#LaBiciNonSiTocca: la lezione politica del senatore Marco Filippi

1 Dicembre 2015

Alla fine il senatore Marco Filippi ha invertito la rotta: l’emendamento che rischiava di inserire targa e bollo su tutte le biciclette sarà ritirato e a noi non resta che tirare un sospiro di sollievo.

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Il Senatore Marco Filippi

La cosa non è avvenuta in automatico: è servita un’attività di convincimento a mezzo social media e stampa di migliaia di persone per raggiungere l’obiettivo. A rimetterci, soprattutto la faccia, è stato proprio il senatore Filippi che è stato spernacchiato per un’intera giornata su Twitter e ha consegnato ai giornali e all’elettorato un titolo memorabile: “Proposta del PD di tassare le biciclette” (vedi Libero, il Giornale, il Fatto Quotidiano, il Corriere e L’Espresso).

Al di là di tutto, credo che la vicenda meriti di passare alla Storia come una sorta di worst practice della gestione di una vicenda politica. Il senatore Filippi è infatti riuscito in poco tempo a inanellare una serie di errori che meritano di essere portati a esempio in qualunque corso di formazione politica e per questo mi sento di ringraziarlo.

Eccoli:

Individuazione fallace del problema

Pare che il motivo per cui il senatore Filippi abbia presentato l’emendamento incriminato sia ufficialmente per limitare il controllo da parte della camorra sui risciò romani. Ma se la camorra a Roma ha in mano la gestione dei risciò che portano a spasso i turisti, il problema non sono i risciò che devono essere targati e tassati, ma è la camorra che deve essere combattuta. Il sen. Filippi invece di intervenire sulle cause, decide di intervenire sul sintomo. Come aumentare le tasse sull’auto per contrastare le rapine in banca.

Scarsa conoscenza della materia

Il sen. Filippi non si rende conto che, per quanto egli sia infastidito dai cingalesi che portano pizze e cinesi che portano pacchi in bicicletta, il tema della ciclologistica è un settore che deve essere incentivato perché oltre a favorire la microimprenditorialità, favorisce il decongestionamento delle strade, riduce l’inquinamento causato dai motori dei furgoni solitamente deputati alle consegne e stimola l’adozione di comportamenti virtuosi. Tassare l’uso delle cargo bike significa limitarne l’uso.

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Mancata volontà di informarsi

La tuttologia non è un requisito richiesto a nessun politico. Quello che viene richiesta, però, è un minimo di umiltà, ovvero la capacità di alzare il telefono e chiedere informazioni a chi ne sa un po’ di più, tipo alle associazioni ciclistiche italiane (#salvaiciclisti e FIAB) o ai professionisti che operano nel settore che avrebbero evidenziato come in nessun Paese al mondo è mai stato posto in atto un sistema efficiente di identificazione e tassazione delle biciclette.

targa bici

Pessimo tempismo

Ci sono momenti in cui vale la pena tacere e momenti in cui vale la pena parlare. Diciamo che se è in corso di svolgimento una conferenza internazionale sui cambiamenti climatici da cui ci si aspetta che vengano risollevate le sorti dell’umanità, proporre di tassare chi non inquina significa dire la cosa sbagliata al momento sbagliato.

Poca chiarezza

Il sen. Filippi ha trascorso giornate intere a spiegare a destra e a manca quale fosse il reale intento della sua proposta di legge: la sicurezza, la tracciabilità, la lotta all’abusivismo, la sola applicazione ai veicoli commerciali a pedali. Ma porca miseria! Hai presentato un emendamento alla legge delega al governo per le modifiche al Codice della Strada? Se nel testo volevi che comparissero tutte queste cose, perché non le hai scritte? Cosa pretendi, poi, che il governo nel momento in cui scriverà realmente le modifiche si vada a rileggere tutti i tuoi tweet?

Pessima gestione del dialogo

Non c’è nulla di più fastidioso di qualcuno che, di fronte a critiche o obiezioni, invece di rimanere nel merito della questione, insulta l’interlocutore. Se la tecnica può funzionare durante un talk show televisivo, sui social media – e in particolare, su Twitter – la cosa non può finire bene. Perché coltivarsi nemici a tutti i costi se non vuoi diventare il prossimo Gasparri? Se poi il tuo motto è “trasparenza e raggiungibilità”, allora non puoi sbeffeggiare i cittadini che ti chiedono conto dell’attività svolta. Sorvolo per pietà sui riferimenti ai cingalesi e ai cinesi che puzzano tanto di razzismo.

La macchia nel curriculum

La storia della Repubblica Italiana ci ha mostrato che ogni tanto entrano in Parlamento soggetti come De Gasperi, ma anche menti del calibro di Razzi. In mezzo c’è tutto un mondo. Ogni politico dovrebbe interrogarsi su quale sia la propria posizione nello spettro dell’intelligenza politica ma, soprattutto, dovrebbe interrogarsi sulla percezione che gli altri (gli elettori) possono averne. Per farsi un’idea su qualunque cosa, nel 2015, il mezzo più utilizzato (anche se non il più accurato) è Wikipedia. Da ieri la pagina dedicata al senatore Filippi riporta una sola attività: la proposta di bollo e targa sulle bici. Un bel modo per passare alla Storia, insomma.

Offrire appigli agli avversari

Nell’Arte della Guerra, Sun Tzu scrive chiaramente “I generali esperti, prima d’ogni cosa cercano di rendersi invincibili, poi aspettavano il momento in cui il nemico è vulnerabile“. La bislacca operazione condotta dal sen. Filippi ha alzato una palla irresistibile per gli avversari politici del PD. I maestri dello sciacallaggio non si sono certo fatti attendere e hanno colpito nel segno.

Interventi su temi sensibili

Ci sono temi sui quali, prima di aprire bocca, occorre contare fino a 10. La bicicletta è uno di questi temi. Non perché la bicicletta è amica dell’ambiente o perché pedalare sia un’attività piacevole, ma perché la bici è l’unico mezzo di trasporto il cui uso è realmente gratuito ed è l’unico mezzo di trasporto di cui possono disporre anche i bambini in autonomia. Insomma, non importa chi tu sia, il tuo partito di appartenenza e neppure la provenienza geografica: la bici non si tocca. Mai.

Bici da viaggio

In ogni caso, noi di Bikeitalia.it, così come gli amici di #salvaiciclisti e FIAB rimaniamo a disposizione del senatore Filippi e di chiunque altro per confrontarci su questioni riguardanti la bicicletta e l’incentivazione della mobilità nuova.

Riguardo all’emendamento in questione: non va modificato. Va ritirato e basta.

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