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Il setup di una bici per l’ultracycling

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Che sia in regime self-supported oppure con crew al seguito, l’ultracycling è una derivazione del ciclismo che richiede un approccio unico nel suo genere. Non solo a livello di alimentazione, resistenza mentale e allenamento ma anche nell’impostazione della bicicletta.
In questo articolo andremo a vedere come allestire ed effettuare un setup di una bici per l’ultracycling. Sono temi di cui trattiamo anche nei nostri corsi di biomeccanica.

Indice
Telaio e forcella
Gruppo e componenti
Sella
Posizione in sella
Concludendo

Telaio e forcella


shimano

Per questo articolo prenderemo in esame la bicicletta creata appositamente dal telaista Dario Colombo e assemblata dal team Bikeitalia per l’atleta Rodney Soncco. Il “peruviano volante” utilizzerà questa bicicletta per partecipare alle gare di ultracycling più importanti in ambito nazionale e internazionale.

Il telaio ha i forcellini sliding, per montare ruote più strette per le gare sprint su asfalto oppure ruote e coperture da ciclocross/gravel per le gare con presenza di sterrato. Gli sliding permettono poi di trasformare la bici in singlespeed nel caso di rottura del deragliatore, per poter proseguire nella gara.
La bici prevede i freni a disco, con sistema di montaggio Post-Mount. La scatola del movimento centrale è filettata BSA, inoltre l’angolo di sterzo è più aperto per renderlo stabile.

Il materiale scelto è acciaio, con tubazioni Columbus di vario spessore (il tubo obliquo ha spessore maggiorato poiché Rodney spinge molto sui pedali). Sul tubo obliquo ci sono 4 fori per i portaborraccia per poterli distribuire in base all’uso o meno dei borse a telaio. Il fissaggio delle ruote è con perno passante da 12mm.
La forcella ha i fori sui foderi per poter installare sia portaborraccia che bagagli. Inoltre la forcella ha un avancorsa maggiorato per aumentare l’angolo sterzo, per evitare overlapping del piede (contatto tra punta del piede e ruota), poiché il telaio è molto compatto. Questa soluzione permette anche di rendere meno pigro lo sterzo quando è caricato con borsa e bagagli.

corsi meccanica ciclistica

Gruppo e componenti


Per l’ultracycling è fondamentale utilizzare un gruppo che consenta di spingere in pianura e di affrontare poi anche pendenze estreme. La scelta della dentatura è fondamentale, poiché da questa dipenderanno le possibilità di velocità sostenibili dall’atleta nelle varie situazioni.
Per Rodney è stato scelto un gruppo Shimano Ultegra con guarnitura doppia (50×34) e un pacco pignoni da 11v (11-34), per avere possibilità di un basso sviluppo metrico quando la salita si fa impervia oppure la stanchezza diventa insostenibile.

I freni a disco sono meccanici, anche se la soluzione più idonea sarebbero quello idraulici. Il problema che ha portato a questa scelta è che Rodney affronterà gare in posti sperduti, per cui un danneggiamento di un cavo metallico è un’eventualità più gestibile di un brake fade o di un problema all’impianto idraulico.
Le ruote sono Mavic con raggi piatti, i copertoni Kenda da 32mm di larghezza e una tassellatura leggera per affrontare in sicurezza lo sterrato.

Sella


Il punto focale di una bici da ultracycling è la scelta della sella: infatti sarà il punto di contatto dove il ciclista potrà avere più problemi ed è fondamentale effettuare una scelta ragionata.
Non esiste un metodo univoco per definire la sella ideonea e perfetta, per cui è necessario effettuare dei test in allenamento e valutare quale tipologia faccia al caso proprio. E’ inoltre fondamentale controllare che la sella sia solida e non sfondata prima della gara, poiché in questo caso si potrebbero presentari problemi al pavimento pelvico, con evidenti ripercussioni sulla performance.

Posizione in sella


Che posizione deve tenere un ultracycler? Il setup dipende molto dalla tipologia di gara, dalla velocità che si vuole mantenere e dalle caratteristiche proprie dell’atleta (flessibilità, problemi, postura).
In ogni caso sarà opportuno evitare approccio votati alla bici da corsa “pura e cruda”: l’ultracycler infatti deve pedalare per molte ore senza interruzione, con una velocità che non ha nulla da invidiare a uno stradista. Per questo è bene tenere maggiormente sollevato il manubrio, per evitare un’eccessiva flessione del tronco che alla lunga possa affaticare i muscoli delle spalle e del collo, poiché una posizione del genere costringe a una maggior lordosi cervicale.


differenza tra lo posizione in sella di Rodney su bici da corsa e per ultracycling

Inoltre la distanza sella manubrio deve essere più ridotta che in bici da corsa, per evitare una distensione della colonna che con l’affaticamento progressivo potrebbe portare a problemi lombari. Inoltre un arretramento sella eccessivo provocherebbe un’antiversione di bacino, con conseguente appoggio anteriore sulla sella, che alla lunga potrebbe provocare addormentamento o problemi perineali.


Rodney con i nostri esperti di biomeccanica Omar Gatti e Giuliano Martiniani, relatori dei nostri corsi di biomeccanica

L’altezza di sella deve essere proporzionata alle capacità dell’atleta, senza essere eccessiva, poiché l’ultracycler deve prediligere l’efficienza di pedalata rispetto alla sola espressione di potenza.
Nel caso di Rodney ci si è concentrati sul posizionamento ottimale delle tacchette, per evitare che potessero scaturire problemi alle ginocchia, dato che usa un tipo di tacchette fisse da corsa. Inoltre l’altezza di sella è lievemente ridotta, poiché con il carico di allenamento i muscoli si presentavano contratti, riducendo la flessibilità generale.

Il posizionamento dell’ultracycler richiede sicuramente un approccio meno votato alla performance e più alla riduzione dei problemi, poiché una posizione aggressiva potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio e soprattutto far insorgere problematiche che compromettano la prestazione.

Concludendo


L’ultracycling è una disciplina a sé, che richiede una mentalità e un lavoro differente. Questo tipo di competizioni iniziano quando le granfondo sono finite da parecchio e non tutti gli atleti ne sono consci al 100%. Raggiungere il perfetto setup richiede parecchio tempo e prove con in testa l’obiettivo chiaro: ridurre l’insorgenza di problemi allo scopo di ottimizzare la performance.

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