MENU
fancy women bike ride 2019

Strettamente personale

Rubriche e opinioni • di 3 Marzo 2012

Arriva un momento nella vita in cui uno deve fare delle scelte.
Chi segue questo blog dagli inizi sa che è nato per parlare di un viaggio: dei tre mesi e mezzo in bicicletta attraverso il Sud America durante i quali io mia moglie ci siamo presi il tempo per guardarci intorno con calma e capire cosa fare della nostra vita.
Il rientro dal viaggio non è stato in Italia ma in Turchia, a Smirne per la precisione, sul Mar Egeo.

Perché in Turchia? Perché la Turchia è un paese giovane e che ha fiducia nei giovani, in pieno sviluppo economico, dove l’ottimismo e la fiducia nel futuro si possono percepire semplicemente camminando per la strada. Qui ho iniziato a studiare il Turco, una lingua tanto ostica quanto affascinante e, dopo pochi mesi, ho iniziato a cercare lavoro. Ho fatto qualche colloquio.

La settimana scorsa, mentre lavoravo forsennatamente allo sviluppo di #salvaiciclisti che nel frattempo esplodeva e iniziava a raccogliere i primi grandi risultati, ho ricevuto una telefonata da parte del direttore delle risorse umane di un’azienda con cui parlavo da un po’ di tempo. Mi ha detto che mi volevano: responsabile vendite Europa e bacino del Mediterraneo. Ottimo stipendio, benefit, viaggi. L’azienda è una di quelle che investono molto nella formazione dei propri dipendenti ma che commercializzano un prodotto decisamente poco sexy (almeno per me): batterie per auto.

Per quanto io ami molto poco le automobili, le batterie per auto hanno una loro dignità: sono un prodotto di cui c’è oggettivamente bisogno sul mercato.
Ho riflettuto a lungo sul da farsi: se da una parte ho visto la campagna crescere e svilupparsi fino a raccogliere l’adesione addirittura di Roma Capitale; dall’altra mi sono scontrato con le normali esigenze di una persona che ha bisogno di mettere insieme il pranzo con la cena, di pagare un affitto, etc.

Non sono ricco ed è più di un anno che non mi compro un paio di pantaloni, di scarpe o anche solo una maglietta perché, quando non hai entrate, devi pensarci almeno due volte prima di aprire il portafogli.

Oltre a questo, vivendo in Turchia, è evidente che non potrò approfittare neppure in minima parte delle “città a misura d’uomo” a cui sto dedicando ogni minuto delle mie giornate. Vivo in un paese in cui chi va in bicicletta è uno sfigato perché non può permettersi un’automobile, qui le ciclabili non esistono e se lasci una bici in strada neanche si prendono la briga di rubartela. Al massimo ci parcheggiano sopra.

Ho riflettuto a lungo sul da farsi e ho deciso.
Ho deciso di rifiutare la proposta di lavoro.

Non capita tutti i giorni di avere la possibilità di fare qualcosa di giusto e di buono per “gli altri”, anche se “gli altri” vivono a svariate migliaia di chilometri di distanza da te. Questa volta per me “gli altri” non sono i bambini che muoiono di fame in Africa o le vittime delle mine antiuomo in Afghanistan, ma gli abitanti delle città italiane. Sono fortemente convinto che quando hai la possibilità di fare qualcosa di buono e decidi di non farlo, per qualsivoglia ragione, diventi connivente con chi in nome del profitto o di interessi personali è disposto a distruggere le persone, la società o il pianeta. Questo non sono io.

Questo probabilmente sarà l’ultimo post di questo blog.







Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *