La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese: un’opera strategica

8 Giugno 2016

La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese rappresenta un’opera dal basso impatto ambientale ma dall’alto valore turistico che, se realizzata in tempi certi e secondo criteri di recupero dell’esistente e armonia col paesaggio, si candida a diventare in pochi anni la principale dorsale cicloturistica del Mezzogiorno d’Italia. Per sollecitare la realizzazione di questa infrastruttura per la mobilità sostenibile è attivo da poco più di un anno il Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto che raccoglie oltre ottanta tra associazioni, imprenditori e operatori turistici. Dopo aver promosso la prima cicloesplorazione dell’intero tracciato nell’estate 2015, il Coordinamento ha continuato la propria attività e ad agosto-settembre 2016 ha programmato la seconda cicloesplorazione.

VIAGGIO-CICLOVIA-TRACCIATO-PERCORSO

Sulla valenza strategica della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese il Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto e la Fiab-coordinamento Apulo-Lucano hanno presentato due distinti documenti ieri a Martina Franca nel corso del tavolo promosso da Pugliapromozione per la definizione del Piano strategico del turismo 2016/2025. La Ciclovia dell’Acquedotto potrebbe dare un notevole impulso allo sviluppo turistico ed economico dei territori attraversati, dall’Irpinia al Vulture, dal Parco dell’Alta Murgia alla Valle d’Itria, dall’Arneo, fino al Capo di Leuca. Tutte aree interne che potrebbero beneficiare di un flusso turistico che genera notevoli profitti per l’economia locale.

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“Come sottolineato dal Ministro Graziano Delrio”, spiega Cosimo Chiffi, portavoce del Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto, “è necessario che l’infrastruttura cicloturistica diventi uno dei pezzi dell’industria turistica del Paese. Non a caso la realizzazione delle ciclovie nazionali verrà attuata attraverso una cabina di regia congiunta tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT)”.

“Il cicloturismo”, afferma Giuseppe Dimunno, del coordinamento Fiab di Puglia e Basilicata, “non ha bisogno soltanto di piste ciclabili, ma essenzialmente di tre infrastrutture: la prima è l’intermodalità; la seconda è un territorio ben curato, privo di discariche e di detrattori ambientali, un paesaggio vivo ed un uso del territorio rispettoso delle pratiche agricole tradizionali, capace di valorizzare quel patrimonio di ciclabilità unico costituito dalle strade rurali che la nostra civiltà contadina ci ha tramandato; la terza è l’informazione, la formazione e la promozione finalizzata al brand cicloturismo in Puglia”.

La Ciclovia dell’Acquedotto è un progetto che sfrutta le piste di servizio che per la gran parte del tracciato seguono le condotte dell’Acquedotto Pugliese. Ideata dalla Regione Puglia, è stata inserita come “opera di priorità nazionale” nella Legge di Stabilità approvata nel dicembre scorso ed ora si attende la definizione del Protocollo d’intesa fra i Ministeri dei Trasporti e del Turismo e le Regioni interessate (Campania, Basilicata e Puglia) per dare avvio alla fase di realizzazione dell’opera.

“Oltre a disporre di circa 230 chilometri di piste di servizio già esistenti (una via verde nascosta, già esistente e potenzialmente già percorribile ben oltre il breve tratto di 10 km già realizzato in Valle d’Itria)”, si sottolinea nel documento del Coordinamento dal basso, “la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è principalmente una cultural route e itinerario narrativo attraverso la storia, le vicende e le testimonianze architettoniche del più grande e ardito acquedotto d’Europa”.

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Il progetto della Ciclovia dell’Acquedotto si potrebbe realizzare in tempi brevi, tenendo presente che in una prima fase si potrebbero utilizzare strade rurali e locali già esistenti, prevedendo l’apertura al transito di bici e pedoni dei numerosi tratti di pista di servizio già adesso percorribili in sicurezza, l’apposizione di segnaletica e il completamento dei cantieri già avviati (10 km in Valle d’Itria e 38 km in Salento). “La richiesta principale del Coordinamento dal Basso, più volte espressa al Governo Regionale”, sottolinea Cosimo Chiffi, “è che venga fatto tutto il possibile per preservare autenticità, naturalità e inserimento nel paesaggio dell’itinerario, senza necessariamente dover ricostruire da zero l’esistente e privilegiando interventi leggeri di semplice ripristino e restauro”.

Uno scorcio del pezzo attualmente realizzato della Ciclovia dell'Acquedotto

Uno scorcio del pezzo attualmente realizzato della Ciclovia dell’Acquedotto

“Non si tratta semplicemente di realizzare una pista ciclabile, ma un grande progetto di promozione integrata territoriale per cui è necessario il coinvolgimento positivo di tutti gli assessorati competenti”, sottolinea Giuseppe Dimunno, “Il nostro auspicio è che il nuovo Piano Regionale del Turismo sia una prima occasione per mettere insieme tutti i portatori d’interesse ai vari livelli sul tema delle reti ciclabili, a partire dalla programmazione di un’azione di sinergia tra Pugliapromozione, Assessorato al Turismo e Assessorato ai Trasporti per promuovere la Ciclovia dell’Acquedotto, costruendo un brand ‘Cicloturismo in Puglia’ intorno a questo progetto che potrebbe essere pronto a breve, anche dipendentemente dalle nostre volontà”.

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