I progetti del primo corso per la promozione della mobilità ciclistica

24 Gennaio 2014

In attesa del secondo corso per diventare Promotori della Mobilità Ciclistica, presentiamo i risultati del primo corso, organizzato nel 2013.

Primo corso di promozione della mobilità ciclistica

Qualche settimana fa si è tenuta a Verona la consegna dei diplomi ai partecipanti del primo corso per la promozione della mobilità ciclistica. I 21 studenti hanno presentato altrettanti progetti, impegnandosi quindi a mettere subito in pratica quanto studiato fra i banchi dell’università.

Presentiamo alcuni dei progetti che ci sono sembrati più interessanti.

Beatrice Bassi di Ferrara, città della bici per eccellenza, ha presentato un progetto di “Green Pony Express”, che prevede l’uso di cargo bike per la consegna di pacchi all’interno del centro storico della città. Questa idea si inserisce all’interno di un trend in crescita, quello del trasporto merci in bicicletta. Contribuisce inoltre a rafforzare l’immagine ecofriendly della città di Ferrara, ed offre un servizio competitivo rispetto agli altri.

Maria Elena Mancuso ha proposto un progetto legato all’intermodalità nella regione Toscana. Coinvolgendo Ferrovie dello Stato e amministrazioni locali, vuole promuovere la modalità treno+bici, offrendo un servizio migliore a pendolari e turisti.

Spostandoci al sud, più precisamente in Puglia, invece troviamo l’interessante progetto di Michele Roberto Lapenna, dal nome di SmartCICLY. Si tratta di una piattaforma tecnologica in grado di mappare con precisione gli spostamenti in bici che avvengono in una città. I dati raccolti possono giocare un ruolo importante nella progettazione dell’infrastruttura urbana. Per gli individui, il comportamento virtuoso dell’usare tanto la bici può essere premiato dall’amministrazione, con ad esempio sconti sui trasporti pubblici, o sul biglietto d’ingresso a teatri e mostre.

Michele Zenatti invece vuole rilanciare il turismo nella sua Lessinia (Veneto) attraverso dei tour in bici elettrica, coinvolgendo tour operator, guide turistiche e aziende produttrici di bici a pedalata assistita.

Chiudiamo questa breve rassegna con due progetti che ci riguardano da vicino:

Alberica Di Carpegna era invece interessata all’argomento Bikenomics, ai “mestieri in bici” che danno lavoro a tanti in Italia. Da questa idea, sviluppata insieme alla collega Francesca Luzzana, è nata la nostra inchiesta “Bike Business“.

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