Posizione del piede e scelta dei pedali

Prima di descrivervi “step by step” come trasportare le misure che avete calcolato sulla vostra bicicletta, è necessario approfondire delle tematiche importanti come la posizione del piede sul pedale e, nel prossimo articolo, l’altezza di sella e le sue conseguenze. Ciò è necessario poiché si tratta di due regolazioni che sconvolgono in senso pratico l’efficienza biomeccanica della pedalata e che se non apprese in pieno possono condurre a un’anomale regolazione della bici, con i problemi funzionali e muscolari che ne conseguono. Partiamo dal basso dunque, raccontandovi come dovrebbe appoggiare al meglio il piede sui pedali.

Indice
Tipi di pedalata
Seggiolini per bambini da 8-9 mesi a 5 anni
Seggiolini a norma
Carrelli
Video: Montare i pedali

ebook gratuito: Guida definitiva al rapporto tra piede e pedale

Tipi di pedalata

Scelta pedali

Osservate la foto e le fecce disegnate a livello del pedale. Quelle sono le forze trasmesse sul pedale. In rosso la forza effettivamente trasmessa, in azzurro la forza che si va perdendo per via dell’effetto centrifugo della rotazione e in verde le forze totalmente perse e inutili al fine della spinta. Questo per dire che i ciclisti non pedalano alla stessa maniera, anzi. In base alle proprie caratteristiche corporee, alla potenza esprimibile dalla nostra muscolatura, il tipo di pedali e di scarpe utilizzata e, soprattutto, per via di regolazioni della bici più o meno differenti, esistono tre tipi di pedalata:
• Pedalata di tallone;
• Pedalata di punta;
• Pedalata efficace;

Vediamo ora di comprendere meglio di cosa si tratta.

Pedalata di tallone

In una pedalata di tallone, la punta della scarpa svetta rispetto al pedale mentre il tallone è più basso rispetto all’asse del pedale stesso. Questo tipo d’impostazione va a inficiare sull’efficacia della pedalata, poiché la sezione muscolare frontale misurata dal ginocchio al collo del piede rimane compressa, mantenendo in tensione costante il polpaccio, che non può esprimere al meglio la potenza. Questo tipo di pedalata è dovuta a errori nell’altezza di sella, che risulta troppo alta o arretrata, costringendo il ciclista a sforzare per raggiungere il pedale. Le forze di colore verde sarebbero le predominanti.

Pedalata di punta

Situazione diametralmente opposta alla pedalata di tallone, in quella di punta le dite del piede sono praticamente poggiate sul pedale, mentre il tallone si trova ben più in alto rispetto all’asse del pedale. La sezione muscolare ginocchio-collo del piede è notevolmente estesa, a scapito del polpaccio che rimane compresso e non può allungarsi nella sua interezza. Una pedalata del genere è dovuta a un’altezza di sella troppo bassa rispetto alle nostre esigenze o a valori di arretramento minori del necessario. Anche qui la direttrice delle forze verdi sarebbe la più lunga delle tre.

Pedalata efficace

Come potete osservare nella foto, quando il pedale si trova nella condizione di spingere, il piede è perfettamente parallelo al terreno e il tallone si trova in asse con il pedale. La sezione frontale tra ginocchio e collo e estesa nella sua interezza, così come il polpaccio non è contratto né compresso, bensì è allungato completamente. Questo significa che i valori di altezza sella e di arretramento sono stati calcolati in modo preciso e il ciclista ha la possibilità di pedalare in maniera efficace, esprimendo potenza e preservando i muscoli da affaticamenti precoci.

Questa considerazione non è basata solo sull’esperienza bensì è stata anche verificata dagli studi biomeccanici compiuti negli anni. Se infatti analizziamo la pedalata da un punto di vista di forze meccaniche, l’unica situazione nella quale il piede trasmette a pieno al pedale la forza espressa dai muscoli è quando si trova parallelo al terreno. Nelle altre situazioni infatti la forza prende una direttrice differente, con il risultato che gran parte della potenza si disperde e risulta improduttiva ai fini del rendimento. Appare ovvio dire che una regolazione ottimale della bicicletta debba condurci verso questo tipo di situazione.

Posizionare il piede sul pedale

Scelta pedali

Riguardate bene la foto precedente. Vista? Ora vi faccio una domanda: quale parte del piede appoggia sul pedale? Non sono le dita, come nella pedalata di punta e non è il calcagno, come nella pedalata di tallone, bensì è il metatarso, ovvero una serie di cinque ossa lunghe (una sorta di prolungamento delle dita dei piedi) che formano la pianta. Questa regolazione è molto importante se utilizzate le scarpe a sgancio rapido. L’individuazione di questo punto di appoggio è arrivata sempre dopo intensi studi sulla biomeccanica, poiché, in una situazione di pedalata ottimale, con sella perfettamente posizionata e pedivelle di lunghezza adeguata, quando il piede si trova parallelo al terreno, il ginocchio è in asse con il metatarso. Questa posizione (detta ginocchio neutrale) è importante perché salvaguardia le articolazioni da un logorio dovuto a posture improprie. Analizzeremo in dettaglio queste situazioni nella guida sull’altezza di sella.

Scelta pedali

Per individuare il punto esatto dove far appoggiare il vostro piede, si può utilizzare il metodo proposto dal dottor. Zani. Dovete mettervi a piedi nudi sul pavimento e sollevare verso di voi le punte dei piedi. Dal punto di appoggio finale, prima che le dita si sollevino, arretrate 7-8mm. Quello è il punto di appoggio del piede sul pedale ed è lì che dovete regolare le tacchette della scarpa.

Pedali automatici o flat?

La domanda viene dunque spontanea: è meglio utilizzare i pedali normali o quelli automatici? Se nel mondo del ciclismo su strada questa domanda è sorpassata (i pedali flat sono stati abbandonati da decenni), nel cicloturismo e nella mtb si assiste a una lotta da fautori dell’attacco rapido e amanti dei piedi liberi da vincoli. La tecnologia che differenzia i due sistemi è abissale: nel caso di un pedale flat troviamo una superficie piatta, di solito con un’area più grande di quella della pianta del piede, che non offre vincoli alla scarpa se non quello di potersi posizionare avanti e indietro liberamente rispetto all’asse.

I pedali a sgancio rapido (o automatici), si differenziamo per tipologia in Look (per strada) ed SPD (per mtb). I primi prendono il nome dalla casa produttrice che li commercializzò alla fine degli anni ’80. Sono caratterizzati da una tacchetta triangolare che si va a innestare sul pedale, creando l’aggancio. I secondi, creati da Shimano (infatti SPD è l’acronimo di Shimano Dynamic Pedal) sono formati da due “forchette” regolate da molle, che si allontanano quando si preme con la suola e poi si avvicinano una volta che la tacchetta è penetrata all’interno, agganciandola e rendendo impossibile lo sgancio con il solo movimento verticale della gamba.

Infatti in entrambi i casi lo sgancio avviene ruotando verso l’esterno la caviglia, spostando la tacchetta di un angolo in grado di vincere l’aggancio delle molle. La differenza sostanziale tra i due sistemi sta nel concetto delle tacchette. Nei look queste sporgono dalla suola della scarpa mentre negli SPD si trova più interna, di conseguenza le scarpe Look non possono essere usate per camminare mentre le calzature SPD possono essere usate per camminare anche se hanno le tacchette installate. Questa peculiarità deriva dal fatto che i biker trovano spesso ostacoli o pendenze proibitive lungo il percorso e così devono scendere a spingere la bici a mano.

Io consiglio a tutti, cicloturisti e biker, l’uso dei pedali SPD perché:
• Permette di ottenere un feeling unico con la bicicletta;
• Una volte regolate le tacchette, la posizione di appoggio del piede non varia mai;
• Il pedale non ruota durante l’uso, per cui avremo sempre l’appoggio pronto per agganciare. Con i pedali flat può cambiare di ritrovarsi il pedale girato e di doverlo muovere con la punta del piede;
• Nella pratica della mtb, permette di non perdere il contatto con la bici neppure nei tratti più sconnessi, mentre con i falt la suola si può allontanare dal pedale;
• Offrono la garanzia di una corretta azione biomeccanica, poiché il punto di appoggio è sempre quello, così il ginocchio si ritroverà a lavorare nella medesima posizione e non compierà strani movimenti. Quando giro in mtb con gli amici vedo persone pedalare con le gambe e le ginocchia nelle più svariate angolazioni;

Ovviamente non è tutto oro colato, poiché gli SPD comportano delle situazioni da gestire prima di poterli godere al meglio:
• All’inizio l’idea di essere agganciati alla bici può apparire pericolosa e infondere insicurezza. Questa paura di non sganciare può condizionare la guida e la sicurezza, poiché il ciclista si concentra più sul pedale che sulla strada. Bisogna prendere confidenza con l’essere agganciati prima di uscire su strade trafficate;
• Bisogna fare pratica: inizialmente l’idea di sganciare i piedi non è immediata e capita spesso di fermarsi senza sganciare, di provare a tirare il piede verso l’alto e non riuscire a staccare la scarpa, farsi prendere dal panico (e quindi non riuscire definitivamente a sganciarsi) e cadere. Non preoccupatevi, una volta impresso nella mente, lo stacco dal pedale diventa un’azione inconscia;
• Se volete passare ai pedali a sgancio rapido dovete anche munirvi di scarpe apposite e montare le tacchette, con una pesa più alta rispetto ai semplici flat;
• Se usate la mtb, sappiate che gli SPD si riempiono di fango e a volte diventa più difficile agganciare o sganciare e serve un po’ di malizia.

Una nota doverosa: la paura che i pedali a sgancio rapido non sgancino in caso di caduta è una leggenda metropolitana. I tecnici biomeccanici hanno individuato dei comportamenti condizionati del nostro cervello che, durante una caduta, invia un segnale ai muscoli della caviglia, facendoli ruotare per sganciare. Questo perché il nostro corpo è “progettato per sopravvivere”. I progettisti Look o Shimano non potevano certo far solo affidamento su questa nostra predisposizione, per cui i pedali a sgancio rapido sono studiati per liberare la tacchetta autonomamente quando cambia l’angolo di presa della stessa sulle forchette per effetto di una caduta. Mi è capitato di cadere durante i miei giri in mtb e non sono mai rimasto agganciato alla bici.
Quindi, anche se di primo acchito i pedali a sgancio rapido possono apparire un marchingegno diabolico, una volta che si è acquisita pratica diventa impossibile tornare ai flat.

Posizionare le tacchette

Scelta pedali

Scopo di questo articolo non è quello di vendere più pedali SPD bensì di aiutarvi nella regolazione perfetta e nell’individuazione del punto esatto dove far poggiare il piede sul pedale, per una serie di valutazioni che abbiamo già visto. Va da sé che questa regolazione è influenzata da come e dove si vanno a posizionare le tacchette sulla suola. Possiamo seguire due metodi, uno pratico e l’altro matematico.
Nel primo ci poniamo con la pianta del piede a terra, solleviamo le dita e poi individuiamo il punto estremo d’appoggio, dal quale arretriamo di 7-8mm. Una volta fissato questo punto, prendiamo una sfera e la fissiamo alla pianta del piede con un cerotto. Poi infiliamo il piede nella scarpa e sentiamo dove la sfera “picchia” sulla suola. Quello è il punto in cui fissare le tacchette.

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Articolo aggiornato a Marzo 2020

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