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Da Martina Franca al mare

Italia, Itinerari, Puglia, Valle d'Itria • di

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Il mare non è poi così lontano. Da Martina Franca, cuore della Valle d’Itria, ci arriviamo domando docili salite in direzione Cisternino e planando su agili discese verso Montalbano. Le spiagge non sembrano neanche tanto distanti – pensi – ringalluzzito dal vento in faccia mentre fiero percorri la Via Traiana, antica direttrice consolare che un tempo collegava Roma, epicentro dell’impero romano, con il porto di Brindisi, importante sbocco commerciale sul mare, rotta di collegamento verso l’oriente e punto di partenza per i cavalieri Templari impegnati nelle crociate e dei pellegrini in partenza verso la Terra Santa.
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Ai giorni nostri la Via Traiana corre parallela alla Ciclovia Adriatica, itinerario Bicitalia n.ro 6, ed è inserita all’interno di moderne reti ciclabili dal respiro continentale. Oggi come ieri, tra le provincie di Bari e Brindisi, collega importanti siti d’interesse storico, archeologico, culturale, ambientale, paesaggistico e turistico, come Egnazia, Savelletri, Fasano, Ostuni, ecc.
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Da uno dei tanti balconi naturali della Valle d’Itria proiettati verso il mare Adriatico è facilmente individuabile. Come un serpente sinuoso è adagiata sulla piana degli ulivi millenari che a macchia di leopardo ricopre questo incredibile angolo di Puglia.
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Com’è facile intuire, l’itinerario ciclabile proposto parte proprio dall’idea che un tour cicloturistico in Valle d’Itria non può non prevedere una puntata verso le meravigliose spiagge della costa adriatica pugliese, nel tratto compreso tra Fasano e Brindisi. Sia perché il mare è elemento naturale e culturale imprescindibile ed inscindibile per queste terre, sia perché la distanza da coprire in bici è realmente esigua.
Meno chiacchere e più pedalate. Vediamo nei fatti di cosa stiamo parlando.
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Mappa

Altimetria

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Traccia gps gps | Mappa kml mappa

Il percorso che collega la Valle d’Itria al mare muove da Martina in direzione Cisternino, attraversa il cuore del Parco delle Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo e si tuffa nel mare adriatico.
I chilometri totali da percorrere sono 27 circa, di cui la prima metà caratterizzata principalmente da saliscendi davvero modesti, e la seconda metà da una lunga discesa seguita da un tratto piano che si dissolve in un nuvola di sabbia e salsedine.
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Il fondo stradale presenta soprattutto asfalto e qualche tratto di sterrato.
Le strade attraversate sono tutte distanti dai flussi automobilistici decisi. Solo in alcuni tratti si pedala su strade provinciali, comunque sempre a misura d’uomo e di bicicletta.

Partiamo dall’incrocio tra via Locorotondo, appena fuori il centro di Martina Franca, e la SP 61. Piegando strettamente a sinistra arriviamo sulla SP 119, poi SP 12, che lesta e mai affollata ci conduce sino alle porte di Cisternino. Questo tratto, che seguiamo per quasi 7 chilometri, pur essendo strada provinciale, risulta comunque caratterizzato da un traffico placido e modesto. Attraversiamo contrada Sisto e fiancheggiamo l’ingresso della Ciclovia dell’Acquedotto.
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Siamo ora su via del Parco, breve tratto di un percorso ciclabile che collega Cisternino e Locorotondo. Scavalchiamo letteralmente la veloce SP 134. Ora ci attende un po’ di fatica: all’inizio di contrada Montanaro incontriamo l’unica salita davvero impegnativa dell’intero tracciato. Qualche decina di metri tra sbuffi e qualche imprecazione.
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Il dopo invece è godimento puro per la vista, l’udito, l’olfatto… Ed il cuore. Intensa campagna bruna, macchie di verde scintillante, l’ocra del fieno raccolto in balle, la pietra e il bianco di calce di trulli e muretti a secco, ed il popoloso silenzio della natura. Tutto cresce d’intensità sino ad esplodere quando ci si affaccia dagli oltre 350 metri su cui è abbarbicata contrada Caranna. Un panorama spettacolare si apre dinanzi a noi. In pochi attimi il nostro sguardo può planare e vagare su 40 e più chilometri di ulivi che sonnecchiano distesi tra i colli ed il mare.
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Se pensate che le emozioni forti siano finite qui, sbagliate di grosso. Adesso è davvero il caso di “reggersi forte”. Via Monte Cutetto regala una discesa da ottovolante. I più veloci (ed i più pesanti) raggiungeranno presto i 60 km/h ed oltre. Quindi fate attenzione.
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Incrociamo la SP 9 e proseguiamo, sempre scendendo, per un tranquillo sterrato. Arriviamo subito su contrada Spetterrata, attraversiamo il borgo di Montalbano e saltiamo la SS 16 Adriatica.
In pochi decine di metri ci imbattiamo nel primo Albergabici della Puglia, nella Via Traiana e nel Dolmen di Montalbano, testimonianza funebre risalente alla prima età del bronzo. Pedaliamo nel nucleo pulsante del Parco delle Dune Costiere.
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La zona umida di Fiume Morelli ed i tanti lidi che composti si susseguono uno dopo l’altro sono lì flemmatici che aspettano… Aspettano il più trionfale dei tuffi in mare mai visti sino ad ora! Cosa aspettate?!
Pedalate per credere.
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