Mille chilometri in sella, attraversando l’Italia da Nord a Sud

Io e mio cugino Peppe abbiamo deciso per questa estate di passare le vacanze in maniera particolare: siamo arrivati in Calabria partendo dal Nord Italia e viaggiando in bicicletta! Abbiamo fatto 5 lunghe tappe, e le nostre compagne ci hanno seguiti con il furgone.

Nella prima tappa abbiamo percorso circa 270 chilometri partendo da Gorla Minore a Bologna. Eravamo molto felici poiché per noi quella partenza sarebbe stata una cosa nuova, non avendo mai fatto un viaggio del genere prima d’ora.

In un giorno abbiamo attraversato 7 città: Pavia, Piacenza, Fidenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna. Questa prima tappa ci ha permesso di visitare queste città in un solo giorno; nella maggior parte delle quali non eravamo mai stati.

Il viaggio è iniziato con un piccolo ostacolo, il vento che ci ha remato contro da Pavia a Modena, ma questo non ci ha scoraggiati. Arrivati a Piacenza ci siamo incontrati con le nostre compagne per pranzare insieme, e subito dopo siamo ripartiti. Confortandoci a vicenda siamo finalmente arrivati a Bologna, alle 20.45, concludendo la prima tappa di un lungo viaggio.

Nella seconda tappa, lunga 200 chilometri, siamo arrivati da Bologna a Senigallia, percorrendo tutta la via Emilia fino a Cesenatico. Fisicamente non ci sentivamo stanchi ed eravamo addirittura contenti di vedere il mare dopo tanti chilometri percorsi sulla strada. Purtroppo però a Cesenatico il tempo non era dei migliori, e il maltempo ci ha accompagnati per tutta la tappa. Come se non bastasse c’è stata la mia prima caduta, ma abbiamo continuato senza permettere a nulla di scoraggiarci, arrivando in Senigallia alle 20.

Il giorno seguente è iniziata dunque la terza tappa, di 200 chilometri, da Senigallia a Lido Riccio. Il tempo era bello, i nostri fisici erano riposati, e così anche le nostre menti. Siamo partiti e abbiamo concluso questa tappa molto velocemente, costeggiando il lungomare. Abbiamo concluso la tappa alle 17.30, ed essendo arrivati così presto ci siamo concessi un bagno in mare, il primo dall’inizio del viaggio.

Nella quarta tappa da 212 chilometri circa abbiamo raggiunto Margherita di Savoia partendo da Lido Riccio. Questa tappa è stata abbastanza impegnativa… per un primo pezzo di strada abbiamo percorso una ciclabile, ma poi, ci siamo ritrovati in mezzo al nulla: solo una stradina circondata da campagna e piante di pomodori. Come se la situazione non fosse già abbastanza disastrosa, un altro ostacolo ci ha interrotto: arrivati ad Apricena una macchina ha investito mio cugino Peppe.

Ci siamo spaventati ma alla fine, fortunatamente, non era successo nulla di grave, e sembrava proprio che nulla potesse fermarci. Siamo rimasti fermi per un po’, increduli per quello che era successo, e poco dopo è arrivata un’altra sorpresa. Abbiamo incontrato due ragazzi di Bologna che stavano facendo la nostra stessa avventura in bicicletta. Sono stati molto gentili con noi, ci hanno aiutato a sistemare la bicicletta di Peppe e hanno fatto un po’ di strada con noi. Abbiamo chiacchierato un po’ durante il tragitto ma poi ci siamo salutati. Io e Peppe abbiamo continuato per la nostra strada e siamo arrivati finalmente alla destinazione di questa penultima tappa, un po’ stupiti di tutto quello che ci era successo.

La quinta ed ultima tappa ci avrebbe finalmente fatti arrivare a Trebisacce, partendo da Margherita di Savoia, ma prima abbiamo dovuto percorrere 220 lunghi chilometri. Il tempo era incerto ma almeno non pioveva, abbiamo continuato il viaggio in mezzo a campagne desolate, eravamo solo noi e le nostre compagne, che ci avevano raggiunti per darci supporto sia fisico che morale… sembrava che ci fossimo solo noi 4 in Puglia.

Ci ha colto il maltempo e da Nova Siri a Trebisacce abbiamo pedalato sotto la pioggia. Ad essere onesti della pioggia non ci importava molto, pensavamo solo all’emozione di essere finalmente arrivati a destinazione.

Il momento dell’arrivo è stato sicuramente il più bello: un gruppo di parenti e amici era lì ad aspettarci, avevano preparato per noi addirittura un cartellone e una coppa, ed è stato in quel momento che ci siamo finalmente sentiti a casa, e ci siamo resi conto dell’assurdo viaggio che avevamo appena completato.

È stata dura ma ne è valsa la pena!

[Simone Petrucci]

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