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Ho portato il mio “Inchino al Friuli” ed è stato meraviglioso

Ho portato il mio “Inchino al Friuli” ed è stato meraviglioso

210 km tra Udine, Colli Orientali, Gorizia, Collio, montagne e santuari: vi racconto la terza edizione di Inchino al Friuli

Che il Friuli Venezia Giulia sia una terra meravigliosa, genuina e selvaggia, ormai è risaputo. Ed è grazie al suo carattere, che inizialmente sembra un po’ schivo e burbero, che non è ancora diventata meta di un turismo di massa, ma anzi continua a mantenere angoli meno conosciuti di poesia, protetti da una natura indomabile e poco esplorata.

Proprio per scoprire i tanti volti della bellezza di questo territorio, senza impattare troppo sulla sua genuinità, è nata la manifestazione Inchino al Friuli: tre percorsi in bicicletta per visitare le zone più belle di questa regione, in modo rispettoso e immergendosi nei panorami, come solo con la bicicletta si può fare.

Caterina Zanirato all'Inchino al Friuli

La mia partecipazione all’Inchino al Friuli

Quest’anno (2024), per la sua terza edizione, ho voluto partecipare anch’io. E devo ammettere che è stata la scelta migliore che potessi fare: non solo per la bellezza del percorso, ma anche per l’amore che gli organizzatori hanno messo in qualsiasi cosa, tra cui l’assistenza agli iscritti durante i momenti di maltempo che hanno portato a compiere qualche deviazione. Senza contare le numerose soste nelle cantine di vino e il frico finale: tutto davvero eccellente, perché si sa, pedalare senza reintegrare con la gravel non è contemplato.

Inchino al Friuli di Caterina Zanirato

La terza edizione dell’evento era dedicata alla parte orientale del Friuli Venezia Giulia. Siamo quindi partiti da Artegna, quartier generale dell’organizzazione di Stefano Ferigo e l’associazione Capodivento. Da qui il percorso corto, ovvero quello di 210 km, si è snodato prima in pianura e poi verso i Colli Orientali, regalando scorci e panorami meravigliosi tra campi, terrazzamenti, vigne, ma anche tantissimi boschi e borghetti storici. Pochissimo l’asfalto e tanto gravel, sempre e comunque tranquillo e non tecnico da mtb. Il percorso è stato un continuo saliscendi fino alla spettacolare città di Gorizia, cerniera con la Slovenia, che nel 2025 sarà capitale della cultura.

Inchino al Friuli di Caterina Zanirato

Da qui è iniziata la parte più tosta, ma anche più spettacolare, del percorso: è arrivata la vera salita. Prima si sono attraversati i territori, sempre vocati a vino (e che vino!), di Oslavia e San Floriano, per poi sbucare nel Collio e attraversare vigneti, colline e boschi incantanti. Fino al momento in cui tutti i ciclisti sono stati messi alla prova dalla suggestiva salita su sterrato per raggiungere Castelmonte e il suo Santuario. Tanta fatica, ma anche tanta bellezza, completamente immersi nella natura. E poi giù, con una fresca discesa fino a Cividale e il suo ponte del Diavolo, per poi ritornare verso i Colli Orientali e Ramandolo.

Inchino al Friuli di Caterina Zanirato

210 km che sono volati tra la meraviglia e lo stupore di un territorio che cambia tante volte faccia. Per i più esperti potevano diventare 600 da dividere in due giorni e mezzo.

Un Inchino per ritrovare la socialità e raccontare la Regione

Inchino al Friuli, crediti Marco Fantini
In gruppo durante l’Inchino al Friuli, crediti Marco Fantini

La giornata, ovviamente, si è conclusa con un momento di festa tra tutti i partecipanti, con l’ottimo frico preparato e offerto dagli organizzatori.

Inchino al Friuli nasce nel 2020, è una di quelle idee nate nel lockdown – racconta Stefano Ferigo, organizzatore -. Il 2020 era infatti l’anno in cui avevo smesso di gareggiare in mtb e da gennaio avevo iniziato a fare dei giri lunghi in bici, per godermi una parte del ciclismo che non avevo mai visto, quella divertente. Così, dopo che il mondo ci ha chiusi dentro casa, ho pensato di organizzare qualcosa per raccontare la mia regione. Il primo anno ho fatto un giro io, seguito da tre amici in auto, raccontando paesaggi e attività per 800 km. Ma poi, nella salita del castello di Artegna, quando sono tornato, c’erano così tante persone ad attendermi che tutto questo affetto ed entusiasmo mi ha convinto ad organizzare un evento aperto a tutti”.

Inchino al Friuli, crediti Marco Fantini
Paesaggio vitato in Friuli, crediti Marco Fantini

E così, oggi, Inchino al Friuli si trova alla sua terza edizione. “Non vogliamo mai proporre lo stesso percorso, ma raccontare la nostra Regione facendo scoprire sempre qualcosa di nuovo – continua Stefano -. Il primo anno abbiamo mostrato la zona del pordenonese e del Cansiglio, quest’anno il Collio e i Colli Orientali, il prossimo… sorpresa! E così sarà anche per il 2025. L’evento vuole essere elastico e dinamico, non un percorso unico, ma dando ogni anno qualcosa di diverso ai partecipanti, in modo che possano tornare ogni anno”.

Foto di apertura: Inchino al Friuli, crediti Marco Fantini

Leggi anche: Le Ciclovie del Friuli Venezia Giulia: dalle Alpi al mare Adriatico 365 giorni all’anno

Commenti

  1. Sergius ha detto:

    Ottima questa INIZIATIVA e IDEA PROMOZIONALE, che si SOMMA a quella MIRIADE di INIZIATIVE e SAGRE locali, atte a fare CONOSCERE i tanti TESORI di questa TERRA antica, ben definita dal grande scrittore Ippolito NIEVO che scrive: Il FRIULI V.G. è un Piccolo COMPENDIO dell’ UNIVERSO !

  2. Enrico ha detto:

    Il Tagliamrnto merita tutta la vostra
    attenzione.
    Imponente e affascinante regala momenti di intensa commozione a chi ricorda i pomeriggi psssati sulle sue sponde e tra le fresche
    acque, amiche se le consci e le assecondi. Sono passati 80 anni, mi sembra di riconoscere i sassi sui quali cercavo ristoro per i miei piedi indolenziti. Gli occhi mi si imperlano di lacrime discrete e spero invisibili.

  3. Paola ha detto:

    grazie,

    il Friuli offre moltissimo, è una terra ricca di storia e di valori, dai paesaggi stupendi
    c’è tutto…montagna..collina e pianura raggiungibili in poche ore
    Anch’io sono una ciclista…ma vista l’età, assistita 🤣 ed è meraviglioso usarla.
    Negli anni 90 usavo la bici da corsa e il mio primo viaggio io e mio marito siamo andati in Olanda a visitare le città antiche.

    la bici ti immerge nella natura e di allontana dallo stress quotidiano .

    buon viaggio non fermarti

    Paola

  4. Anna Drasler ha detto:

    Fate conoscere anche le colline moreniche Fagagna e dintorni uno dei più belli borghi di Italia. Paesaggi incantati! Comunque bravi agli organizzatori orgogliosa di essere friulana e di amare il mio bel paese natio Fagagna

  5. Gianni ha detto:

    Fa sempre piacere Leggere queste Testimonianze della nostra Regione FVG

  6. Silvano Ius ha detto:

    come iscriversi alla prossima edizione?

    1. Barbara Orlandi Barbara Orlandi ha detto:

      Buongiorno, gli organizzatori sicuramente aggiorneranno le informazioni appena saranno pronti con le prossime date. Tenga d’occhio i loro canali social, che trova nell’articolo. Cordialmente, Barbara

  7. Irene ha detto:

    grazie di far conoscere il Friuli terra meravigliosa

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