Immaginate di vedere un vero e proprio divano a pedali che sfreccia per strada. Sembra una provocazione da social, ma è in realtà l’immagine simbolo di “Sofa to Saddle” (letteralmente dal divano alla sella – della bicicletta, si intende), il nuovo, visionario e geniale progetto lanciato da British Cycling (la Federazione ciclistica britannica) in partnership con Lloyds Banking Group.
Mentre troppe federazioni sportive restano rinchiuse nella torre d’avorio dell’agonismo esasperato e del medagliere, i vertici del ciclismo d’Oltremanica hanno deciso di guardare in faccia il Paese reale, ponendosi un obiettivo tanto ambizioso quanto concreto: rimettere in sella un milione di persone entro il 2028 per costruire comunità più sane, attive e felici.
I numeri della sedentarietà (e la voglia di cambiare)
La campagna nasce da un’analisi spietata e lucidissima del contesto sociale, diffusa dalla stessa Federazione tramite un post su LinkedIn*. Nel Regno Unito, quasi la metà della popolazione passa oltre 18 ore a settimana sul divano. Eppure, dietro a questa inattività fisica si nasconde un enorme desiderio inespresso: il 70% dei cittadini dichiara infatti di voler essere più attivo.
Il problema? Spesso mancano gli strumenti giusti per fare il primo passo, frenati da barriere pratiche o dalla semplice paura di non essere all’altezza. Per questo British Cycling, in collaborazione con la società di consulenza Elixirr, ha sviluppato l’app Sofa to Saddle: un programma gratuito di otto settimane pensato proprio per accompagnare chi è fermo da tempo alla scoperta (o riscoperta) della gioia di pedalare, costruendo fiducia e offrendo guide pratiche e accessibili a tutti.
La bici come medicina per mente e corpo

Perché investire così tante risorse per far alzare le persone dal divano? Perché i dati raccolti dalle ricerche della Federazione britannica parlano chiaro sull’impatto incredibile che la bicicletta ha sul benessere psicofisico quotidiano:
- +37% di autostima: chi pedala almeno una volta alla settimana ha una probabilità nettamente superiore di sentirsi bene con sé stesso rispetto a chi non lo fa.
- 79% di mente libera: per quasi otto ciclisti su dieci la bicicletta è lo strumento principale per sgomberare la mente dai pensieri e dallo stress quotidiano.
- 58% di calma e relax: più della metà dei praticanti sperimenta un senso duraturo di tranquillità e rilassatezza grazie all’attività sui pedali.
Come ha sottolineato nel lancio dell’iniziativa Darren Henry, Managing Director di British Cycling Ventures: «Le nostre ricerche evidenziano che l’appetito e la voglia di salire in bici ci sono, e Sofa to Saddle è parte della soluzione. È ampiamente provato che pedalare faccia sentire le persone meglio con sé stesse. Ora abbiamo un modo concreto per supportare e abilitare i cittadini a muovere i primi passi con modalità che funzionino davvero per loro».
Per accompagnare il lancio, la Federazione ha persino realizzato uno spot ironico e brillante in cui si cerca “il volto eroe della campagna” testando una divertente sofa bike. Eccolo 👇
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Dal rugby ai pedali: la ricetta di Joe Marler
Una campagna lanciata non a caso alla vigilia dei Giochi del Commonwealth e pensata come la vera risposta ciclistica al celebre “Couch to 5K” (il programma di corsa per principianti): un percorso graduale e strutturato che punta a smantellare gli ostacoli più comuni – dalla paura del traffico al timore di non essere all’altezza, fino ai dubbi su come scegliere i percorsi o gestire la manutenzione base della bici – offrendo guide su misura, ricompense al raggiungimento delle tappe e il supporto degli specialisti del Great Britain Cycling Team.
A metterla concretamente su strada, sfrecciando per le vie di Manchester (casa di British Cycling) in sella alla customizzata divano-bici, è stato l’ex stella della nazionale inglese di rugby Joe Marler, protagonista autoironico e genuino del video promozionale, che ha sintetizzato alla perfezione lo spirito del progetto:
«Sarò il primo ad ammettere che il divano è il mio posto felice in assoluto, ma passarci sopra più di 18 ore a settimana è tanto persino per me. Non chiediamo alle persone di stravolgere la propria vita dalla sera alla mattina o di imbarcarsi in massacranti regimi di allenamento: “Sofa to Saddle” serve ad abbassare l’asticella e semplicemente a scambiare solo una o due di quelle ore settimanali sul divano con un giro in bicicletta. Personalmente ho sempre usato la pedalata per schiarirmi le idee quando il rumore di fondo diventa troppo forte, o per farmi quattro risate nei fine settimana in sella con la famiglia. Guidare questa divano-bici per Manchester è stato divertentissimo, ma il messaggio che c’è dietro è serissimo: uscire su due ruote è uno dei modi più semplici in assoluto per rendere migliore la propria giornata!».
Italia vs. Regno Unito: tra poltrone istituzionali e sedentarietà cronica
Il confronto con ciò che accade da noi è impietoso. Mentre nel Regno Unito la Federazione ciclistica esce dai velodromi per fare campagne attive, intelligenti e di larghissimo respiro per la promozione della bici come strumento di mobilità e di salute per tutti i livelli, in Italia siamo alle prese con una pesante crisi di risultati sportivi e di gestione istituzionale (come dimostra l’inchiesta sugli incarichi affidati al figlio del Presidente Dagnoni).
Un immobilismo gestionale che si scontra frontalmente con una drammatica emergenza sanitaria e sociale: secondo i più recenti dati Istat e dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia il 32,8% della popolazione (quasi 19 milioni di persone) è completamente sedentario e non svolge alcun tipo di attività fisica nel tempo libero, mentre ben il 62,5% non pratica alcuno sport.
Numeri allarmanti che avrebbero bisogno proprio di una visione moderna e coraggiosa come quella britannica, capace di trasformare la bicicletta da semplice attrezzo agonistico per pochi a formidabile strumento di salute pubblica e benessere quotidiano per tutti.
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