McKinsey: promuovere il ciclismo per ridurre l’obesità

5 Dicembre 2014

La McKinsey & Company è una grossa società di consulenza, che annovera fra i propri clienti le più grandi compagnie, istituzioni e governi del mondo. L’ultimo loro report, pubblicato pochi giorni fa, è dedicato all’obesità, un problema che ha raggiunto ormai dimensioni enormi (no pun intended) a livello globale. La soluzione (o meglio, una delle strategie più efficaci da usare per diminuire il problema)? Disincentivare l’uso dell’automobile e promuovere gli spostamenti a piedi e in bici.

Obesità e ciclismo

L’obesità è ormai un problema globale, non più limitato solamente ai paesi ricchi. Più di 2,1 miliardi di persone nel mondo sono sovrappeso o obese, e l’obesità è la causa del 5% delle morti ogni anno, con un impatto economico globale pari a 2mila miliardi di dollari. Come termine di paragone, vengono presi altri due problemi causati interamente dagli uomini: il fumo e la violenza armata, ognuno dei quali ha un impatto molto simile a quello dell’obesità (2,1 mila miliardi di dollari).

Obesità e ciclismo

Il report completo – da cui abbiamo tratto le immagini che corredano questo articolo, e che può essere scaricato a partire da questa pagina – sottolinea come il problema stia inoltre rapidamente peggiorando: se il trend degli ultimi anni dovesse essere confermato, entro il 2030 ben il 41% della popolazione adulta mondiale sarà obesa.

Gli analisti di McKinsey insistono molto sul fatto che quello dell’obesità è un problema complesso, che richiede di essere affrontato sotto numerosi punti di vista. Tuttavia la questione fondamentale è uno squilibrio fra le calorie in ingresso attraverso l’alimentazione e le calorie consumate grazie all’attività fisica – anche se il ruolo di altri fattori deve essere maggiormente studiato: la possibilità che alcuni elementi nutritivi influiscano sul senso di sazietà e sul metabolismo, e l’influenza del microbiota intestinale.

La questione dell’obesità deve quindi essere affrontata da entrambi i lati. Da una parte è necessario disincentivare le cattive abitudini alimentari, attraverso la riduzione delle porzioni (ad esempio nelle mense scolastiche), un minore uso di cibi o bevande ad alta densità calorica, l’educazione al mangiar sano in generale.

Obesità e ciclismoE’ molto importante però lavorare anche sull’altro lato dell’equazione, promuovendo una maggiore attività fisica. Fra i possibili tipi di intervento su questo aspetto, la promozione degli spostamenti in bici è considerata da McKinsey come uno dei migliori dal punto di vista del rapporto costi/benefici. Il rapporto nota come le strategie migliori per combattere l’obesità sono quelle che non si basano sulla volontà e l’impegno individuale delle persone; è molto più efficace invece ristrutturare il sistema di incentivi e disincentivi a compiere determinate azioni (è la stessa idea alla base della nudge theory, molto dibattuta negli ultimi anni). E’ proprio questo ciò che è necessario fare nel settore degli spostamenti quotidiani: riprogettare la mobilità urbana scoraggiando attivamente l’uso dell’automobile – ad esempio tramite aumenti dei prezzi per il parcheggio – e rendendo più facile gli spostamenti a piedi e in bici.

Alla McKinsey hanno analizzato in particolare il caso del Regno Unito, proponendo 44 tipi di intervento necessari per riportare il 20% dei britannici sovrappeso a un peso normale. Tutti questi interventi, presi singolarmente, portano a risparmi per la società; se si realizzassero tutti, avrebbero un impatto benefico sull’economia britannica pari a circa 25 miliardi di sterline.

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