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Materiali della bici da corsa: alluminio e carbonio

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Telaio - low

Un tempo le biciclette di qualunque tipologia erano realizzate esclusivamente con tubi in acciaio, poi si sono affacciati sul mercato anche materiali come l’alluminio, il carbonio e, in misura minore, il titanio. Oggi, mentre il titanio è utilizzato esclusivamente per biciclette di altissima gamma (anche se mai utilizzate per le competizioni), il mercato se lo contendono il carbonio (dal medioall’alto di gamma) e l’alluminio (dal basso al medio di gamma).

Indice
Bici da corsa in carbonio
Bici da corsa in alluminio
E-book

Bici da corsa in carbonio

Il carbonio è un materiale composito di fibre di carbonio e resina epossidica che fa da collante e protegge le fibre dalle aggressioni chimiche, meccaniche e climatiche. L’intreccio delle fibre dà vita a una specie di tessuto molto leggero ma anche dalla grande resistenza meccanica che lo rende ideale per l’uso nell’industria ciclistica. I telai in carbonio possono essere “fasciati” (partendo da tubi che vengono prima fasciati e poi incollati tra loro a seconda della geometria desiderata) oppure “monoscocca” (in questo caso i telai vengono realizzati attraverso uno stampo).

Il principale valore della fibra di carbonio è che può essere orientata in modo da fornire rigidezza o flessibilità nei punti critici del telaio a seconda delle esigenze progettuali e questo consente di creare telai molto reattivi ma anche in grado di assorbire le vibrazioni e allo stesso tempo di risparmiare materiale laddove non serve riducendo in questo modo il peso.

Il carbonio non è però tutto uguale: sul mercato esistono diverse tipologie di intrecci che vengono indicate con un numero associato alla lettera K (12K, 6K, 3K, etc) che ne quantificano la densità e, quindi, la robustezza. Anche le fibre non sono tutte uguali e vengono qualificate sulla base della loro resistenza: per i suoi telai in carbonio, per esempio, Wilier Triestina utilizza principalmente fibre 46ton e 60ton, cioè in grado di sopportare una pressione pari, rispettivamente, a 46 e 60 tonnellate per millimetro quadrato. L’utilizzo di fibre più resistenti consente di utilizzare meno materiale e quindi di eliminare peso in eccesso.

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Bici da corsa in alluminio

Quello che chiamiamo comunemente alluminio in realtà è una lega composta da diversi materiali in cui l’alluminio è l’elemento preponderante e la formula può variare anche molto da costruttore a costruttore. L’alluminio ha la grande caratteristica di essere estremamente leggero e allo stesso tempo molto resistente, ma anche eccezionalmente rigido e queste tre caratteristiche ne fanno il motivo principale per cui il suo utilizzo sia così diffuso nell’industria della bicicletta.

Proprio la caratteristica della rigidezza rende i telai in alluminio molto reattivi e performanti (e per questo molto utilizzati in pista o nelle criterium) ma, allo stesso tempo, trasmettono necessariamente tutte le vibrazioni prodotte dall’attrito degli pneumatici sul terreno.

Proprio per ridurre questo eccesso di vibrazioni, molte biciclette con il telaio in alluminio vengono equipaggiate con forcelle in carbonio. Anche da un punto di vista economico, la differenza tra i due materiali è sostanziale: il carbonio è un materiale la cui lavorazione richiede molto lavoro e per questo è decisamente più caro rispetto all’alluminio.

Passaggio interno dei cavi

Il passaggio interno dei cavi è sempre più utilizzato per nascondere ogni centimetro di cavo e di guaina che altrimenti dovrebbero restare a vista ed essere fissati sull’esterno del telaio. Per evitare i passacavi esterni, le fascette e gli incroci delle guaine ecco la soluzione trovata dai costruttori di biciclette e dai progettisti dei componenti come serie sterzo, stem, manubri e forcelle.
Perché si dovrebbe optare per una bicicletta che prevede i passaggi interni al telaio, e magari anche all’interno del manubrio, dello stem e del tubo dello sterzo? Perché si ricerca la bellezza del mezzo, la possibilità di far risaltare il telaio con le sue geometrie e i suoi colori, per far sì che l’occhio cada prima sui deragliatori e le pinze dei freni senza essere disturbato dalla corsa della guaina, che parte dai comandi e passa per tutta la bici prima di arrivare al fissaggio sul componente.
Dal punto di vista della funzionalità del cablaggio interno si può spezzare una lancia in favore per chi monta dei freni a disco idraulici; nonostante i problemi legati alla manutenzione e al montaggio dell’impianto, il passaggio interno diventa un metodo per proteggere i tubi idraulici da possibili tagli o abrasioni in caso di caduta. Il cavo interno diventa una necessità nel caso di gruppi cambio elettronici, per proteggere i delicati cavi elettrici.

E-book

 

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