Vibrocore: un manubrio pieno di schiuma?

18 Novembre 2015

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Chiunque abbia guidato una mtb in una sessione abbastanza scassata (e non serve essere degli enduristi per farlo) sa che mantenere ben saldo il manubrio ha un prezzo: l’affaticamento delle braccia. Il problema è dovuto alle vibrazioni in flessione del manubrio, che subisce delle microdeformazioni indotte dagli impatti e che si trasmettono ai muscoli tesi delle braccia, affaticandoli. Infatti per mantenere il manubrio i muscoli dell’avambraccio sono contratti e quindi poco propensi ad assorbire le vibrazioni, che possono condurre anche a intorpidimento delle mani o a sviluppare infiammazioni dei tre nervi della mano: radiale, ulnare e mediano.
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E’ così che la casa produttrice Spank ha lanciato sul mercato un manubrio davvero curioso. Esteriormente è un classico manubrio da mtb, molto largo e con rise generoso per un utilizzo trail. Ma all’interno è riempito con una particolare schiuma a bassa densità, che ha il compito di assorbire le vibrazioni trasmesse allo sterzo dal terreno, riducendo le flessioni ad alta frequenza del manubrio ed evitare che queste si trasmettano alle mani. Beh, potreste dire che di “schiumare” un manubrio sono capaci tutti, basta comprare una bomboletta dal ferramenta e farlo, perché non ci ha pensato ancora nessuno?

In realtà i tecnici Spank affermano che per trovare una quadra hanno impiegato anni di test, per capire la giusta densità, pressione e temperatura d’inserimento della schiuma, per evitare che si liquefacesse o s’indurisse, annullando totalmente l’effetto assorbente. Inoltre la schiuma è mantenuta in posizione da due tappi in poliuretano espanso inseriti a pressione.
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A detta dei tecnici Spank non vi è alcuna differenza nella sensibilità di guida, il manubrio si comporta esattamente come un qualsiasi manubrio da mtb lungo 700 o 800mm, con la medesima flessione strutturale. Quello che cambia è la risposta alle vibrazioni ad alta frequenza che mandano quasi in risonanza il materiale, che non sono percebili dal nostro corpo ma che si scaricano sui muscoli, rendendo la presa più inefficiente.

Inoltre, e non fa male sottolinearlo, Spank ha creato un processo produttivo con un bassissimo impatto ambientale, rispetto all’utilizzo diffusissimo della fibra di carbonio che ha però un costo e un metodo di smaltimento più complesso rispetto all’alluminio.

Ma, alla fine della fiera, il vibrocore funziona? Non lo sappiamo ancora, poiché è stato appena lanciato sul mercato italiano ma non passerà molto tempo prima di provarlo sui sentieri di casa. L’aggravio di peso? Solo 25gr, affermano i tecnici Spank. Un peso che si può sopportare se il vantaggio in comfort può essere assoluto.

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