Pomate e creme riscaldanti: funzionano davvero?

L’inverno, per i ciclisti, non è un periodo di riposo: si pianifica la stagione successiva (obiettivi, periodizzazione, allenamento e gare cui partecipare), si esce comunque in bici per lunghe pedalate e poi c’è sempre il ciclocross, la nobile arte del pedalare nel fango ghiacciato. Per questo, durante la stagione fredda, molti ciclisti massaggiano i muscoli con pomate, creme e olii riscaldanti. Funzionano davvero? Come si usano? In questo articolo cercheremo di conoscere meglio questi prodotti e capirne l’utilità.

Indice
Capsaicina, questa sconosciuta
Leggende sulle pomate riscaldanti
Concludendo

Capsaicina, questa sconosciuta

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Capsaicina. Ai più questo termine non vorrà dire nulla ma è l’elemento alla base di qualunque prodotto riscaldante per il ciclismo. Si tratta di un composto chimico presente in grande quantità nei peperoncini piccanti e che provoca una reazione irritante delle mucose dei mammiferi (quindi anche degli esseri umani), con conseguente apporto di sangue e sensazione di prurito e di bruciore. Le pomate riscaldanti per il ciclismo (ma anche i gas irritanti usati dalle forze dell’ordine) sono basati su questo semplice eccipiente.

La funzione è semplice: creare riscaldamento attraverso l’irritazione della pelle. In inverno la temperatura bassa fa sì che il cervello mandi un segnale di allarme al cuore, facendo diminuire i battiti e intercettando la circolazione, che si limita alla parte centrale del corpo. In questo modo il nostro corpo salva sé stesso, mantenendo al caldo gli organi interni e sequestrando il sangue (che ha la stessa funzione riscaldante dell’acqua in un termosifone, per intenderci) e concentrandone l’afflusso nei punti critici. Le pomate riscaldanti forzano questo “blocco”, provocando l’irritazione delle mucose della pelle, con conseguente stimolazione dei capillari posti sotto l’epidermide e aumento dell’afflusso di sangue in corrispondenza delle parti massaggiate. Avete mai provato a tagliare il peperoncino e poi a toccarvi gli occhi (o, se siete uomini, a toccare parti ben più delicate)? Ecco, il principio è lo stesso, solo che pianificato.

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In realtà la storia delle pomate riscaldanti va di pari passo con quella del ciclocross: sono stati infatti i ciclisti belgi, all’inizio del secolo scorso, a usare degli unguenti che creassero irritazione della pelle e quindi aumentassero l’afflusso di sangue. Peccato che i loro prodotti fossero a base di distillati di petrolio e avessero dei notevoli effetti collaterali ma per fortuna ora le pomate sono tutte a base di capsaicina, estratta direttamente dal peperoncino.

Allora, direte voi, basterebbe spalmarsi un po’ d’olio piccante comprato in Calabria, naturale e biologico e sicuramente meno costoso? In realtà l’effetto della pomata deriva dal grado di “piccantezza”, ottenuto in base alla concentrazione di capsaicina. Esiste una specifica scala, definita Scoville, che misura il grado di piccantezza di un prodotto. Un peperoncino piccante del Sud Italia ha in media un grado di piccantezza che si attesta intorno ai 1000 SHUs (Scoville heat units, ovvero unità di riscaldo di Scoville) mentre una pomata riscaldante può raggiungere valori dieci volte maggiori.

Leggende sulle pomate riscaldanti


Quindi le pomate riscaldanti irritano la pelle, provocando afflusso di calore che aumenta la temperatura della zona massaggiata. Sono dunque la soluzione ideale per pedalare anche in condizioni atmosferiche proibitive? Sì e no, per i seguenti motivi:

Non proteggono dal freddo

Le pomate riscaldanti irritano la pelle e donano sensazione di calore ma non proteggono dal freddo. I vostri muscoli saranno sempre esposti al vento e soprattutto lo saranno le vostre articolazioni, che soffrono molto i climi rigidi (tanto da sviluppare tecnopatie da freddo). Per questo, se la temperatura è proibitiva, è bene usare comunque i pantaloni lunghi.

Non eliminano la necessità del riscaldamento

La fase di riscaldamento è la più odiata da tutti i ciclisti. In inverno si cerca sempre di restare al caldo il più possibile e di evitare la sessione di “warm up” per aumentare i battiti e per riscaldare la muscolatura e si pensa che le pomate riscaldanti siano la soluzione. In realtà la pomata ha solo un effetto irritante, per cui il muscolo, nonostante la sensazione di calore, è freddo e quindi può soffrire problemi gravi (anche strappi muscolari). Per cui spalmarsi di olio riscaldante non esime dall’effettuare un riscaldamento generale.

Vanno spalmate dopo aver indossato i pantaloni

Provate a spalmarvi di olio riscaldante le gambe e poi a indossare il fondello, magari molto attillato. Finireste per spostare l’olio dai muscoli delle gambe alle parti intime, provocando una reazione che definire fastidiosa è un eufemismo. Inoltre avreste le gambe fredde e le zone intime (il necessaire, come diceva Alex Drastico) in fiamme. Qualunque tipo di olio riscaldante va spalmato dopo aver indossato i pantaloncini corti e mantenendo una distanza di sicurezza dalle zone delicate.

Non vanno spalmate dopo essersi depilati

Poniamo il caso che vi siete depilati le gambe per un’uscita. La pelle è secca e irritata per via del passaggio del rasoio e spalmarci della pomata sostanzialmente irritante significa che volete male a voi stessi. Evitate questo mix potenzialmente devastante.

Si attiva con l’acqua

La capsaicina è idrofoba e reagisce con l’acqua. Significa che il velo di pomata che avete steso sulle gambe tre ore prima si riattiverà durante la doccia, per cui è meglio bagnare abbondantemente le gambe con acqua fredda, che oltre a sedare l’irritazione contribuisce a limitare l’afflusso di sangue.

Spalmatela con i guanti

Vi sono alcuni pomate riscaldanti che hanno un potenziale elevatissimo. Se non volete irritare i palmi delle mani è meglio indossare dei guanti in lattice per spalmare la crema.

Evitare il contatto con occhi e bocca

Dopo aver spalmato la crema pulite le mani con uno straccio o un asciugamano. Non lavatele subito, altrimenti l’acqua farà reagire ulteriormente la capsaicina. Dopo aver rimosso il grosso della crema con l’asciugamano, lavatele abbondantemente con acqua fredda e sapone neutro. Non toccate occhi, bocca e mucose e non urinate con le mani sporche di pomata riscaldante.

Allergie

Se soffrite di qualunque tipo di allergia verso peperoncino o verso la capsaicina, non usate queste pomate.

Concludendo

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Le pomate riscaldanti assolvono molto bene il compito per cui sono prodotte: riscaldare le parti del corpo sulle quali vengono spalmate. Per farlo usano il principio irritante del peperoncino, soltanto studiato e potenziato industrialmente. Servono? Anche qui la risposta è: dipende. Ci sono ciclisti che le amano e altri che le odiano, alcuni che non le sopportano e altri che non riescono a farne a meno.

Attenzione però, la capsaicina crea assuefazione. Avviene soprattutto nella bocca, perché il composto si lega ai recettori della bocca e provoca una reazione di dolore che invade il cervello. Questi, per difendersi, secerne endorfine, che sono una sorta di “droga” con effetti analgesici e antidolorifici. Queste endorfine sono potenti e possono dare dipendenza e per questo l’uso di prodotti piccanti può diventare una vera e propria droga. Non è scientificamente provato che questo avvenga anche spalmando prodotti a base di capsaicina anche su altre parti del corpo ma nel dubbio sempre meglio non esagerare e usare il buonsenso: nessuna crema sarà migliore di un abbigliamento consono e di un riscaldamento fatto bene.

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