Il silenzio di Pisapia sugli assassini al volante

17 Giugno 2015

Vi ricordate quando è stata l’ultima volta in cui il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, si è pronunciato sul tema della sicurezza stradale?

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Se non ve lo ricordate, vi aiuto io: era il 27 ottobre del 2014, all’indomani della tragedia durante la quale in via Crema a Milano un ciclista investì e uccise una signora di 88 anni che stava attraversando la strada. Per l’occasione il sindaco arancione lanciò un messaggio chiaro e forte: “È da tempo che volevo fare quest’appello. Bisogna rispettare le regole. Purtroppo troppi ciclisti oggi non pensano che non si deve passare con il rosso, perché si mette a rischio la propria incolumità e quella degli altri. Lo vedo tutti i giorni: vanno contromano. Ecco, questo è pericoloso e rischia di creare una situazione di tensione e anche di fastidio nei confronti della bicicletta, che invece è uno strumento favoloso.

Io come tanti altri, per l’occasione, non trovai nulla da dire: c’era scappato il morto e, per quanto la situazione rasentasse quella dell’uomo che morde il cane e l’analisi del sindaco fosse più dettata dall’emozione che da dati oggettivi, decisi di tacere. Tacqui perché ci sono momenti in cui puoi far presente che ogni anno in Italia 1.000 tra pedoni e ciclisti vengono investiti e uccisi dalle automobili e momenti in cui, per lo meno per rispetto nei confronti di chi non c’è più, è meglio stare zitti.

pisapia tweet

Da quel momento in poi ho aspettato che Pisapia prendesse posizione anche sul restante 99% degli incidenti stradali, quelli in cui sono coinvolte le automobili e che lasciano sulla strada oltre 3mila morti ogni anno nel nostro Paese. Ho aspettato e poi è arrivata l’ultima settimana:

Sabato 13 giugno un uomo è stato investito e ucciso mentre camminava su una pista ciclabile in via Palizzi. L’automobilista è scappato.

Domenica 14 giugno un centauro si è schiantato nella galleria sotto la stazione di Porta Garibaldi

Lunedì 15 giugno un cinese di 40 anni è stato investito e ucciso mentre attraversava sulle strisce pedonali. L’automobilista è scappato.

3 morti in tre giorni a Milano tutti causati dall’elevata velocità, eppure il buon Pisapia ancora tace, come se la cosa non lo riguardasse. E infatti la cosa non lo riguarda perché i pedoni falciati sulle strisce o sulle ciclabili non fanno più notizia, la velocità elevata nelle nostre città è ordinaria amministrazione che a Milano viene combattuta con cartelli che sembrano chiedere per piacere di rispettare i limiti di velocità, mentre la forma delle strade invoglia a pigiare forte sull’acceleratore.

Mi chiedo a questo punto cosa dovrà accadere perché il sindaco meneghino prenda di nuovo la parola sul tema della sicurezza stradale, magari che un invalido in sedia a rotelle investa un bambino sul marciapiedi o che un pensionato in monopattino distrugga a testate un Suv parcheggiato su un’aiuola.

Io nel frattempo, gli ho inviato un tweet, fatelo anche voi, magari si accorge della cosa.

La speranza, ovviamente, è che riesca a presentare qualcosa di un po’ più corposo di un semplice rimbrotto collettivo, un ecumenico “andate piano”, ma che voglia prendere il toro per le corna e lasciare un ricordo forte di sé alla città, magari lanciando un piano che, al pari di quello di Parigi, preveda che entro il 2020 si andrà a 30 km/h nel 90% delle strade cittadine.

Ma per fare una cosa del genere serve coraggio, sicuramente più di quello che serve per fare un percorso politico che inizia con una campagna elettorale in bicicletta e finisce con gli ammonimenti ai ciclisti che passano con il rosso e vanno contromano.

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