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Pista ciclabile lungo la cortina di ferro

Austria, Germania, Itinerari, Repubblica Ceca, Slovenia • di

Iron-Curtain-TrailC’è tutto il sapore della mitteleuropa nei 7.000 km della ciclabile che corre lungo la Cortina di Ferro, ovvero quella linea di confine fatta di fili spinati e torrette di avvistamento che un tempo divideva l’Europa in Est ed Ovest.
I chilometri di questo percorso attraversano, dal Mar Baltico al Mar Nero, quel che resta del grande capitolo di storia del secolo scorso del Vecchio Continente, tra la natura e le magiche atmosfere balcaniche, liberi di assaporare ogni angolo di quell’Est Europa un tempo diviso e di ripercorrere in bicicletta un periodo storico significativo.

La ciclabile, seguendo i confini della Iron Curtain Trail, va dalla vastissima Scandinavia alla Turchia, attraverso 20 nazioni di cui 14 membri dell’Unione Europea. Il percorso parte dal Mar Baltico lungo i confini Norvegia-Russia e Finlandia-Russia, passa attraverso un piccolo tratto della costa dell’Estonia e prosegue per Lettonia e Lituania, Kalilingrad, Polonia e l’ex DDR. Da Lubecca segue poi la pista German-German Border Trail lungo i confini con la Repubblica Ceca e prosegue lungo gli altipiani della Selva Boema, passando la Slovacchia, il Danubio vicino Vienna, Bratislava, fino all’Ungheria.
Il percorso continua attraverso Slovenia e Croazia, poi tra la Romania e la Serbia segue il Danubio e continua in Bulgaria, Macedonia e Grecia per terminare nel punto più a nord della Turchia: la costa del Mar Nero.

La ciclabile lungo la cortina di ferro è perfettamente segnalata e viene solitamente suddivisa in tre parti:

  • il percorso a Nord, dalla Scandinavia ai confini Germania-Polonia
  • il percorso attraverso la Germania, che combina due piste ciclabili già esistenti: la pista lungo il mar Baltico “Ostsee-Radweg” e la Deutsch-Deutscher Radweg”
  • il percorso a Sud, dal triangolo Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria, alla Macedonia, Grecia, Turchia.

La pista attraversa numerosi parchi nazionali e collega paesaggi unici che trovandosi lungo la linea di confine sono rimasti incontanimati; sono tantissimi anche i monumenti, i musei e gli edifici che rimandano alla divisione dell’Europa, come a nord, dove il confine russo è ancora tra i più militarizzati, e alla fine di quel periodo con la rivoluzione di velluto nell’Europa dell’Est. Lungo tutto l’itinerario è facile incontrare deviazioni di percorso e altre piste da seguire, e trovandosi su un territorio di confine lo sconfinamento è necessario ed inevitabile.

La bicicletta diventa così uno strumento di libertà e l’occasione d’incontro tra popoli e terre tormentate dalla storia: un modo per ripensare l’Europa come soggetto trainante per il progresso civile e pacifico del mondo, superando le divisioni del passato.

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