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Ciclismo e infertilità

Bikelife, Dolori, Salute • di

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Una delle leggende che ruotano intorno all’uso della bicicletta è il fatto che lo schiacciamento degli organi genitali contro la sella possa condurre all’infertilità maschile. Si tratta di una leggenda o di un fattore medico convalidato dalla comunità scientifica? In questo articolo cercheremo di capire cosa dice la scienza su questo tanto delicato argomento, provando a trovare una seria risposta alla terribile domanda: il ciclismo rende sterili?

Indice
Relazione tra ciclismo e sterilità maschile
Motilità spermatica e ciclismo d’endurance
Concludendo

Relazione tra ciclismo e sterilità maschile


Fertilità_2Gli spermatozoi maschili, per raggiungere la piena motilità, hanno bisogno di una temperatura più bassa rispetto a quella del resto del corpo. Infatti lo scroto è l’unica parte del corpo dove non vi è grasso, al fine di mantenere più bassa la temperatura. Un innalzamento della temperatura scrotale rende meno motili ed efficienti gli spermatozoi, che così non riescono a raggiungere l’ovulo femminile e quindi rendere possibile il concepimento.

Solitamente l’innalzamento della temperatura scrotale è casuato da un’irrorazione eccessiva di sangue, che è il termoregolatore del nostro organismo (un po’ come l’acqua che corre in un termosifone). L’apporto di sangue fa aumentare la temperatura scrotale, casuando quindi la perdita di motilità degli spermatozoi. Questa situazione è molto comune negli uomini cui viene diagnosticato il varicocele, ovvero un’ingrandimento dei capillari scrotali con un maggiorato apporto di sangue. Si tratta di una patologia molto comune (chi scrive è stato operato per rimuoverlo) che colpisce circa il 25% degli uomini dai 10 ai 19 anni e arriva a picchi del 40% superati i 40 anni.

In passato questa patologia veniva scoperta durante la visita per il servizio militare, ora invece è bene sottoporsi a una visita urologica di controllo. Infatti il varicocele è tra le cause più comuni di infertilità maschile, che solitamente si risolve con un’operazione chirurgica effettuata in day-hospital. Solitamente dopo l’operazione la motilità spermatica raggiunge valori nella norma.

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L’accusa che viene mossa al ciclismo è dunque la seguente: l’elevata pressione generata tra la sella e i muscoli del pavimento pelvico può portare a un blocco della circolazione locale, con aumento della temperatura e quindi con un’influsso negativo sulla vitalità degli spermatozoi. Questo aumento di temperatura, ripetuto a ogni utilizzo della bici, può provocare la sterilità. Sarà vero?

Questa domanda se la sono posta gli scienziati dell’Università di Medicina di Londra che, dopo aver sfatato il mito della relazione tra ciclismo e patologie prostatiche, hanno voluto capire meglio se può esistere una relazione tra l’uso della bici e la sterilità maschile. Per farlo, nel 2015, hanno lanciato un appello su tutti i social network e le riviste di ciclismo inglesi, per trovare volontari di tutte le età e di diverse categorie. L’appello ha trovato la risposta di ben 5282 ciclisti anglosassoni, che hanno fatto in modo che lo studio dell’Università diventasse il più importante mai realizzato sul tema della sterilità nel ciclismo.

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I volontari sono stati divisi per categorie, basate sul numero di ore passate in sella ogni settimana: il primo gruppo passava in sella 3,75 ore ogni settimana, il secondo 5,75 ore, il terzo 8,5 ore e il quarto ne passava più di 8,5 ore ogni settimana. Ai volontari è stato effettuato un check up iniziale, che includeva il controllo della motilità degli spermatozoi attraverso uno spermiogramma, una visita urologica per individuare patologie a carico della prostata e un questionario per capire se avessero mai avuto problemi erettili, se avessero già avuto figli o patologie legate alla fertilità. Dopo aver seguito i volontari per mesi e aver raccolto i dati ottenuti dagli spermiogrammi, i medici dell’Università di Londra hanno scoperto che non vi è alcuna relazione tra l’uso della bici e la diminuzione della motilità spermatica.

Le selle moderne infatti sono frutto di studi avanzati e di decenni di esperienza e consentono di alleviare la pressione a livello scrotale, impedendo il riscaldamento dovuto all’accumulo di sangue. Neppure nei ciclisti che passavano più di 8,5 ore in sella ogni settimana è stata diagnosticata una diminuzione della motilità degli spermatozoi.

Il ciclismo“, ha affermato Mark Hammer, capo della ricercaè un’attività benefica che permette di prevenire diabete, infarto e problemi cardiovascolari e non vi sono significativi dati medici che indichino un possibile danno a carico della fertilità maschile. Rimane il fatto che questa, seppur contenuta, non può da sola rendere vani tutti i vantaggi dell’attività fisica del ciclismo, che va consigliata a qualunque età“.

Motilità spermatica e ciclismo d’endurance


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Uno studio spagnolo, datato 2009, ha invece cercato di fare luce su un’eventuale relazione tra il ciclismo d’endurance (quello che obbliga a passare in sella più di tre ore di fila) e la riduzione della motilità spermatica. Per farlo sono stati presi in esame degli atleti di elité del triathlon. Nel triathlon infatti si possono percorrere in bicicletta distanze che vanno dagli 80 chilometri nella versione olimpica ai 180km dell’Ironman. Un altro aspetto che ha fatto cadere la scelta proprio su questa disciplina sta nel fatto che gli atleti assumono una posizione in sella molto aggressiva, allungata sul tubo orizzontale e spesso con l’ausilio delle appendici sul manubrio. Una posizione del genere fa ruotare le ossa ischiatiche verso la ruota posteriore, comportando un aggravio di pressione a livello degli organi genitali.

15 diversi atleti di elite del triathlon sono stati esaminati prima di un Ironman, sottoponendoli anche a un’analisi della motilità spermatica. Dopo la gara (che prevedere 3,8km a nuoto, 180km di bicicletta e una maratona a piedi) gli stessi atleti sono stati sottoposti a un’ulteriore analisi spermiografica e la motilità spermatica era ridotta del 10% (percentuale sufficiente per impedire il concepimento). Questo deficit però non era da ricondurre comunque all’uso della bicicletta, bensì allo sforzo generale effettuato durante una gara estenuante come l’Ironman. Infatti gli stessi atleti, dopo poche ore di riposo, presentavano valori di motilità di poco inferiori a quelli iniziali.

Tommy Zaferes, triathlete

La cosa curiosa, evidenziata dallo studio, sta nel fatto che nonostante una riduzione della motilità spermatica negli atleti, questa fosse comunque maggiore che nelle persone sedentarie, poiché l’attività fisica ha un impatto positivo anche sulla vitalità degli spermatozoi.
L’importante è sempre proteggere le parti genitali con il fondello, usare una sella adeguata e sottoporsi a controlli periodici, oltre a evitare colpi e shock sulla sella sella (situazione molto comune nella mtb).

Concludendo


La paura di rimanere sterili usando la bicicletta è stata fugata dallo studio spagnolo in primis e ultimamente dalla ricerca inglese, per cui non vi è relazione tra una diminuzione dell’efficienza spermatica e la pratica del ciclismo. Quest’ultimo rimane comunque un’attività sportiva che apporta numerosi benefici all’intero organismo, alla psiche e all’umore e quindi va incentivata e non limitata. Se si hanno problemi di fertilità nella coppia la soluzione non può essere trovata eliminando l’uso della bicicletta bensì rivolgendosi a un urologo per compiere gli esami di routine e capire le cause. Il fai da te in campo medico è la peggiore delle scelte, anche in caso di difficile concepimento.





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