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Guida rapida alla Transcontinental race in bikepacking

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Uno degli eventi più iconici del ciclismo di ultradistanza è sicuramente la Transcontinental race. Si tratta di una pedalata che attraversa l’intera Europa e che mette alla prova il ciclista sul piano fisico e mentale. In questo articolo andremo a scoprire cos’è la Transcontinental race e capiremo come organizzarsi e cosa portare con sè, sfruttando l’esperienza di un nostro lettore che l’ha già fatta.

La Transcontinental Race

La TCR, come viene denominata, è una gara non stop che attraversa l’intera Europa. Non c’è una vera traccia da seguire ma solo dei checkpoint obbligatori dove ci si deve fermare per firmare. Ogni partecipante si organizza in maniera autonoma, l’importante è che si muova in totale autosufficienza. Sono vietati aiuti esterni, non ci sono crew a supporto e si deve contare solo sulle proprie forze. Ogni ciclista viene monitorato in live tracking per conoscerne la posizione e valutare se si stia muovendo in autosufficienza.

La TCR è nata nel 2013 da un’idea di Mike Hall, l’ultracycler scomparso nel 2017 in un incidente in Australia. L’idea di Mike era quella di una gara che attraversasse l’Europa e che si rifacesse alle epiche competizioni di inizio ‘900, dove i ciclisti dovevano affrontare in totale autonomia le difficoltà del percorso. La TCR è considerata da molti l’eredità di Mike.

Come affrontare la TCR

La TCR è una competizione che richiede un impegno notevole e non può essere presa sottogamba. La mancanza di supporto esterno e la totale autonomia, persino nella creazione del percorso, richiede un’organizzazione che va al di là del semplice allenamento per l’ultradistanza. Il ciclista che vuole partecipare dovrà essere in grado di gestire, in modo autonomo, ogni aspetto: la traccia, il meteo, il cibo, il riposo, gli incidenti di percorso. La TCR quindi non è una gara per principianti e questo si nota anche nel fatto che ultracycler di notevole caratura spesso non riescono a completarla.

Per la parte sull’allenamento, potete seguire il nostro tutorial dedicato all’allenamento per l’ultracycling  e su come affrontare la fatica che una gara di questo genere implica.

Cosa portare

Abbiamo chiesto ad Andrea De Gruttola, un nostro lettore che ha affrontato la TCR nel 2018 e sta per replicare nel 2019, di aiutarci a stilare una lista dei materiali da portare per la Transcontinental Race.

Partiamo dalla bici:

La scelta di Andrea è stata per una bici in acciaio Stelbel su misura, montata con gruppo stradale Campagnolo Chorus e sella SMP, coperture continental 4seasons 28″ e appendici manubrio Profile Design T3.

La scelta per le borse è ricaduta sul puro bikepacking, così organizzato:

  • Borsa Apidura Expedition a telaio
  • Borsa Apidura Expedition sottosella
  • Borsda Apidura Expedition da tubo orizzontale e un food pouch da collegare al manubrio

Per le luci e l’elettronica:

  • Luce a dinamo anteriore E3Triple 2 (e posteriore) della Supernova
  • luce posteriore aggiuntiva Lezyne Reactor flashing
  • Garmin Edge 1000 con caricatore EWerk B&M sempre collegato alla dinamo
  • Power bank 3200mhA

Per il vestiario:

  • Pantaloncino Assos Tcento S7
  • Maglietta Shibuya Pedaled + intimo sempre pedaled (fondamentale il tessuto per l’asciugatura rapida)
  • Gilet catarifrangente
  • Scarpe Fizik R5
  • Casco KASK protone

Infine, per i riposi:

  • Pad mattress Therm-a-rest Neoair Xlite
  • Silk liner sack
  • Andrea ha preferito non portare il sacco a pelo ma dotarsi di un giubbino di piuma patagonia e di gambali termici per dormire.

Se volete approfondire il tema del setup della bici per l’ultracycling, leggete il nostro tutorial dedicato.

Concludendo

Abbiamo visto, per sommi capi, cosa sia la Transcontinental Race e come affrontarla. Se siete alla ricerca di una sfida impegnativa e ricca di emozioni, vi abbiamo dato sicuramente uno spunto importante







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