Claude Marthaler presenta: “Bike for Bread”

11 Ottobre 2012

Qualche giorno fa Claude Marthaler, cicloviaggiatore e autore di un giro del mondo a pedali di 7 anni, dal ’94 al 2001, ci ha contattati di persona chiedendo di far girare questa sua iniziativa.
Davvero affascinante, e lo facciamo con piacere.

bike-for-bread-marthaler“Con il vostro contributo, Bike for bread, un documentario che esprime il punto di vista di un appassaionato viaggiatore in bici, sarà realizzato. Il documentario racconterà in modo poetico il destino dei curiosi portatori di pane che ogni giorno nutrono Il Cairo, una metropoli di più di 18 milioni di abitanti.”

Presentazione in dettaglio del progetto

Bike for bread è un documentario di 26 minuti che racconterà una storia sorprendente.
“Tutto è cominciato il giorno in cui ho scoperto i Bahia Alaheich: si tratta di curiosi portatori di pane in bicicletta, nel traffico furioso del Cairo. Sfrecciano come delle stelle filanti, si fanno strada in senso vietato fra le interminabili file di automobili, scivolano fra le sedie di un bar all’aperto e poi spariscono dentro un bazar, tenendo sulla testa centinaia di forme di pane Baladi, che arrivano tutte insieme a volte a pesare anche 50 chili! Con una mano tengono altro pane, ancora caldo – si tratta del cibo di base degli Egiziani – e con l’altra il manubrio. Questi virtuosi della guida oltre ogni regola consegnano ogni giorno migliaia di forme di pane, dai forni Baladi ai negozi e bancarelle lungo le strade della città”.

“Le forme di pane, piatte come il Cairo, rotonde come le ruote di una bici, trovano dei compagni adeguati nei Bahia Alaheich, che hanno il giusto compromesso fra mobilità e velocità – un motorino andrebbe troppo veloce e le farebbe cadere – e sono quindi il mezzo ideale per raggiungere gli stomachi degli egiziani con una freschezza eccezionale. Il futuro di queste figure familiari per il Cairo è tuttavia fragile come quello della Sfinge. Così come chi fa le consegne in bici nel mondo ricco porta documenti che nutrono lo spirito, i portatori di pane del Cairo trasportano ciò che serve a nutrire il corpo. Nello smog e nella cacofonia della “Madre del mondo”, la loro umile presenza mi fa apprezzare un suono raro: il silenzio.”

“Nel 2006, in occasione di un viaggio in bici, ho raccontato la vita di questi incredibili funamboli a due ruote per diverse pubblicazioni: Vélo Romand, VeloVisione e Velojournal. Ora desidero co-realizzare un film a metà fra poesia e realtà. Unendo la mia passione per la bici alla competenza di due amici cameramen e registi, il nostro approccio è basato innanzitutto su una autentica immersione. Come si diventa Bahia Alaheich? Lo si resta per tutta la vita? Nutrito dai miei numerosi viaggi, poserò uno sguardo umano su questa professione, così strana ma così vitale per gli abitanti del Cairo.”

“Bike for Bread, il nostro primo film, farà da modello a una serie che presenterà l’uso della bicicletta in tutte le sue possibilità. La produzione di altri documentari, ad esempio sugli Chukudu della Repubblica Democratica del Congo, i Dabbawalahs di Mumbai, i Tricicleros della Bolivia o i Bike Messengers di New York (e tanti altri) ci permetterà di far conoscere questa cultura mondiale della bici, nello stesso momento in cui il Vélib’ (un programma pubblico di noleggio bici a Parigi), la bici elettrica e il bici-taxi godono di una diffusione senza precedenti nelle nostre città.”

“Ci troveremo al Cairo dal 9 al 22 dicembre 2012 per girare questo documentario. Il montaggio sarà realizzato nella primavera del 2013 da Roman Droux.
Al momento siamo alla ricerca di partner finanziari (produttori o sponsor).
Se pensate che il progetto Bike for Bread valga la pena di essere sostenuto, passate parola alle persone che conoscete!”

Il ciclonauta Claud Marthaler, nato nel 1960, è l’iniziatore e il redattore del progetto.
Conosciuto come il “lupo bianco” per il suo giro del mondo in bici, durato sette anni, questo infaticabile personaggio è anche l’autore di cinque opere. Ha al suo attivo numerose conferenze e inviti a festival letterari in Svizzera e in Francia, dove ha presentato con successo due opere audiovisive sui suoi viaggi.
La sua passione dell’infanzia, divenuta il suo lavoro, si confonde oggi con la sua vita stessa, così come succede alle ruote di una bicicletta.
Il cineasta François Althabegoïty gli ha dedicato nel 2003 il documentario La fin du Voyage (52′), coprodotto da Point du Jour, la Radio Televisione Svizzera (RTS) e il canale privato francese Voyage; premiato come miglior film al Cycling Touring Film Festival 2010 di Begur (Spagna).”

Per informazioni: www.yaksite.org, cyclonaute@gmail.com

bike-for-breadRaphaël Jochaud, nato in Bretagna nel 1979, è oggi regista e fondatore della propria società di produzione CAMACRO. Incaricato di progetti da parte della PSA Peugeot Citoren dal 2003 al 2008, si è riorientato un anno più tardi verso il mestiere di giornalista e reporter di immagini, e segue da un anno la sezione giornalismo dell’EICAR (Ecole Internationale de Création Audiovisuel et de Réalisation). Il suo amore per la montagna lo ha portato naturalmente a specializzarsi nella ripresa di corse in montagna e vie di scalata. Il suo documentario La Grande Traversée des Alpes è stato selezionato ai festival Grand Bivouac e Fontanil. Questa estate, ha attraversato le Alpi in bici. Questo “cameraman acrobatico” ama tutte le avventure che richiedono dell’impegno fisico e tecnico, ma ciò che apprezza più di tutto è filmare con passione la sensibilità che c’è in ognuno di noi.

Nato a Berna, dove vive e lavora dal 1992, Roman Droux è cresciuto nella regione dell’Emmental prima di girare per il mondo facendo i mestieri più diversi: capo di spedizione in alta montagna, postino in bici, insegnante di vela, barman, ristoratore e autore e regista di film. Nel 2005 ha finito gli studi di geografia, geologia e ecologia generale a Berna. Roman Droux lavora da venti anni nel campo dei film e dei video, guadagnando numerosi premi per i documentari che gira e produce. Inoltre lavora come autore in stretta collaborazione con la Televisione svizzera tedesca. Nel 2010 ha fondato la casa di produzione Memox. È padre di due bambini.

A cosa servirà la raccolta fondi?

“Il costo effettivo di realizzare un documentario di questo tipo al’estero arriva ai 30.000 €. Per rendere possibile l’impossibile, faremo la scrittura, le riprese e il montaggio del film senza alcuna remunerazione. Rimangono tuttavia delle spese ineliminabili:

  • 500 € per l’interprete francese-arabo al Cairo
  • 1200 € per la traccia audio
  • 400 € per la voce narrante
  • 900 € per la traduzione e il doppiaggio delle interviste in arabo durante la post-produzione.

I professionisti che abbiamo contattato, motivati dal nostro progetto, ci sostengono praticando delle tariffe che sfidano ogni tipo di concorrenza. Alcuni lavoreranno addirittura gratis, e approfittiamo per ringraziarli calorosamente.
Speriamo che la realizzazione di questo documentario-pilota possa servire da modello per altri film, per raccontare l’uso della bicicletta attraverso il pianeta, cosa che costituisce una vera e propria cultura in sé. Inoltre, ciò ci permetterà di proseguire il nostro cammino con il sostegno di società di produzione audiovisiva.”

Sito web

Bike for Bread: Video

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