Ho scritto a Napolitano per #salvaiciclisti

1 Febbraio 2012

napolitano-150llustrissimo Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano
,

in questi giorni, sull’onda di una campagna del Times di Londra per garantire la sicurezza stradale di chi si sposta in bicicletta, c’è stata una straordinaria mobilitazione anche dei ciclisti urbani italiani, almeno cinque milioni di persone che utilizzano quotidianamente le due ruote come mezzo di trasporto. Chiedono di potersi spostare all’interno delle città senza rischiare di essere uccisi, come è accaduto al dodicenne Giacomo Scalmani nel novembre scorso a Milano – investito da un tram per evitare un auto parcheggiata male – o come avviene ogni anno ad altre centinaia di persone.

Una frettolosa lettura dell’emergenza sicurezza sulle strade può far pensare che il problema dell’incicentalità sia legato esclusivamente all’uso di alcol e droghe o alle stragi del sabato sera. In realtà quasi i due terzi dei sinistri si verificano nei Comuni di grandi dimensioni, coinvolgono nella quasi totalitò dei casi conducenti in pieno possesso delle loro facoltà mentali, avvengono principalmente intorno alle ore 18 e nel complesso delle città i più vulnerabili sono i ciclisti (nel corso del 2010 ci sono state 263 vittime tra questa categoria di utenti della strada) e i pedoni (614 morti sempre nel 2010). Ciclisti e pedoni, è bene sottolinearlo, rappresentano ormai un quarto di tutte le vittime della strada.

Siamo sicuri, illustrissimo Presidente, che abbia ben presente il peso di questa emergenza e che tutti i livelli istituzionali (dal Governo ai Comuni) abbiano intenzione di porre in essere interventi per aumentare la sicurezza di tutti gli utenti della strada. Siamo altrettanto sicuri che in futuro si possano adottare le migliori soluzioni, anche ispirandosi a quanto di buono fatto da alcune città italiane ed europee.

Non sta a me indicare quali siano i migliori interventi, infrastrutturali e strategici, per fare in modo che diminuiscano sensibilmente le vittime tra ciclisti e pedoni nei centri urbani e sulle strade extraurbane. Tuttavia, per l’immediato, pensiamo che si possono ottenere grandissimi risultati facendo rispettare le norme che ci sono già, eliminando nelle città quelle irregolarità ormai ampiamente tollerate: la sosta in doppia fila, sui marciapiede o agli incroci, il mancato rispetto dei limiti di velocità, l’uso del cellulare senza auricolare, gli stili di guida aggressivi e, in generale, tutti quei comportamenti che sicuramente contribuiscono a rendere le strade urbane più insicure e che potrebbero essere con relativa facilità cancellati per sempre applicando, con quell’attenzione che oggi manca, il codice della strada. Chiediamo, insomma, semplicemente il rispetto delle regole per fare in modo che chiunque si sposti per strada, il ciclista che va al lavoro, il bambino che attraversa per andare a scuola, gli stessi automobilisti, possa civilmente convivere con gli altri utenti in sicurezza.

In attesa di una Sua risposta, La saluto con stima
Bicisnob

napolitano-lettera

P.S. Si può scrivere al Presidente della Repubblica collegandosi al sito internet del Quirinale

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