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Sospensioni Mtb: funzionamento e regolazione

Bikelife, Meccanica, Sospensioni • di

Come tutti i componenti meccanici, anche le sospensioni hanno bisogno di essere regolate.
Modificando infatti una serie di parametri si potranno rendere le forcelle ammortizzate o gli shock posteriori più rigidi o più morbidi. Regolare una sospensione modifica il comportamento della stessa sul tracciato, influenzando lo stile di guida del biker: imparare dunque a calibrarle a seconda delle proprie esigenze, capacità tecniche e preferenze di guida è importante per avere sempre un mezzo in grado di regalarci tenuta di strada, confort e divertimento. Con questo articolo impareremo le tipologie di regolazione, le influenze sulla risposta della mtb e le tecniche passo passo per una corretta calibrazione delle sospensioni.

Le sospensioni e l’influenza sulla guida

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La sospensione è un componente meccanico che ha la capacità di comprimersi o estendersi per assorbire l’urto contro asperità positive (dossi, radici, rocce) o negative (buche, avvallamenti), con un ampiezza massima definita escursione (o travel, in inglese), solitamente espressa in millimetri. Il compito della sospensione è mantenere la ruota a terra affinché, come abbiamo visto nell’articolo dedicato, l’impronta dello pneumatico rimanga sempre la stessa, garantendo aderenza e guidabilità. Una sospensione può essere regolata per essere più rigida oppure più morbida. Se preferiamo la rigidezza, quindi una compressione più lenta e un’estensione più veloce, la sospensione assorbirà meno le asperità del terreno e trasmetterà al biker più vibrazioni ma renderà la bici più reattiva, più scattante e quindi più pedalabile, diminuendo la potenza muscolare dispersa. Scegliendo invece la morbidezza, e quindi compressione più veloce ed estensione più lenta, la sospensione assorbirà la maggior parte delle asperità aumentando il comfort ma con esso anche le dispersioni di energia, poiché una parte della spinta attuata dal biker sui pedali verrà inglobata dal lavoro dell’ammortizzatore.

Da questo schema possiamo già comprendere che nelle discipline che richiedono esplosività, velocità di spinta e il mantenimento di un ritmo di pedalata elevato, come nell’XC e nell’XC marathon, le sospensioni tenderanno ad essere più rigide rispetto a quelle di discipline come l’Enduro, dove ciò che conta è l’assorbimento delle asperità e devono risultare più morbide.

Quindi il primo aspetto da tenere a mente quando regolate le vostre sospensione è l’uso che farete della bici, il tipo di tracciato e lo stile di guida che vorrete mettere in atto sul tracciato: più esplosivo e veloce o più stabile e confortevole?

Il secondo aspetto da considerare è il peso del biker, che influisce sul comportamento della sospensione. Quando noi sediamo in sella entriamo a far parte delle masse sospese, ovvero tutti quei corpi che si trovano sopra l’ammortizzatore e che devono essere sostenuti, come se la sospensione fosse un pilastro di un palazzo. Va da sé che al variare del peso del biker, varierà la forza che viene applicata alla sospensione e dunque la sua risposta. Facciamo un esempio pratico: mettiamo di avere due biker, con la medesima mtb front, che vogliono gareggiare in una competizione di XC. Il primo, brevilineo e asciutto, pesa 62kg mentre il secondo, longilineo e muscoloso, pesa 85kg. Il primo biker, sedendosi in sella applicherà una forza di spinta sulle sospensioni pari al suo peso moltiplicato per la forza di gravità terrestre (9.81 m/s2), che da come risultato 608 kg*m/s2. La spinta applicata dal biker più muscoloso, sempre sulla medesima sospensione, sarà di 833 kg*m/s2. Sono 225kg di spinta di differenza! Questo significa che il biker più leggero avrà bisogno di una forcella ammortizzata che sia più libera di comprimersi (altrimenti il suo peso troppo leggero la renderebbe estremamente rigida) e che sia più lenta ad riestendersi (poiché un’estensione troppo veloce potrebbe sbalzarlo di sella come fanno i tori in un rodeo). Il biker più pesante invece dovrà regolare la sua sospensione con una compressione più dura (per scongiurare il rischio di farla “insaccare” per troppa spinta applicata) e un’estensione più veloce, che contrasti la notevole spinta applicata che tenderà a mantenere compressa la sospensione.
Quindi il secondo aspetto da considerare è il vostro peso, poiché al variare di questo cambierà anche la rigidezza da applicare alla sospensione.

Le regolazioni di una sospensione

Avendo visto che la sospensione è un elemento meccanico che lavora in compressione e in estensione ciclica e che questo lavoro può essere reso più rigido o più morbido, andiamo a vedere in termini pratici quali sono le regolazioni possibili:
Sag: ovvero l’insaccamento della sospensione per il proprio peso del biker. Si tratta di un parametro fondamentale, poiché permette alla sospensione di comprimersi leggermente in base al peso di chi si siede sulla sella. Questo insaccamento permette di avere abbastanza escursione anche nel caso di asperità negative come le buche, consentendo alla sospensione di estendersi e di mantenere la ruota a terra, senza influenzare la posizione del biker rispetto al terreno. Una sospensione con un sag calibrato male tende a far ballare il biker sulla sella, sollevandolo e abbassandolo in base al tipo di asperità incontrata, mentre l’obiettivo primario è far sì che la mtb si muova linearmente;
Compression: ovvero la durezza della compressione della sospensione;
Rebound: definito anche ritorno intende la velocità e la durezza della riestensione di una sospensione dopo ogni compressione;

Quali sospensioni si possono regolare?

Non tutte le sospensioni possono essere regolate, poiché bisogna fare un distinguo. Le sospensioni si differenziano in due grandi categorie in base al mezzo usato per sostenere il peso del biker: sospensioni a molla e ad aria. Nelle prime l’elemento che si comprime ed estende è meccanico: una molla precaricata. Queste molle escono dalla fabbrica con una tensione definita, conferitagli attraverso scelte costruttive come il numero di spire, la distanza tra queste ultime, la sezione o il tipo di materiale. Una molla viene fornita per lavorare con un determinato carico e in un range di peso del biker definito. Se il vostro peso è differente da quello nominale segnato sulla sospensione, non c’è regolazione che tenga: l’unico modo è sostituire la molla con un’altra più idonea.

Altro discorso per le sospensioni ad aria. Il mezzo utilizzato per lavorare in compressione è un fluido comprimibile, l’aria appunto. Modificando la pressione e quindi il volume d’aria all’interno della sospensione, si modificherà la possibilità di compressione e di estensione della stessa. Per cui le sospensioni che potete regolare autonomamente sono solo quelle che usano l’aria come elemento strutturale.

Attrezzatura, tempistiche e difficoltà

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L’attrezzatura necessaria per la regolazione delle sospensioni è molto semplice:
Pompa per sospensioni: si tratta di un particolare tipo di pompa, dotata di una vite in grado di interfacciarsi con la valvola Shrader presente sulla sospensione. Con questa pompa è possibile immettere o togliere aria al sistema, controllandone la pressione interna attraverso un manometro analogico;
Metro: serve per effettuare il controllo dell’escursione della sospensione e per verificare l’esattezza della calibrazione del sag;
Fascetta stringitubi: la classica fascetta da elettricista, è utile se la sospensione fosse priva dell’o-ring di controllo del sag che di solito viene montato sullo stelo.

Regolare le sospensioni è un’operazione semplice, che non impegna più di dieci minuti a un ritmo blando e con sforzo minimo. Una volta compreso il ragionamento che sta alla base della calibrazione è molto semplice effettuare una continua regolazione.

Quando devo regolare le mie sospensioni?

Esattamente come abbiamo già detto per il deragliatore posteriore, non esiste una data di scadenza della regolazione delle sospensioni. il continuo lavoro di compressione ed estensione porta le sospensioni a perdere la calibrazione. Inoltre, pur essendo dotate di guarnizioni e paraoli, non sono completamente stagne per cui è possibile che a lungo andare il volume d’aria all’interno del sistema diminuisca.

Le sospensioni vanno sempre regolate prima di una gara o se riprendete in mano la mtb dopo una lunga pausa. L’ideale sarebbe regolarle prima di ogni uscita ma se i vostri giri in mtb non sono lunghi o estremamente impegnativi, potete controllarne la regolazione ogni due-tre uscite.


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La regolazione delle sospensioni passo-passo

Step 1: regolare il sag

Il Sag è una percentuale di insaccamento della sospensione, dovuta al semplice peso del biker seduto in sella. Corrisponde a una percentuale dell’escursione totale della sospensione, che va calcolata a seconda della tipologia di disciplina praticata. Vediamo ora nel dettaglio come regolare il Sag:
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Liberare (se presente) il blocco della compressione e smuovere la sospensione per garantire uno scorrimento ottimale. Per una forcella ammortizzata è abbastanza spingere con le mani sul manubrio, per uno shock posteriore bisognerà “saltare” sulla sella un paio di volte;
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Misurare con un metro l’escursione totale della sospensione. Per effettuare un confronto pratico e non solo teorico, la forcella della mia mtb ha un’escursione di 100mm e su questa effettueremo la regolazione;
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Portare l’o-ring di controllo in battuta contro il paraolio. Se la vostra sospensione non ha l’o-ring installato, potete utilizzare una fascetta stringitubi da elettricista, come ho fatto io;
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Salite in sella e, senza effettuare spinte con braccia o gambe, portate tutto il vostro peso sulla sospensione. In caso di forcella anteriore ci si dovrà alzare sui pedali e posizionarsi sul manubrio (come in foto) mentre per uno shock posteriore basterà restare seduti in sella;
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Controllare con il metro l’affondamento della sospensione. L’affondamento è dato dalla luce che si è venuta a creare tra paraolio e fascetta. Nel mio caso è di 45mm;

Calcolare la percentuale di Sag, ovvero quanto affondamento è richiesto in base alle esigenze di guida, che va calcolato sul valore dell’escursione totale della sospensione. I valori sono: 15% se fate XC, 20% all mountain, 25% Enduro, 30% Freeride e DH. La mia forcella, avendo un’escursione di 100mm ed essendo utilizzata su percorsi da XC, dovrà avere un Sag di 15-20mm. Quindi la mia attuale configurazione di Sag è troppo elevata, per cui dovrò immettere aria per diminuire l’affondamento.

Ricordate sempre questo specchietto: immetto aria = diminuisco sag / estraggo aria = aumento sag;
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Rimuovere il tappo che copre la valvola di pompaggio;
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Avvitare la pompa sulla valvola;
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Osservare bene il manometro della pompa. Solitamente riporta il valore in PSI (pound per square inch, misura anglosassone). Se si vuole diminuire l’affondamento, si dovrà pompare aria nel circuito. Se invece si desidera diminuire l’aria, si dovrà premere il bottone posto sul corpo della pompa, che permette di far fuoriuscire l’aria. Quando pompate aria, ricordatevi sempre di immettere almeno 10psi in più del necessario, poiché il manometro segna anche il volume d’aria contenuto nel tubo, che però verrà disperso quando staccherete la pompa. Nel mio caso io ho portato la pressione interna da 100 a 150psi;
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Svitare la pompa;
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Riportare in battuta la fascetta contro il paraolio;
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Risalire in sella e riportare il peso sulla sospensione, esattamente come fatto in precedenza;
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Controllare il valore di Sag ottenuto. Nel mio caso è 18mm;
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Se il valore è ancora troppo elevato, reimmettere aria. Se invece risulta essere scarso, rimuoverla con il pulsante. Nel mio caso decido di rimuovere qualche Psi per portare il Sag a 20mm;
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Rimontare il tappo sulla valvola di pompaggio;
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Nota: se la vostra sospensione è a doppia camera (come la mia), dovrete immettere aria anche nella camera inferiore. Vi invito a cercare su internet le specifiche della vostra sospensione, per scoprire se sia a camera singola o doppia.

Step 2: regolare il rebound

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Il rebound, o ritorno, è governato dall’idraulica, ovvero quel particolare sistema che frena la riestensione della sospensione dopo una compressione. Poiché, come diceva il buon Isaac Newton, “a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”, se la riestensione della sospensione avvenisse con la medesima forza e velocità della compressione, saremmo facilmente sbalzati di sella. Per questo all’interno della sospensione è posto un freno idraulico, che permette di addolcire il ritorno e di renderlo più adatto alle nostre esigenze. Il pomello di regolazione del rebound si trova nella parte inferiore del fodero e quasi tutte le case costruttrici lo forniscono di colore rosso, affinché sia più riconoscibile. Il pomello si regola ruotandolo, poiché ha a disposizione una serie di posizione fisse (che scorrono una dopo l’altra con un “click”). Dalla casa le sospensioni escono con un rebound tarato a metà dei click disponibili, cosa che lo predispone per un biker ideale di 75kg. Per questo dovete regolare il rebound sulla posizione indicata per il vostro peso:
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Avvitare tutto il pomello del rebound, portandolo nella posizione più lenta, ovvero dove il ritorno viene frenato in modo massimale;
Aprire tutto il rebound fino a raggiungere la posizione più aperta (dove il freno è minimo) e contare il numero di click a disposizione;
Ora, in base al peso, posizionare il rebound al numero di click desiderati. Ad esempio il rebound della mia forcella possiede 20 click. Pesando io 62kg, posizionerò il rebound a 15 click dalla posizione di ritorno più lenta (o a 5 dalla posizione di ritorno più veloce, il senso non cambia), quindi con un ritorno molto veloce e poco frenato.

La regolazione del rebound non è una scienza esatta ma è basata sulle vostre necessità e abilità di guida. Ad esempio io amo molto le forcelle rigide e scattanti, per cui imposto un sag minimo (quindi molta aria all’interno della forcella), con un rebound aperto e dunque un’estensione veloce. Questo perché preferisco che la forcella sia reattiva e mi restituisca un feeling immediato con ciò che incontro sul tracciato. Il mio consiglio è provare varie regolazioni del rebound fino a trovare quella ottimale per voi, poiché nessun tutorial o guida potrà essere affidabile quanto le vostre sensazioni (anche perché sui sentieri poi dovete andarci voi).

Step 3: regolare la compressione

La compressione è un elemento influenzato dalla regolazione del sag. Infatti in base al volume d’aria che immettiamo nel circuito, diminuiamo o aumentiamo la capacità e quindi la velocità di compressione dello stelo nel fodero. Un’altra regolazione è possibile utilizzando il lock-out, un particolare pomello (di colore blu) che permette di bloccare la compressione, trasformando effettivamente la sospensione da ammortizzata a rigida. I più evoluti sistemi hanno un comando remoto sul manubrio, composto da una leva che mette in tensione un cavo d’acciaio che fa ruotare il pomello, mentre nelle versioni più “entry-level” il pomello è situato direttamente sulla sospensione e va ruotato a mano. Il blocco della compressione è utile quando si pedala su asfalto o in salita, dove l’ammortizzamento delle sospensioni è controproducente, poiché comporta una notevole dispersione dell’energia muscolare impressa sui pedali dal biker. Anche qui il consiglio è sempre lo stesso: provate a “giocare” con il quantitativo d’aria all’interno della sospensione e valutate quale miglior compromesso tra compressione, sag e rebound fa per voi.







28 Risposte a Sospensioni Mtb: funzionamento e regolazione

  1. sabo ha detto:

    gentilissimi l’aria, nel vostro articolo, viene definita : “fluido incomprimibile” ovvio che non è possibile semmai è l’acqua ad avere questa proprietà

    • Omar ha detto:

      Ciao Sabo,
      anche l’aria ha un suo volume e non la si può comprimere all’infinito. Prova ad aspirare dell’aria con una siringa, a tappare il foro d’uscita con la mano e poi a spingere il pistoncino. Riuscirai a comprimerlo fino a un certo punto ma poi il volume dell’aria all’interno della siringa t’impedirà di continuare. Quando poi (sempre tenendo chiuso il foro d’uscita) rilasciassi il pistoncino, vedresti che questo tornerebbe indietro velocemente. In sostanza hai applicato una forza (la pressione) all’aria e questa si è compressa fino al limite, poi ha restituito al pistoncino la stessa forza. Gli ammortizzatori ad aria utilizzano più o meno il medesimo principio!

      Omar

    • Lorenzo ha detto:

      Mi dispiace contraddirti ma invece è proprio il contrario. L’aria é comprimibile e l’acqua é incomprimibile.
      Ciao

  2. Giorgio ha detto:

    Preciso come sempre, bell’articolo. Togli però che l’aria ė un fluido incomprimibile perché è comprimibile eccome, come tutti i gas, è per questo che viene usato nelle sospensioni. L’acqua o l’olio sono incomprimibili.

  3. Marco S. ha detto:

    L’articolo è interessante. Tuttavia sarebbe meglio togliere la questione della incomprimibilita’ dell’aria (in quanto dentro l’ammortizzatore non è liquida) e anche la faccenda dei 225kg di spinta che in realta’ sarebbero 225 [N] (newton) nel SI. Il carico in kg forza a cui l’ammortizzatore è soggetto “a riposo” è circa il peso del ciclista più quello del telaio in proporzione alla quota baricentrica. Nel caso di assorbimento degli urti il carico può variare molto di più dipendente mente dalla velocità e dalla pressione degli pneumatici.

  4. 20 Agosto 2015 – Bici da viaggio: con o senza sospensioni | Coordinamento Palermo Ciclabile - FIAB ha detto:

    […] foderi e della sostituzione dei paraoli almeno una volta l’anno, senza contare la necessità di https://www.bikeitalia.it/sospensioni-mtb-funzionamento-e-regolazione/ regolare Sag e Rebound prima di ogni uscita. Tutte cose ovviamente non presenti in caso di forcella […]

  5. Salvatore aliperti ha detto:

    Grazie per l’articolo.
    Chiedo solo una precisazione : la regolazione della pressione va fatta con rebound intermedio o con rebound completamente aperto? (Cioè ritorno veloce)

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Salvatore,
      la compressione si regola con il rebound già impostato come meglio desideri!

      Buone pedalate!

      Omar

      • Salvatore aliperti ha detto:

        Grazie Omar, ho messo in pressione la forcella con il reboung a metà cosi credo che sia più o meno equilibrata.
        Compressione al 20%.
        Grazie!

  6. Franco Garelli ha detto:

    Un bell’articolo. Peccato quella definizione di aria incomprimibile che salta all’occhio

  7. silvano ha detto:

    buongiorno, ho da poco acquistato una bici che monta le fox 32 float, ho notato una cosa ( sono le prime forcelle ad aria che possiedo) è come se avessero un gioco di un cm a riposo, vediamo se riesco a spiegarmi, se da fermo sollevo il manubrio vanno 1cm verso l’alto, anche se non sono seduto sulla sella e non c’è peso a gravare, poi da quella posizione se spingo è come ae per il primo cm non ci fossero forze opposte (vedi molle o aria) e poi inizia a lavorare come dovrebbe. se la blocco però si blocca e quel cm di non lavoro sparisce, semplicemente è bloccata. è a pressione giusta per il mio peso, anzi qualcosa in più, ma le mie prove sono a prescindere dal peso, è normale tale “lasco”?

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Silvano,
      quel cm di gioco che hai è lo “start” della forcella, cioè il punto di inizio lavoro in compressione, che si ha quando si raggiunge il minimo peso per vincere le forze interne. Solitamente lo start rallenta il lavoro della forcella, per cui le case si sono inventate una camera negativa, che contrasta le forze interne superiori e permette quindi di far lavorare la forcella sin da subito. Fox nello specifico usa una camera negativa composta da una molla posta nella parte inferiore dello stelo. Quel centimetro che vedi è l’affondamento dovuto al lavoro della molla poiché non ci sono forze interne superiori che la contrastano (poiché sollevando la bici non vi è più il peso della stessa che lavora sulla forcella). Niente di preoccupante, anzi è sinonimo di una forcella fluida e che lavora bene.
      Se però vedi che la forcella inizia a fare rumore, tipo dei “toc” secchi a ogni colpo e gli steli iniziano ad avere gioco nei foderi, portala subito in assistenza, perché potrebbero essersi usurate le boccole.

      Buone pedalate!

      Omar

      • silvano ha detto:

        grazie mille per la risposta! è che essendo neofita avevo delle perplessità, da nuova nuova pareva non lo avesse o semplocemente non lo avevo notato, oggi ho misurato questo “gioco” alzando con le mani il manubrio e poi liberandolo, senza me sopra, non è 1cm ma circa 4mm, sembrava molto di più come impressione! se mi dici che è una tolleranza normale allora non mi preoccupo, ha solo 1 settimana di vita ma la uso tutti i giorni anche per piccoli spostamenti. ovviamente da in corsa non lo si percepisce a meno che non si faccia un saltino che allora lavora in scarico per una frazione di secondo…

  8. Marco ha detto:

    Quando si collega la pompa alla valvola il tubicino si riempie d’aria, la mia domanda è se la pressione indicata dal manometro sia quella reale della camera dell’ammortizzatore o bisogna sempre tenere presenti quei 10 PSI in più? Per esempio misuro la pressione della forcella, il manometro mi dice 60 PSI, vuol dire che ne avevo 70?

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Marco,
      li dipende solo dalla qualità della pompa. Quelle di bassa gamma hanno questo difetto e segnano anche i psi all’interno del tubo, quelle di livello professionale invece hanno risolto questo problema. Per vedere prova a fare questo esperimento:
      1) avvita la pompa;
      2) gonfia solo 10psi;
      3) svita la pompa

      Se l’aria esce e il manometro indicava 10psi, allora dovrai sempre contare 10psi in più quando immetti aria in una sospensione. Se non lo fa, puoi fidarti del manometro.

      Buone pedalate!

      Omar

      • Giorgio ha detto:

        Scusa non ho capito la spiegazione..potresti cercare di farmi comprendere questa procedura, GRAZIE.

        • Omar Gatti ha detto:

          Ciao Giorgio,
          ecco in estrema sintesi come calibrare il SAG:
          1)Salire sulla bici;
          2) Dare un colpo per vincere lo start;
          3) Avvicinare l’o-ring al fodero;
          4) Scendere dalla bici;
          5) Misurare l’affondamento;

          L’affondamento deve essere compreso: XC 15% – All mountain 20% – Enduro 25% – DH 30%

          Gonfia o togli aria per arrivare all’affondamento desiderato

          Buone pedalate!

          Omar

  9. Sergio ha detto:

    Complimenti … finalmente un articolo veramente chiaro ed esaustivo.
    Possiedo una full e penso che per regolare l’amm posteriore il procedimento da seguire sia concettualmente lo stesso ma quanto deve essere il SAG ?

  10. Pierangelo ha detto:

    Sicuramente è una domanda con risposta scontata ad ogni modo vorrei avere una certezza se faccio ruotare pomelli blu sulla forcella verso + diventa più rigida e verso – più morbida grazie

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Pierangelo,
      Teoricamente si, però ogni costruttore ha una sua filosofia per cui la soluzione migliore è provare

      Buone pedalate!

      Omar

  11. Sergio Riccardi ha detto:

    Ciao Alessandro, ho una full (merida one-twenty-900 fork Manitou minute 130mm, shock sr suntour Epicon 38mm) uso la mtb per freeride e peso 56 kg.
    dopo alcune prove mi sono orientato su una perc del 30% per entrambi.
    Per ottenere pertanto un SAG rispettivamente di 39 mm e 11,4 mm mi trovo con pressioni di circa 55-60 PSI. Viste le pressioni consigliate di 60-150 PSI (con le quali il posteriore non lo smuovo) mi chiedo se vado incontro a possibili rotture specie del rear shock.
    Grazie
    Buon WE

  12. Jacopo ha detto:

    Ciao.
    Complimenti per l’articolo, che è riuscito sinteticamente a farmi capire quasi in maniera completa il funzionamento della mia forcella, mi resta solo un dubbio: come bisogna regolarsi con la pressione della camera inferiore? Va gonfiata sempre alla stessa pressione della superiore o c’è un diverso razionale da seguire?
    Ho una rock shox reba simile a quella della guida.

    Grazie, Jacopo

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Jacopo,
      va gonfiata alla stessa pressione per annullare la resistenza della camera superiore, eliminando quindi lo “start” della forcella e rendendola più reattiva.

      Buone pedalate!

      Omar

  13. Max ha detto:

    Ciao e complimenti per l’articolo, spiegato benissimo e in modo molto comprensibile.
    Volevo solo farti notare due cose (non vogliono essere critiche ma spero costruttive).
    La prima: il peso del biker, letto con una comune bilancia, è già una forza applicata (infatti l’unità di misura corretta sarebbe kgf – chilogrammiforza), quindi non va moltiplicato per l’accelerazione di gravità. Il tuo ragionamento sarebbe corretto partendo da una massa (non peso): moltiplicandola per 9.81 m/s2 si arriverebbe ad un peso in Newton, e dividendolo per 9.81 si arriverebbe al peso in kg (kgf). In sostanza toglierei dall’articolo tutte le moltipliche per 9.81.
    La seconda: nell’articolo è riportato “ricordatevi di immettere almeno 10psi in più del necessario, poiché il manometro segna anche il volume d’aria contenuto nel tubo, che però verrà disperso quando staccherete la pompa”. Quando si pompa, non è necessario immettere 10psi in più, dato che la pressione letta è la stessa in tutta la forcella-pompa, e allo stacco della pompa la pressione rimane quella. Invece, il discorso vale appena attacco la pompa su una forcella già in pressione, dato che parte dell’aria della forcella andrà nel tubicino della pompa e ne farà pertanto diminuire la pressione (è aumentato il volume a partità di aria) di circa 10 psi (o meno, a seconda della pompa).
    Grazie.

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