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Un bel via vai al BAM!

News • di 13 Maggio 2016

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“Xe xente che va in bici” esclamano gli abitanti di Noale mentre osservano l’allegra orda di ciclisti provenienti da mezza Italia travolgere il loro piccolo borgo medioevale durante il fine settimana del BAM!, il Bicycle Adventure Meeting, che dal 6 all’8 maggio ha animato la Rocca e le stradine tutt’intorno. Siamo a circa 20 km da Venezia, in un posto noto per essere la patria dell’Aprilia dove però si frena l’orgoglio dei motori per lasciare spazio a quello dei pedali.

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Noale infatti il 19 maggio ospiterà la partenza della dodicesima tappa del Giro d’Italia e per l’occasione il paese si veste a tema: spuntano bici infiocchettate nelle aiuole, nelle vetrine dei negozi o appese al balcone. Ed è spuntato il BAM! che dalle montagne di Livigno si trasferisce per questa seconda edizione alla più accessibile pianura veneta. I cicloavventurieri e le cicloavventuriere (non poche!) arrivano al raduno cavalcando le loro fide biciclette caricate con ciò che serve per campeggiare nella splendida Rocca di Noale che tenda dopo tenda si trasforma in un villaggio.

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C’è chi arriva in gruppo e chi in solitaria, chi è partito da due giorni e chi ha inforcato la bici alle 17 dopo aver timbrato il cartellino in ufficio. Si va dai vent’anni in su. La tribù è eterogenea ma compatta; scorrono davanti agli occhi tante tutine attillate con figotecniche adventure bikes mentre passano in sequenza: un monociclo, un tandem squinternato, una tall bike e una ragazza su una vecchia bici da donna con occhialoni da sole, zaino in spalla e capelli blu al vento. Evidentemente non tutti hanno il culto del dio fondello!

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All’esterno della Rocca, lungo il fossato, sono installati una dozzina di stand con “i consigli per gli acquisti”: bici da lustrarsi gli occhi, bikepacking per tutti i gusti e attrezzatura varia per il viaggio in autosufficenza. Poco più in là stanno i banchetti delle associazioni, da “Il cicloviaggiatore” ai ragazzi de “La Mente Comune” e di “Night Ride” di Padova: sono loro a vincere il premio simpatia per l’impegno profuso a diffondere birrette, risate e pedalate imperdibili sotto le stelle.

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Al centro della manifestazione troviamo una costellazione di sdraio su cui spalmarsi fra una pedalata e l’altra e un palco che pare più che altro un grande divano dove accomodarsi e fare chiacchiere con amici. Domenica gli onori di casa li fa il cantautore Guido Foddis che di giorno si prodiga in interviste scanzonate mentre la sera intrattiene il pubblico con il concerto a pedali della sua band, La Repubblica delle Biciclette. Tra gli ospiti da intervistare l’attesissimo Willy Mulonia – “IL” viaggiatore – che è appena arrivato da una passeggiata su due ruote iniziata a Milano e finita a Noale. I suoi racconti – snocciolati in infradito – ci fanno respirare la Patagonia e si trasformano in un’appassionata riflessione sul senso del viaggio.

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La voce di Willy si alterna a quella di Fabio Consoli, Michela Ton e Caterina Borgato, anime viaggianti che ci ricordano che l’andare è questione mentale, un modo di stare al mondo, un’attitudine… per cui si può fare un grande viaggio anche a pochi metri dall’uscio di casa. E se lo dicono loro che si sono attraversati in largo e in lungo il mondo intero ci possiamo quasi credere!

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Mentre sul palco si procede fra emozioni e aneddoti, qualcuno in un angolo ci svela i trucchi del suo mestiere utili per chi intraprende un’avventura “Into the Wild”. È lo chef Cristiano Sabatini che ci spiega come funziona l’essicatore, un magico elettodomestico che potrà salvare il ciclista dalle polveri in busta, permettendo di conservare a lungo gli alimenti disidratati senza l’aggiunta di zuccheri o conservanti. Parola di uno chef che ama la bici e si diletta a fare ultra-endurance! Qualche spunto interessante per ricette da pentolino e fornelletto: la polenta con farina di canapa, la carbonara (con variante prosciutto cotto perché l’essicazione non si fa con cibi grassi) e un sorprendente piatto thailandese: il curry verde di manzo.

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Sabatini sottolinea l’importanza dei micronutrimenti con vitamine, proteine e aminoacidi utili per ricostruire le riserve di glicogeno consumate durante lo sforzo. Ecco allora delle super barrette che si possono tranquillamente fare in casa con: muesli, frutta secca, latte in polvere (per la parte proteica), semi di chia, semi di lino per l’intestino, fiocchi di lievito naturale, germe di grano. Il tutto – una volta impastato con miele, datteri disidratati, burro di arachidi e un po’ di acqua – va infilato in frigo o va messo a essicare per essere pronto all’uso.

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Dopo il lato bio ecco il lato zen del festival ovvero lo “yoga for bikers”: musica meditativa, sole, piedi nudi ed esercizi nel verde pensati per i momenti prima e dopo l’uscita. Si tratta di esercizi di allungamento e recupero dove si lavora con il respiro in tutti i distretti muscolari del corpo, non solo gambe e piedi. La proposta incuriosisce e piace al pubblico. Dalla sessione di yoga ci portiamo a casa un consiglio in particolare: quanto investiamo nella resistenza e nella forza durante la pedalata dovremmo investirlo anche nel recupero per trovare un equilibrio fra energia e rilassamento.

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Il tempo scorre veloce al BAM!, come scorrono veloci le strade di questa zona sotto le ruote di chi partecipa alle collective ride (40-100-150 km). Ci sono centinaia di iscritti sabato mattina, pronti a saltare in sella per scoprire territori e riempire le tasche di storie, incontri. La sera, nonostante le gambe abbiano già dato, si tira tardi davanti alla musica e ci si dà appuntamente per una delle esperienze più suggestive del Festival: la night ride. Sono 40 km sotto un incredibile cielo stellato, alla conquista di sentieri, strade battute, passaggi incantevoli tra paeselli sgombri da auto e caos. Qualcuno fora, il gruppone si ferma e respira mentre i baldi ciclomeccanici padovani provvedono alle riparazioni. Poi si riparte, una grande scia luminosa nella pancia quieta della notte. Una sorta di critical mass bucolica dove si corre anche solo per dire che la voglia di pedalare non dorme mai.

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C’è chi ha definito il BAM! una piccola Woodstock della bicicletta. Di sicuro è una festa capace di sedurre i ciclisti e convertirli al cicloturismo per la voglia che mette di prendere e partire con in mano solo il contachilometri della libertà.







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