“Mal di sedere” in bici: un modo gergale e confidenziale per definire il dolore alle tuberosità ischiatiche. Mi occupo di visite biomeccaniche dal 2015 e più di 2.000 ciclisti sono passati dai nostri studi sparsi sull’intero territorio italiano. Molti di loro lamentavano un generico “mal di sedere” in bici, ovvero un dolore sordo e costante sotto le tuberosità ischiatiche. In questo articolo andremo a vedere come si genera e come si può risolvere questo “mal di sedere” in bici.
La genesi del “mal di sedere” in bici

Il “mal di sedere” in bici è quella sensazione di dolore alle tuberosità ischiatiche. A differenza del dolore localizzato alle zone genitali, che si presenta con addormentamenti, perdita di sensibilità e arriva fino ai problemi uro-genitali, il “mal di sedere” in sella è concentrato sulla zona posteriore, vicino ai glutei. È determinato da un eccesso di carico concentrato sulle tuberosità ischiatiche. Queste sono dei processi del bacino, che hanno una forma vagamente tondeggiante e sono dotate di un forame centrale. Le tuberosità ischiatiche sono quei processi che vanno a contatto anche con la sedia quando siamo seduti e solitamente si rapportano con la parte posteriore della sella.

Il “mal di sedere” in bici si presenta con fastidi sordi e vaghi e può tramutarsi in una sensazione di scomodità che ci costringe a muoverci sulla sella e può produrre anche un vero e proprio dolore che si protrae anche dopo l’uscita in bicicletta. A volte può degenerare in ecchimosi (veri e propri lividi) fino a produrre cisti o fibrosi sotto le tuberosità ischiatiche, che rendono la pedalata un vero e proprio supplizio.
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Le cause del “mal di sedere” in bici

Andiamo a vedere quali possono essere le cause del “mal di sedere” in bici:
- Sella di larghezza sbagliata: se la sella presenta una larghezza non adeguata rispetto a quella delle nostre tuberosità ischiatiche, sicuramente potremmo incappare nel dolore localizzato. Ciò avviene soprattutto se la sella è troppo larga. Se la base di appoggio delle tuberosità ischiatiche è troppo ampia, queste non riescono ad alloggiarsi adeguatamente sulla sella. Così rimangono bloccate e diventano due veri e propri “pali” sui quali si scaricano tutti i colpi presi sulla ruota posteriore;
- Sella troppo bassa: più la sella è bassa e maggiore è la retroversione di bacino, cioè la rotazione all’indietro della pelvi. Questa rotazione porta più peso sulle tuberosità ischiatiche. Inoltre porta la colonna vertebrale in un allineamento più “diritto”, la schiena di conseguenza è più eretta e il peso del corpo si scarica direttamente sulle tuberosità ischiatiche;
- Sella Boost che non supporta adeguatamente le tuberosità ischiatiche: le selle Boost sono pensate per portare maggiormente il carico sulla zona più anteriore della sella. Ma se andiamo a cercare un appoggio più posteriore, potremmo avere fastidio alle tuberosità ischiatiche. In questo caso la soluzione potrebbe essere quella di passare da una sella Boost a una tradizionale;
- Sella con imbottitura ridotta: le selle vengono proposte con imbottitura zero (senza alcuna imbottitura), minima, media ed elevata. Se la nostra sella presenta un’imbottitura ridotta, le tuberosità ischiatiche potrebbero assorbire i colpi della bicicletta, producendo così il mal di sedere in bici.



















