La sopravvivenza del cicloviaggiatore: mangiare e dormire (spendendo poco)

Quando si viaggia in bici, tutto si riduce all’essenziale. Non conta più pensare all’ultima e-mail di lavoro o chiedersi se abbiamo chiuso il gas o meno, probabilmente nel secondo caso la casa è già esplosa e preoccuparsi ora serve a poco. E così, con la mente finalmente libera dallo stress, dopo aver pianificato il nostro viaggio non ci resta che porre l’attenzione alle cose davvero importanti: sapere dove andare, come sostentarsi, dove ripararsi quando cala il sole.   

Nello scorso articolo abbiamo visto quali siano gli strumenti indispensabili per orientarsi e trovare la rotta migliore per il proprio percorso.  

Mangiare: dalla trattoria al fornelletto

Personalmente, ritengo che il cibo sia l’aspetto più irrinunciabile. Il cicloturista ha il diritto di essere sempre affamato e, a differenza di chi fa ciclismo sportivo, non è tenuto a badare a barrette energetiche o integratori.

Le trattorie e i posti rustici sono la sua àncora di salvezza, e quando viaggio a basso budget preferisco spendere per scoprire i sapori del luogo che attraverso prima ancora che per un letto comodo.

Tradotto: fammi pure dormire in una stalla o in un pagliaio, ma non privarmi di quel piatto di fettuccine

Altra soluzione più spartana ma indipendente da qualsiasi stuttura è quella del fornelletto a gas o alcol con stoviglie da campeggio: se viaggiare in bici ci svincola da ogni mezzo che non siano le nostre gambe, cucinarsi il proprio cibo ovunque ci si trovi ci rende liberi anche per quanto riguarda il vitto.

Last but not least, se viaggiamo in bici è anche per (ri)scoprire il rapporto con la terra, ed è proprio la Terra a venirci incontro nel momento del bisogno.

Dimenticate i supermercati e i ristoranti: piuttosto aguzzate la vista e iniziate a considerare quell’albero di fichi una risorsa energetica, o a non disdegnare piccoli furti di pannocchie nei campi che attraversate. 

Ci hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane / ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame“, diceva Fabrizio De Andrè

E ancora: more, fragole, noci, nespole, ciliegie, pere, a seconda di stagione e regione. E ancora, i regali che i contadini sono in grado di farti, se ti vedono accaldato e carico a pedalare

Bere e idratarsi: l’elogio del fontanile

Bere è fondamentale quando si viaggia in bici. Bere tanto e spesso e portare più borracce con sé, specie a seconda del posto in cui si viaggia è la regola numero uno, soprattutto quando fa molto caldo.

A questo proposito vecchi fontanili o semplici fontanelle saranno delle vere e proprie oasi dei posti caldi, e in alcuni casi è importante sapere dove si trovino: ad esempio, mappe come Opencyclemap segnalano la loro presenza. Anche la frutta comprata dai camion lungo le strade è un aiuto incredibile per le pedalate calde. 

Un giaciglio per la notte: dall’Excelsior alle stelle, tra principi e straccioni

Esistono innumerevoli modi di passare la notte quando si viaggia in bici, con diversi range di costi, comodità e fascino. Va innanzitutto premesso che chi viaggia in bici non lo fa necessariamente per motivi economici, e che privarsi di comodità quotidiane assume un valore tutto particolare che non è una rinuncia, ma un guadagno.

Tuttavia, dato che come in ogni ambito lo stile di viaggio è prettamente soggettivo, vale la pena passare in rassegna le soluzioni di pernotto a disposizione durante un cicloviaggio, dalla più confortevole alla più “gitana”, ciascuna coi suoi pro e i suoi contro: 

  • Bike Hotel: si tratta di strutture alberghiere bike-friendly, attrezzate specificamente per il cicloturismo, con possibilità di ricovero bici, officina riparazioni, talvolta anche noleggio, guide e altri servizi specifici; 
  • Appartamenti e b&b: soluzione classica e ideale per ogni viaggio, particolarmente conveniente per costi quando si viaggia in gruppo: mi sono trovato più di una volta, per necessità di riposare su un letto, assenza di campeggi e/o impossibilità di fare campeggio libero o altre cause a utilizzare siti come Booking.com;
  • Ostelli e case del pellegrino: se viaggiamo lungo cammini o vie attrezzate come la Francigena o il Cammino di Santiago, un’ottima soluzione consiste in queste strutture dove è possibile dormire a costi davvero contenuti, specie se si ha la tessera del pellegrino; mettete però in conto l’eventualità di dividere la camerata con molte altre persone. 
  • Camping attrezzati: sono la mia soluzione preferita ogni volta che ci sono le condizioni (in realtà le condizioni ci sono sempre, se si ha attrezzatura idonea a ogni clima, ma questo non è un discorso da affrontare per il primo cicloviaggio!); in linea di massima, è più facile trovarne lungo le coste che nell’interno, ma a questo proposito sarà opportuno fare una ricerca durante la pianificazione del viaggio. Lo strumento “cerca in questa zona” di Google Maps è sempre un’ottima soluzione per questo scopo. Va inoltre considerata l’attrezzatura da campeggio (tenda, sacco a pelo, materassino) come peso aggiuntivo del bagaglio se si sceglie questa opzione, ma cos’è un po’ di peso in più, rispetto al cielo stellato come soffitto? 
  • Warmshowers: per chi è socievole, cerca soluzioni economiche e vuole condividere spazi con persone con la stessa passione del cicloturismo, Warmshowers.org è una community di ospitalità sparsa per il mondo che offre “docce calde” e pernotti da parte dei suoi utenti pedalatori. Il meccanismo è molto simile a quello di couchsurfing, che pure è utile per la sua maggiore diffusione ma molto più dispersivo, ma riservato a chi viaggia in bicicletta: ci si registra con un profilo, e si decide se richiedere oppure offrire ospitalità ad altri viaggiatori, ricevendo dei feedback sul soggiorno che determinano la nostra “reputazione” sul social network. Si tratta di un’ottima occasione di conoscere persone interessanti, condividere informazioni, esperienze o anche solo qualche chiacchiera, e godere della solidarietà che solo chi ha passato le stesse esperienze può dare. Per esperienza personale, Warmshowers è ancora poco diffuso in Italia, ma va fortissimo in Paesi come Francia o Germania, e offre la garanzia del fatto che chi va in bici è una brava persona
  • Campeggio libero o ricoveri di emergenza: in realtà, con un po’ di adattabilità e di esperienza il mondo stesso può diventare la tua casa mentre viaggi in bici. Basta l’attrezzatura giusta, la necessaria dose di attenzione alle norme locali sul bivacco e un fiume per lavarsi il giorno dopo. 

Qualsiasi soluzione è buona quando si viaggia in bici: il concetto più importante è quello di non avere un punto di riferimento fisso, e spostare la propria casa giorno per giorno!

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