Manubri per il cicloturismo: guida alle alternative - Bikeitalia.it

Manubri per il cicloturismo: guida alle alternative

Quale manubrio scegliere per il cicloturismo? Più che una disciplina, il cicloturismo è una pratica: la bicicletta non è il fine, ma il mezzo attraverso il quale si vive l’esperienza. La bici ci mette in contatto con la strada e noi ci mettiamo in contatto con la bici attraverso i pedali, la sella e il manubrio.

È il mezzo che si deve adattare a chi pedala, e non il contrario: per questo la scelta dei componenti da cui dipende l’ergonomia in sella può essere ampliata immaginando soluzioni fuori dagli schemi.

Manubrio Titec H-Bar – immagine da Flickr: https://www.flickr.com/photos/[email protected]/2321843058

I manubri vengono storicamente divisi in due categorie: “flat”, i più comuni su mountain bike e bici da città, e “drop”, la caratteristica “piega” delle bici da corsa e da pista.

Le forme della maggior parte dei manubri in commercio sono riconducibili a questi concetti: il manubrio flat è lineare, si impugna tramite manopole e offre una sola posizione per un controllo intuitivo e preciso della bici.
Il manubrio drop è basato sulle curvature, è rivestito di nastro, permette di assumere posizioni aerodinamiche e di cambiare l’appoggio delle mani per pedalare a lungo senza affaticamenti.

Manubri per il cicloturismo

La realtà del cicloturismo, però, è più complessa: chi vuole un mezzo capace di percorrere lunghi tratti per giorni di fila, affrontare diverse superfici in sicurezza e caricare agevolmente l’equipaggiamento necessario potrebbe essere interessato a un manubrio che non chieda di sacrificare uno di questi aspetti.

I manubri “alternativi”

I manubri “alternativi” (“alt bars” in inglese) non costituiscono una terza categoria rispetto alle due classiche: sono piuttosto un insieme di soluzioni diverse in cui ogni cicloturista può sperimentare per trovare quella più adatta alle proprie esigenze.

Alcuni derivano dai manubri drop da gravel, altri dai manubri flat da MTB: come per le tipologie più comuni, la scelta deve essere rapportata all’utilizzo e alla geometria della bicicletta.
È possibile adattare un manubrio flat a un telaio progettato per un manubrio drop, non è detto che sia semplice fare il contrario.
Inoltre, la trasmissione potrebbe non essere compatibile con dei comandi di tipo diverso da quelli per cui è stata progettata.

Alcuni manubri alternativi vengono ideati appositamente per questi casi: ha suscitato interesse ad esempio il Corner Bar di Surly, pensato per utilizzare comandi e leve da MTB con l’ergonomia di una piega larga da gravel.

Surly Corner Bar con borsa anteriore Ortlieb Handlebar Pack

Altri manubri sono pensati per rendere più ergonomico un assetto flat bar, piegando le estremità verso le spalle (aggiungendo gradi di “sweep”) per dare una posizione più rilassata ai polsi e incorporando nella struttura punti di impugnatura aggiuntivi rispetto alla posizione base.

Su lunghi tratti, magari con molti rettilinei dove una posizione più raccolta o più distesa in lunghezza può aiutare il cicloturista, questi design possono fare la differenza in termini di comfort ed evitare affaticamenti e indolenzimenti del corpo.
Certo, aggiungere semplicemente delle appendici a un manubrio flat o riser può dare un risultato simile all’apparenza, ma l’ergonomia reale e percepita può essere ben diversa.

Manubrio Surly Moloko [photo credit: Bikepacking.com]

Manubri come il Moloko di Surly mostrato in foto, comunemente definiti “loop”, hanno anche un altro vantaggio per chi viaggia: oltre alle diverse impugnature, la struttura offre più punti di aggancio per accessori come GPS e luci, e un generoso spazio per borse anteriori. Esistono anche borse progettate appositamente per i modelli più popolari come il Moloko o il Jones Loop Bar da cui questo design prende il nome.

Jones Loop Bar
Jones Loop Bar

Di certo non si tratta di componenti progettati per la massima leggerezza, ma questa caratteristica può essere secondaria rispetto a una migliore ergonomia e controllo su superfici sconnesse; quest’ultimo aspetto è ancora più importante se parliamo di una bici da viaggio carica.

Chi cerca una soluzione più essenziale e leggera può trovarla nei design simili al Crazy Bar di Velo Orange, studiati per offrire un angolo di impugnatura comodo alle estremità e una posizione alternativa simile a quella offerta dalla parte superiore di una piega.

Crazy Bar di Velo Orange [photo credit: WDMWS.com]

Qualunque sia la scelta per la vostra bici da viaggio, assicuratevi sempre che sia il mezzo ad adattarsi al vostro corpo e alle vostre esigenze e, di conseguenza, scegliete il manubrio per il cicloturismo più adatto.

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