Salvaiciclisti e la lista civica: io sono qui

8 Marzo 2013

Riceviamo e pubblichiamo alcune considerazioni di un lettore in merito alla notizia diffusa da Repubblica, e qui ripresa, della possibile nascita di una lista civica vicina ai temi del movimento #salvaiciclisti per le prossime elezioni amministrative di Roma.

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Una premessa. Anzi due. Ben venga la candidatura di qualsiasi persona competente, valida e con passione (non aggiungo onesta perché è una mera pre-condizione), disposta a “mettere in comune” il proprio impegno, tempo e bagaglio di idee. Ben venga, soprattutto, l’irradiazione nel sistema amministrativo-istituzionale di concetti inerenti alla mobilità nuova, dalla ciclabilità al trasporto pubblico locale, passando per una nuova etica della condivisione degli spazi e dei tempi di spostamento nelle nostre città.

I movimenti, e salvaiciclisti lo ha dimostrato, sono delle entità eminentemente politiche ma non partitiche. Hanno la possibilità di influenzare, attraverso cicli di proteste più o meno articolati, i processi decisionali e, di riflesso, di farsi condizionare per le strategie future. Ma sempre con le mani libere, senza imposizioni o calcoli di convenienza di natura “elettorale”, e con modalità relativamente condivise con la cosiddetta base.

Sono proprio i risultati delle elezioni a dimostrare la disaffezione verso i partiti ed i centri decisionali chiusi che essi rappresentano. Le persone, in particolare in questi momenti di crisi, fanno emergere “bisogni di comunità” che il tradizionale sistema della politica non è in grado di soddisfare da ormai tanti anni. Sarebbe sbagliato quindi, sulla scia del movimento 5 stelle tanto per fare nomi, offrire in pasto alle persone (prima che agli elettori) una risposta di questo tipo, così legata al vecchio paradigma del fare politica.

E’ chiaro che non è un problema di lista o di denominazione, ma si tratta di lavorare sul versante dell’innovazione culturale nel senso più ampio possibile del termine. E’ la naturale sintesi tra protesta e proposta indirizzata a tutti, dai cittadini ai politici, dalle associazioni al sistema mediale. La soluzione sta nell’edificazione di una rete, la più ampia ed articolata possibile, e non su uno scranno dell’assemblea capitolina (cosa, con un semplice calcolo elettorale, peraltro difficile da conquistare) da dove, paradossalmente, si rischierebbe “l’istituzionalizzazione” di una forza, la nuova etica della mobilità, che non deve avere limitazioni alla sua espansione.

Per questo sono contrario ad una lista ma favorevole a singole candidature che abbiano nella propria dote anche e non solo (spero) l’esperienza e le idee di #salvaiciclisti. Sarà una mia pregiudiziale al momento di concedere il mio voto insieme ad altre parimenti importanti.

Twitter: @hiugo99

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