Uber Eats
Questa è una vittoria significativa per i rider. Spesso, infatti, i ciclofattorini si trovano a lottare contro il falso lavoro autonomo e la mancanza di tutela sul posto di lavoro. Con questa nuova legislazione, si prevede che i rider possano godere di maggiori protezioni e di una maggiore sicurezza sul lavoro. E proprio su questo tema, recentemente, il Tribunale di Milano si è espresso respingendo il ricorso di Uber Eats ed evidenziando la condotta antisindacale della piattaforma che a giugno scorso aveva “licenziato” (disconnettendoli dall’account, ndr) 4000 ciclofattorini senza avviare le procedure di confronto con le associazioni sindacali. E già a settembre scorso i licenziamenti erano stati dichiarati illegittimi.
Basta con il falso lavoro autonomo
Intanto il vice primo ministro belga e ministro dell’Economia e dell’Occupazione, Pierre-Yves Dermagne, ha sottolineato l’importanza di affrontare il problema del falso lavoro autonomo nel settore delle piattaforme digitali. L’accordo raggiunto rappresenta un equilibrio tra il rispetto dei sistemi nazionali del lavoro e la garanzia di standard minimi di protezione per i rider in tutta l’UE.
Verso un nuovo regolamento per le piattaforme digitali
La direttiva sul lavoro delle piattaforme è la prima legislazione dell’UE a regolare la gestione algoritmica sul luogo di lavoro e a stabilire standard minimi per migliorare le condizioni di lavoro dei rider in tutta Europa. Si prevede che l’accordo sarà formalmente adottato e che gli Stati membri avranno due anni per incorporare le disposizioni della direttiva nella loro legislazione nazionale. In conclusione, questo accordo rappresenta un importante passo avanti nella lotta per migliorare le condizioni di lavoro dei rider e garantire loro una maggiore sicurezza e tutela sul posto di lavoro.




















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