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Scegliere la taglia della bici: gli esempi di Scott e Wilier

Biomeccanica • di

Scegliere la taglia della bici può essere una vera giungla. Lo abbiamo già raccontato negli articoli dedicati (che sono i più letti di tutti i 6000 articoli presenti sull’intera Bikeitalia.it). Oltre al fatto che spesso la taglia venga scelta attraverso procedimenti empirici privi di scientificità (e a volte di buonsenso), anche le aziende ci mettono spesso del loro.

posizione bici

Nella mia attività di biomeccanico frequentemente devo consigliare un cliente alla scelta della giusta taglia della bici ma a volte, pur spulciando approfonditamente il sito del costruttore, non riesco a venire a capo della cosa. Le misure dei telai non sono univoche, spesso sono addirittura insufficienti o difficili da leggere. Per questo è bene raccontare invece la storia di due aziende che hanno reso certamente più facile il lavoro del biomeccanico o del venditore nel caso della scelta della taglia: Scott e Wilier 

Scegliere la taglia della bici: lo SmartFit di Scott

L’azienda Scott, sul proprio sito, ha messo a disposizione uno strumento molto interessante: lo SmartFit. Sui tratta di uno strumento che permette di valutare in modo approfondito la taglia della bici sulla base delle misure antropometriche e della tipologia di mezzo che vogliamo acquistare. Mettiamo il caso di voler acquistare una gravel Speedster. Una volta arrivati sul sito, basterà cliccare su “trova la tua taglia”, per aprire il sistema.

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scegliere la taglia

All’interno dovremo inserire:


aida
  • Altezza;
  • Lunghezza del braccio
  • Cavallo

Il sistema, sulla base di queste misure e del tipo di bici, ci saprà consigliare quale taglia è la più idonea per il tipo di bici.

scegliere la taglia

Questa cosa è molto importante, poiché la taglia non è una cosa “statica” ma dipende anche dal tipo di geometria della bici, poiché a volte tra una gravel, una mtb o una bici da corsa può correre una taglia di differenza, anche se sono destinate alla stessa persona.

Scegliere la taglia della bici: l’Accu-Fit di Wilier

Nella mia pratica di biomeccanico mi sono spesso scontrato con un grande limite: le misure di reach e stack fornite dalle case prendono in esame il solo telaio, senza includere lo stem. Questo, a mio parere, è un grande limite, poiché spesso (se il ciclista si trova a cavallo tra due taglie), la lunghezza dello stem risulta inadatta, soprattutto se vi sono limitazioni della flessibilità muscolare o della mobilità articolare che non permettono di mantenere una posizione aggressiva. Quindi a volte capita di ordinare la bici della taglia adatta ma scoprire che lo stem non è idoneo. Per questo ho molto apprezzato l’iniziativa di Wilier Triestina, che ha proposto il sistema Accu-Fit. Le geometrie fornite dalla casa di Rossano Veneto non riguardano solo il telaio ma vengono anche forniti i dati di reach e stack comprensivi di distanziali del manubrio e lunghezza dello stem.


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scegliere la taglia

In questo modo è possibile determinare non solo la grandezza della taglia ma anche l’impostazione di guida che il ciclista avrà sulla bici, poiché il numero di distanziali e la lunghezza dello stem influiscono sulla posizione del busto, la flessione sul manubrio e la posizione delle braccia. Per noi questo dato è essenziale, poiché possiamo comprendere se il ciclista, con le sue abilità o limitazioni in termini di flessibilità muscolare, sarà davvero comodo su tale bici.

Concludendo

Come abbiamo visto le modalità di scelta taglia spesso sono empiriche e poco chiare. Mi fa piacere vedere che alcune aziende sono attente a questo dettaglio e forniscono dei dati utili per poter scegliere la corretta misura del telaio. Ritengo fondamentale questa cosa, poiché la visita biomeccanica può migliorare un assetto errato ma non può certo risolvere i problemi dovuti a una taglia totalmente sbagliata del telaio.  

Vi ricordo che per trovare al meglio la propria posizione ci si deve rivolgere a un biomeccanico professionista (laureato in Scienze Motorie o Fisioterapia), che abbia soprattutto competenze anatomiche e che conosca come si muova il corpo sulla bici. Un errore è dare troppo peso alla nomea del biomeccanico o al software che utilizza, senza andare a valutare invece le reali competenze tecniche.

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