#salvaiciclisti, i sindaci e l’elettricità

6 Febbraio 2012

basta-fattiIn Italia ci sono 60 milioni di abitanti, 19 Regioni e due province autonome, 117 province, 8000 comuni e 117 comuni capoluogo. Ergo ci sono 117 sindaci di capoluoghi di provincia e, tra questi, cinque (il 4,2%), hanno aderito a #salvaiciclisti. Evidentemente i 112 che tacciono ritengono che non sia un problema loro il fatto che ogni giorno nelle città italiane ci siano tre omicidi stradali (tra ciclisti e pedoni muioiono ogni anno nei centri urbani mille persone). Se pensassero alla sicurezza stradale urbana (e allo smog, al rumore, ai livelli di congestione, allo sfascio del trasporto pubblico….) come a un loro problema evidentemente farebbero qualcosa. Cosa? Lo spiego con un esempio strano. La legge impone che gli impianti elettrici debbano rispondere a precisi requisiti. L’obiettivo della norma è avere impianti che non possano nuocere alle persone. E infatti è assai raro che una persona venga folgorata mentre accende la luce in bagno. Le regole della circolazione stradale, invece, anche se fossero rispettate alla lettera, non sono fatte in modo che i veicoli non possano nuocere alle persone. A 50 kmh (il limite di velocità nei centri urbani) ci sono 60 probabilità su cento che un impatto tra un veicolo a motore e un ciclista o un pedone si trasformi in un incidente mortale.

Questo significa che è proprio il Codice della Strada a prevedere che nelle città (dove c’è un elevata concentrazioni di ciclisti e, soprattutto, pedoni) si possa morire in incidenti stradali. Cosa che puntualmente avviene 1000 volte l’anno. Quello che vale per gli impianti elettrici, non vale per la mobilità viaria.
Voi direte: ma che c’entrano i sindaci con il Codice della Strada? Tantissimo. Infatti nei Comuni le regole (tranne che sulle statali) le fanno loro. O meglio, non le fanno, perché abbassare la velocità a 30 kmh o a 20 kmh è impopolare. Meglio perdere 1000 elettori l’anno in incidenti stradali (che mica stanno tutti nella loro città e poi non è nemmeno detto che abbiano votato per loro) che avere 1000 persone vive e perdere però il consenso che fa vincere le elezioni.

A questo immobilismo dei 112 si contrappone l’adesione dei cinque sindaci. Sono Big Bang (alias Matteo Renzi), Stuzzicadenti (alias Piero Fassino), ètuttacolpasua (alias Giuliano Pisapia), Gianni Alemagnaccioni (alias Gianni Alemagnaccioni) e Mister Mistero (alias Virginio Merola). A questi cinque oggi va detto bravi, domani va detto bravi, ma dopodomani va detto: ah paraculi! Perché se la loro adesione si limita a un comunicato stampa di buone intenzioni e non a fatti concreti, beh, andassero pure a fare compagnia agli altri 112.

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