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Ciclabili sbloccate e buche riparate: i primi 100 giorni del “Sindaco Ciclista” di New York

Ciclabili sbloccate e buche riparate: i primi 100 giorni del “Sindaco Ciclista” di New York
Il sindaco di New York Zohran Mamdani su una bici del bike sharing Citi Bike (credits: Michael Appleton / Mayoral Photography)

Bentornati nella Grande Mela. Se ci seguite con costanza, ricorderete che all’indomani della sua storica elezione nel novembre 2025 su Bikeitalia avevamo pubblicato un’analisi approfondita della piattaforma con cui Zohran Mamdani aveva conquistato New York. Un programma urbano in cui la bicicletta (incluso il fondamentale sistema di bike sharing cittadino) non era un semplice accessorio da campagna elettorale, ma il cuore pulsante di una nuova visione di mobilità e giustizia sociale.

Tutti ricordiamo il reel diventato virale in quei giorni caldi di campagna elettorale: Mamdani, in giacca e cravatta, sta sbloccando una Citi Bike nell’Upper East Side. Dal fondo della strada una voce lo attacca urlando: “Comunista!”. Senza battere ciglio, lui risponde con un sorriso smagliante: “Si pronuncia ciclista!”.

Ma superata l’euforia della vittoria, cosa succede quando un vero ciclista urbano si siede sulla poltrona di City Hall? Oggi, giunti al giro di boa dei primi 100 giorni del suo mandato, possiamo dire che Mamdani – entrato ufficialmente in carica l’1 gennaio 2026 – sta passando rapidamente dalle parole ai fatti. Ecco cosa è cambiato finora per chi pedala in città.

Sblocco delle ciclabili “congelate”

La precedente amministrazione guidata da Eric Adams aveva lasciato in eredità una serie di progetti ciclabili e corsie preferenziali per i bus promessi, approvati e poi improvvisamente bloccati per non scontentare una rumorosa fetta di automobilisti. Mamdani ha immediatamente invertito la rotta.

Già a febbraio, ha annunciato la ripresa dei cantieri per quattro assi cruciali tra Bronx e Brooklyn (inclusi i percorsi di Cortelyou e Dorchester Road e la connessione vitale di Ashland Place). Il messaggio mandato dal Dipartimento dei Trasporti (DOT) è inequivocabile: la sicurezza stradale non si mette più in pausa.

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La “Astoria Revolution” e il caso della 31st

Per capire davvero l’impatto di questa amministrazione sui quartieri, basta guardare al Queens, storico feudo elettorale del sindaco fin da quando era nell’assemblea statale. Come sottolineato da un recente e dettagliato articolo di Streetsblog, l’Amministrazione ha impresso un’accelerazione decisiva per trasformare l’intero asse della 31st.

Quella che era nata come una “Open Street” gestita dai volontari sta diventando un corridoio permanente e protetto. Il progetto prevede un asse ininterrotto a vocazione pedonale e ciclabile, un modello di complete street che dimostra sul campo come sia possibile sottrarre spazio alle lamiere per restituirlo alle persone e alle attività commerciali di prossimità.

L’approccio su 31st non è solo un intervento locale per il suo vecchio quartiere, ma un manifesto politico di progettazione urbana che la nuova giunta intende esportare in tutti e cinque i distretti della metropoli.

Stop alle conseguenze penali per le infrazioni in bici

Fino a poche settimane fa a New York, chi si muoveva in bici o ebike e commetteva infrazioni minori (come il passaggio con il semaforo rosso in assenza di traffico, applicando di fatto un Idaho Stop di buon senso) rischiava non solo una multa, ma procedimenti penali e convocazioni in tribunale che potevano rovinare la vita, specialmente ai lavoratori più fragili.

Mamdani ha appena annunciato una direttiva storica: le infrazioni di basso livello per ciclisti e rider verranno gestite esclusivamente tramite sanzioni civili o amministrative. Le priorità della polizia (NYPD) dovranno concentrarsi sui comportamenti realmente pericolosi alla guida e sui veicoli pesanti, smettendo di criminalizzare chi si muove a pedali.

Ricarica sicura per le ebike dei rider

Mamdani ha ribadito in più occasioni che una città che si appoggia quasi del tutto sul lavoro dei rider per la consegna del cibo deve anche tutelarli. Per contrastare la piaga degli incendi domestici causati da batterie al litio non certificate, l’amministrazione ha appena svelato un piano per l’installazione di 50 stazioni pubbliche di scambio e ricarica sicura per batterie di ebike, partendo dai quartieri a più alta domanda. Una vera politica di “safety first” che crea infrastruttura supportando la logistica dell’ultimo miglio.

100.000 buche riparate in 100 giorni

Non ci sono solo le nuove infrastrutture nel mirino della nuova Amministrazione guidata da Mamdani: nei primi 100 giorni di mandato, la task force stradale voluta dal sindaco ha riparato ben 100.000 buche (una media 1.000 al giorno, ndr).

Se per chi guida un gigantesco SUV una voragine nell’asfalto rappresenta al massimo una scocciatura o un rischio per i cerchioni, per chi si muove in sella a una bicicletta o a un mezzo di micromobilità una buca improvvisa può rivelarsi fatale.

Questo piano di manutenzione accelerata e massiccia si traduce in un immediato innalzamento della sicurezza stradale quotidiana per gli utenti più vulnerabili, dimostrando che la tutela di chi pedala passa prima di tutto dalla cura maniacale delle strade esistenti.

Un sindaco ciclista (che pedala davvero)

La storia recente di New York ha visto diversi politici definirsi “sindaci della bicicletta”, per poi farsi scarrozzare perennemente su imponenti SUV governativi scortati. Mamdani, invece, la bici la usa per davvero, rendendosi conto in prima persona dello stato delle buche e delle piste ciclabili.

Il mese scorso ha fatto notizia la sua “pedalata presidenziale” notturna: dopo un evento di raccolta fondi a Brooklyn, ha inforcato una Citi Bike elettrica percorrendo quasi 12 chilometri fino a casa nell’Upper East Side, in appena 47 minuti.

A 100 giorni dal suo insediamento da sindaco, sul fronte della ciclabilità il bilancio è positivo: avere un ciclista urbano ai vertici dell’Amministrazione cambia letteralmente la prospettiva con cui si guarda la strada.

New York è ancora una giungla d’asfalto dominata da un traffico motorizzato molto sostenuto, ma la sensazione, tra chi promuove la mobilità attiva, è che Zohran Mamdani abbia appena iniziato a spingere sui pedali.

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Commenti

  1. FULVIO TRIVELLIN ha detto:

    [Questo commento non è stato pubblicato > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]

  2. Francesco Broglia ha detto:

    Sono Buonissime notizie. Nella mobilità urbana e generale, ciclisti e pedoni devono essere trattati con rispetto. Da ciclista che usa il mezzo per lavoro attendo però notizie anche dall’Italia, e non solo dai sindaci. A quando, ad esempio, l’ammissione a bordo dei treni ad alta velocità delle biciclette? Suggerisco la parola d’ordine: “biciclette a ruota alta sui treni ad alta velocità!”

  3. Piergiorgio zanella ha detto:

    certamente per un americano medio accettare la bicicletta al posto del mega suv diventa difficile. sicuramente dove possibile aiutare la gente ad andare in bicicletta diventa positivo per i consumi visto che si risparmia per l’ambiente dato che non si inquina per la salute dato che pedalare è un toccasana per il cuore. dobbiamo essere sicuri un secolo fa la maggior parte della gente usava la bicicletta poi è arrivata l’automobile e i ciclisti sono lentamente scomparsi adesso negli ultimi anni grazie anche a mezzi leggeri moderni e facili da condurre hanno ripreso vigore

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