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Fornelli da campeggio

Bikelife, Campeggio, Cicloturismo • di

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I fornelli da campeggio sono un altro importante accessorio; non tutti i cicloturisti scelgono di usarli, ma è utile studiare la questione per capire quali sono i pro e i contro del portarsi dietro un fornello, e poter quindi decidere con consapevolezza.

Vantaggi e svantaggi

Come è ovvio, il vantaggio principale dell’avere un fornellino è che ci si può preparare qualcosa di caldo, da semplici tisane a qualcosa di più sostanzioso. Dopo una giornata passata a pedalare, fa sempre piacere, prima di dormire, prepararsi una zuppa o un minestrone per riscaldarsi e ritemprarsi. Le cose più semplici e pratiche da “cucinare” sono proprio quei minestroni in busta, liofilizzati, che si trovano nei supermercati – e sono più buoni di quanto si possa pensare, soprattutto se insaporiti con qualche altro ingrediente. Se i minestroni liofilizzati proprio non vanno giù, si può cucinare qualsiasi cosa che entri in un piccolo pentolino, e che sia pratico e comodo da trasportare.
Il calore di un minestrone serale va però pagato, e non tanto in termini economici, quanto in termini di ingombro e peso: fornello, combustibile, tegami, posate, cibo, acqua in più, sono cose che si fanno sentire.

Quando portare il fornellino: alcune considerazioni
La domanda “mi porto o no il fornellino?” ha risposte diverse a seconda del viaggio che si fa.
È chiaro che portare il fornellino non ha senso se si sceglie di dormire ogni sera in un albergo, e di andare a cenare in un ristorante: il fornellino è un compagno fedele soprattutto dei cicloturisti che dormono in tenda.
Se il viaggio è breve (3-4 giorni), e si pedala d’estate, si può benissimo resistere andando avanti a panini. Quando invece è necessario pedalare per molti giorni di seguito, magari con temperature fresche o fredde, il fornellino diventa un oggetto quasi indispensabile.

In conclusione, solo l’esperienza potrà dirci se infilare o no un fornellino (con annessi e connessi) nelle borse da viaggio. A seconda del combustibile con cui si usano, si possono classificare i fornellini da escursionismo in tre categorie

Fornellini ad alcool

Sono il tipo più semplice, tanto che possono anche essere autocostruiti. Funzionano bruciando il comune alcool rosa che si usa per le pulizie. Non necessitano di particolare manutenzione, e l’alcool è facile da trovare e da trasportare. Lo svantaggio principale è che sono relativamente poco “potenti”, per cui quando fa un po’ più freddo (diciamo sotto i 5° ambientali) far bollire un litro d’acqua può essere un’operazione molto lenta. Hanno inoltre un sistema di regolazione della potenza abbastanza scomodo e poco preciso.

fornelloIl miglior e più diffuso “kit” di cucina ad alcool è indubbiamente “Trangia” (in foto sopra): in una scatola relativamente compatta c’è, oltre al fornellino, uno o due pentolini, una piccola padella, un manico, e un ottimo ed efficiente sistema antivento (fondamentale). I fornelli di questo tipo (o copie simili e più economiche) si trovano in tutti i negozi outdoor. Ci sono anche dei sistemi più compatti (foto accanto) ma sinceramente non ci sentiamo di consigliarli, in quanto meno stabili e meno efficienti della Trangia. Il sistema Trangia inoltre, con degli appositi accessori, può essere usato anche con fornellini a gas o multicombustibile.

Fornellini a gas

Anche questi sono molto diffusi. Funzionano con delle bombolette di gas che si avvitano al fornellino (le bombolette che si attaccano al fornellino forandole sono meno comode e sono ormai poco usate). Ne esistono di diverse dimensioni, ma anche i più piccoli sono generalmente più potenti dei fornelli ad alcool, e per questo garantiscono risultati più rapidi soprattutto quando fa freddo (con temperature intorno allo zero è necessario usare bombole speciali, cosiddette “quattro stagioni”, con una miscela di gas più adatta); la potenza inoltre è facilmente regolabile.

Gli svantaggi sono due: la reperibilità del combustibile, specialmente durante il viaggio (al contrario dell’alcool, le bombolette di gas si trovano più difficilmente, quasi solo nei negozi specializzati) e il calcolo del combustibile consumato/rimasto (cosa che può rendere necessario portarsi una bomboletta di riserva, con conseguente peso e ingombro extra).
Fra le marche più diffuse vi sono Optimus, la Primus e MSR.

Fornellini multicombustibile

Questo tipo di fornelli è utile soprattutto in due casi: quando si va in posti molto freddi, con temperature decisamente sotto lo zero (e forse non è il caso della maggior parte dei cicloturisti), e quando si viaggia in paesi extraeuropei, dove può essere difficile trovare alcool o bombolette di gas compatibili con i fornellini da campeggio. Il combustibile d’elezione per questo tipo di fornelli è la benzina, reperibile praticamente ovunque e che fornisce una “potenza di fuoco” molto elevata. Se non è necessario usarli per i motivi esposti sopra, è meglio evitarli in quanto richiedono una certa cura nell’uso e nella manutenzione. Le marche nominate in precedenza hanno anche modelli multicombustibile (“multifuel” in inglese).

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