A Roma il dibattito sulla mobilità torna ad accendersi, e questa volta lo fa… a motore acceso. La costola capitolina di Fratelli d’Italia ha infatti promosso per domenica 16 novembre alle 16:30 un corteo automobilistico con partenza da piazzale Luigi Nervi ( quartiere Eur) e arrivo in viale della XVII Olimpiade (zona Villaggio Olimpico), per protestare contro alcuni provvedimenti del Campidoglio: ZTL, piste ciclabili, Città 30 e, più in generale, quella che gli organizzatori definiscono “mobilità ideologica” del sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
Il volantino dell’iniziativa invita i cittadini a “partecipare con la propria auto per dire no alle follie del Campidoglio”, con l’obiettivo di manifestare la contrarietà – attraverso un corteo di automobili, tra clacson e motori accesi come tipico di questo tipo di iniziative – alle misure ecologiche considerate penalizzanti per chi si sposta tutti i giorni in auto in città.
Le reazioni social: stupore, ironia e critiche
Sui social, la proposta ha immediatamente innescato un fiume di commenti, non solo sotto il post originale ma anche nei diversi gruppi di Mobilità di Roma in cui è stato condiviso. Molti utenti hanno reagito con ironia, definendo l’iniziativa una sorta di “riproduzione fedele del traffico romano” più che una protesta formale. In altri casi, il tono è stato quello di una pacata incredulità: qualcuno ha persino ipotizzato che si trattasse di un “fake”, notando l’inversione logica tra il dichiarato obiettivo di migliorare la mobilità urbana e l’idea di aggiungere un ulteriore corteo di auto (in una città peraltro già congestionata di suo).
Tra le reazioni più misurate, diversi cittadini hanno osservato come ZTL, ciclabili e limiti di velocità più moderati rappresentino ormai strumenti consolidati nelle politiche urbane europee per ridurre incidenti, emissioni e tempi di spostamento. In questo quadro, la scelta di protestare proprio attraverso ciò che queste misure cercano di limitare – ovvero il traffico privato motorizzato – è apparsa a molti come un curioso paradosso comunicativo.
La coincidenza: il 16 novembre è la Giornata Mondiale in Ricordo delle Vittime della Strada
A rendere l’iniziativa ancora più oggetto di discussione è la coincidenza con il 16 novembre, data in cui si celebra la Giornata Mondiale in Ricordo delle Vittime della Strada, istituita dalle Nazioni Unite. Una ricorrenza dedicata alla sensibilizzazione su sicurezza, comportamenti alla guida e prevenzione degli incidenti.
In questa cornice, non si può non sottolineare come una protesta con corteo di automobili organizzato proprio in quel giorno rischi di risultare quantomeno inopportuno dal punto di vista simbolico, creando un evidente scarto tra la solennità della ricorrenza e l’immagine di una corteo di vetture impegnata a protestare a suon di clacsonate contro provvedimenti finalizzati – nelle intenzioni dichiarate – a migliorare la sicurezza stradale.
Zone 30 e sicurezza: cosa dicono i dati europei
Nel resto d’Europa, le Zone 30 rappresentano una delle politiche di sicurezza più diffuse e studiate. Secondo analisi condivise da numerosi enti di ricerca e amministrazioni comunali:
- ridurre la velocità massima a 30 km/h diminuisce drasticamente il rischio di morte per un pedone in caso di impatto, con percentuali di sopravvivenza significativamente più alte rispetto ai 50 km/h;
- molte città – da Parigi a Bruxelles, da Graz a Bilbao – hanno registrato un significativo calo delle vittime sulla strada, maggiore vivibilità degli spazi pubblici e una percezione di sicurezza superiore tra i residenti;
- le Zone 30 contribuiscono anche a ridurre rumore ed emissioni, rendendo più efficiente la circolazione complessiva.

In altre parole – dati alla mano – non si tratta di “eco-follie”, né di sperimentazioni estemporanee, ma di strumenti consolidati che tendono a portare benefici misurabili alle città e a chi le percorre, a piedi, in bici e anche in auto.
Una modalità di protesta in testacoda
Nel complesso, l’idea di un corteo automobilistico contro provvedimenti che mirano a ridurre traffico e incidenti rischia di trasformarsi in un cortocircuito narrativo: un po’ come protestare contro il rumore urlando con un megafono.
Il tema della mobilità meriterebbe un confronto costruttivo, basato su dati e obiettivi condivisi. E sicuramente anche una maggiore attenzione al calendario: aspetto che, in questa occasione, sembra essere stato del tutto trascurato.
[Fonte]




















Intanto queste iniziative ti fanno fare il pieno di voti… Ubi maior minor cessat è il loro motto, vincente, sfruttando egoismo ed individualismo (ci tengo a precisare, in modo legittimo). Il problema è che la comunicazione alternativa è debole, l’ecologismo anni ’70 era enormemente più convincente (basta pensare alle canzoni di Celentano ed Endrigo). Se non si propongono alternative in modo simpatico e convincente non ci sono speranze di rendere questo Paese più a misura d’uomo. In democrazia bisogna essere più convincenti e meno burocratici.
grandi nostalgici incredibili statisti
mancanza totale di CULTURA, rastrellare voti a spese della sicurezza dei cittadini, retorica di propaganda infelice e amorale. Si è retori per scienza o intenzione, SOFISTI per intenzione ma dialettici sempre per facoltà.
“Campioni del mondo! campioni del mondo! campioni del mondo!” “Si fece buio su tutta la terra” o meglio su Roma…un paese che fa di tutto per stare nelle tenebre, auguri.
Tragicomici; buon divertimento in coda e mi raccomando, respirate a pieni polmoni
VERGOGNATEVI…POLITICI CON IL MACCHINONE SEMPRE PRONTO.