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Pista ciclabile Valle dell’Adige e Vallagarina

Italia, Itinerari, Trentino, Veneto • di

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Quando capita di poter viaggiare in Trentino lungo le ciclabili a disposizione, ci si rende conto di come questo metodo di concepire il turismo sportivo renda giustizia alla bellezza di questa terra, storicamente di confine. Infatti, qui passò il fronte durante la Prima Guerra Mondiale, ma ancor prima dove si combatterono la Repubblica di Venezia ed i nobili tirolesi, l’esercito dell’impero austriaco e quello francese di Napoleone.

Immerso nel verde e ricco di tradizioni legate alla cultura contadina di un tempo che fu, il Trentino è perciò un territorio perfetto per il cicloturismo, perché la bellezza di questa provincia va percepita in modi e tempi adeguati. E grazie alla capillare rete di piste ciclabili poste nelle principali vallate, è possibile visitarlo quasi sempre in totale sicurezza.

Oggi siamo ospiti dell’Azienda per il Turismo Rovereto e Vallagarina, ed in compagnia di Chiara e Mauro di Visit Rovereto e di Roberto di Visit Trentino andremo a zonzo per la ciclabile della Vallagarina, che scorre tra la valle dell’Adige e la provincia di Verona: siamo sulle orme della Via Claudia Augusta, la strada romana che collegava un tempo la Pianura Padana alla Baviera.

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Partendo dal centro cittadino di Rovereto, tenendo la direzione verso Sud, attraversiamo l’abitato di Borgo Sacco per poi ritrovarci in una tratta di ciclabile tra le più frequentate d’Europa, che conduce al Lago di Garda: affianco di noi il fiume Adige che ci accompagnerà sempre durante i nostri spostamenti. Superato il ponte sulla diga del fiume, proseguiamo dritti lasciandoci a destra l’abitato di Mori. Lentamente ci stiamo immergendo nella natura lungo le sponde del fiume, trovando spesso la compagnia dei vigneti al lato della strada.
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Questo tratto di ciclabile è un dolce e leggero salire e scendere più ci si avvicina all’abitato di Avio. Ci fermiamo al Bicigrill, che si trova proprio a ridosso del bivio per il centro abitato. Aspettando di capire come evolverà il meteo, approfittiamo dell’ottima cucina del locale di Irene e Marco.
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Il locale è molto frequentato dai ciclistici e cicloturisti di passaggio, ha anche una piccola area giochi per bimbi all’aria aperta: lungo le ciclabili da queste parti capita spesso di imbattersi in un bicigrill, e viaggiando con tempo incerto l’esistenza di queste strutture ci garantisce un tetto anche in caso di urgenza!
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La visita al Castello di Sabbionara impone prima una breve ma ripida ascesa (fatta sotto un filo di pioggia) sui ciotoli medievali. Marco (guida del FAI – Fondo Ambiente italiano, proprietario dal 1977 del maniero) ci accompagna nella visita, facendoci vivere (magari con una buona dose di immaginazione) un pomeriggio fatto di assedi, battaglie e quant’altro. Col passare degli anni il castello, pur nascendo come piccolo avamposto tra il XI ed il XII secolo, venne adibito sempre più ad abitazione: si possono così apprezzare le testimonianze di vita rimaste ai giorni nostri, come gli affreschi restaurati nel mastio centrale (di particolare pregio la c.d. Camera dell’Amore).
All’esterno si può ammirare la famosa torre “Picadora”, chiamata così dall’usanza di lasciare appesi in bella mostra sulla terrazza i condannati per i quali si era proceduto ad impiccagione.
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Il Trentino presenta ancora oggi roccaforti medievali ancora visitabili, molte delle quali molto interessanti e suggestive: Castel Beseno, Castel Thun, il Castello di Rovereto (dove, tra l’altro, è ospitato un museo della guerra) e il Castello del Buonconsiglio di Trento, teatro dell’impiccagione di Cesare Battisti. Molti di questi manieri sono raggiungibili direttamente in bici.

Nel ripercorrere a ritroso il percorso fatto per rientrare a Rovereto, ci rendiamo conto che tutta questa storia ci ha fatto venire un po di sete (più probabilmente tutto ciò è merito di un sole quasi estivo, tornato a splendere) e decidiamo perciò prima di fermarci a Borgo Sacco per reintegrare i sali minerali persi, all’ombra del campanile della chiesa patronale.
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In serata all’Osteria del Pettirosso facciamo la conoscenza di Paolo, proprietario e gestore (chiamarlo oste non rende giustizia alla sua sobria e cortese presenza). Della cucina del suo locale ci piace l’utilizzo di erbe spontanee quali il luppolo selvatico, l’ortica, il crescione: ogni pietanza del menù delle erbe è un’esperienza interessante. Questo omaggio alla tradizione contadina si rivela certamente azzeccato: per coerenza con la ricerca del prodotto tipico e locale, pasteggiamo con un classico Marzemino.
Paolo a fine serata si intrattiene a chicchere con noi, parlando di vino e di cibo.

Nel nostro soggiorno veniamo ospitati nello splendido B&B “Alle Vigne”, posto sulla collina sovrastante Rovereto proprio affianco ad un vigneto di Chardonnay. Decidiamo di salirci in auto: il luogo è veramente incantevole, la camera è molto curata e la sensazione è quella di essere immersi in un luogo tranquillo e pacifico.
La mattina facciamo la conoscenza di Fernanda, proprietaria del B&B, e scopriamo come ci sia particolarmente attenzione all’aspetto “Bio”: il pane viene fatto in casa con farine scelte, come fatte in casa sono tutte le marmellate che ci vengono offerte. Fernanda ci fa visitare l’orto di casa: devo dire che è stato proprio un piacevolissimo soggiorno.
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Ma dobbiamo ripartire.

Dopo un veloce caffè in piazza delle Oche, decidiamo di visitare in questa giornata i paesi limitrofi a Rovereto verso Nord: percorrendo il centro di Rovereto, ci immettiamo sulla ciclabile in direzione Trento e passando lungo corso Bettini tra il Teatro Zandonai ed il Mart, usciamo dal centro cittadino e ci ritroviamo nuovamente lungo gli argini del fiume Adige: ci stiamo dirigendo verso Castel Pietra, che si trova un chilometro prima del paese di Calliano. Per raggiungerlo attraversiamo la campagna di Volano ed è proprio un bel vedere.
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Anche questa volta affrontiamo impavidi la breve ma lievemente ripida salita (questa volta su di una strada ricoperta da piccoli sassi, molto più rassicurante). Oscar, il padrone di casa, ci dice che Castel Pietra, a discapito della sua posizione non così inaccessibile se paragonata a quella del vicino Castel Beseno, è stato conquistato una sola volta (per mano di Napoleone!) in tutta la sua storia: questo avamposto di grande importanza strategica è stato teatro di svariate battaglie, a partire da quelle combattute tra le diverse casi nobiliari. All’interno di esso si possono ancora osservare un a rudimentale macina per la farina, due locali adibiti a dispense. Oscar ci precisa come il castello fosse stato per secoli un luogo di passaggio e di rifugio, senza la presenza di stanze adibite ad ospiti od altro: solo in epoche più recenti sono state realizzati ambienti più ospitali, molti dei quali conservano ancora affreschi dell’epoca lungo le pareti.
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Oggi invece il castello è spesso utilizzato per momenti conviviali, affacciandoci alle finestre delle sale possiamo godere di una vista che da questa piccola roccaforte è veramente invidiabile.
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Prima di lasciare Calliano, facciamo un salto all’Azienda Agricola Salizzoni, nel centro del paese: il: seduti attorno ad una delle botti utilizzate un tempo per l’affinamento dei vini possiamo deliziare il nostro palato con il “Castel Beseno”, il loro moscato prodotto con le uve coltivate lungo l’area circostante il castello sovrastante l’abitato di Beseno. Nonostante la calura che inizia a farsi sentire, il bicchiere si fa apprezzare, e alla grande!!!
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Passiamo una mezzora a chiaccherare con Luca, enologo e rappresentante della terza generazione della famiglia Salizzoni che si occupa di produzioni vinicole, a testimonianza della storica vocazione trentina per il buon bere e per le tradizioni legate alle produzioni agroalimentari.

Il vicino abitato di Volano, raggiunto attraverso uno svincolo ciclabile (!), è un vivace borgo alle porte di Rovereto; all’interno del suo centro storico si sta svolgendo “Memoriae”, una festa di legata alle tradizioni contadine del luogo che ricorda il voto fatto a suo tempo dal paese nei riguardi di Maria Ausiliatrice, per aver scongiurato lo sfollamento di Volano durante il primo conflitto mondiale. Vista l’ora di pranzo, decidiamo di buttarci a capofitto su di uno dei piatti della tradizione popolare locale, la “polenta conza”: qui viene preparata con farina di patate, formaggio e salsiccia ed è una bontà!
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Una volta concluso questo secondo itinerario, appare d’obbligo una visita al MART (Museo di Arte contemporanea di Trento e Rovereto), che proprio in questi giorni ospita la mostra “La guerra che verrà non è la prima”, a completamento di un percorso storico in parte dedicato ai conflitti avvenuti in questo territorio.
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Si conclude qui il nostro percorso cicloturistico dedicato alla Vallagarina; ci è piaciuto molto pedalare (sempre in sicurezza!) affianco a questi paesaggi, abbiamo avuto l’opportunità sia di godere di bellezze storiche che enogastronomiche.

Dove dormire

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A chi è adatto questo tipo di itinerario?

A tutti direi, vista la difficoltà tecnica. Si è pedalato una quarantina di chilometri il primo, circa trenta il secindo, lungo le ciclabili dove abbiamo incontrato sia ciclistici,. Che cicloturisti che mountainbikers..
Sicuramente a chi passa per Rovereto durante un itinerario cicloturistico che attraversi il Trentino; sarebbe un vero e proprio delitto non concedersi almeno un giorno sosta a Rovereto.
A chi venga a Rovereto in visita al Mart, e abbia voglia di inoltrasi nei paesaggi vallagarini, alla ricerca delle tradizioni locali: a Rovereto è possibile anche prendere in affitto una bicicletta, i locali rivenditori di bici sono ben attrezzati a riguardo.

Si deve poi tenere in considerazione il fatto che, abbandonando la pista ciclabile dirigendoci verso le vicine montagne, troveremmo una svariata serie di percorsi dedicati alla mountainbike, di differenti difficoltà: quindi anche chi ama la MTB si troverà del tutto a suo agio.

In buona sostanza, si ha l’impressione che lungo queste ciclabili dei fondovalle trentini si abbia la possibilità di percorrere una provincia che da il meglio di sè quando attraversata con i tempi classici del cicloturismo. Questo tratto della Vallagarina, in modo particolare, è molto semplice da percorrere ed è perciò adatto anche a chi un cicloturista propriamente non è.

Si ringraziano Visit Rovereto e Visit Trentino.

Link utili:
www.visitrovereto.it
www.visittrentino.it
www.visitfai.it/castellodiavio
www.osteriadelpettirosso.it
www.bballevignerovereto.it
www.castelpietra.info
www.mart.trento.it





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