Dov’è il vagone bici, in coda o in testa al treno?

10 Giugno 2016

FINESTRINO_BICI_TRENO

I cicloferropendolari, quelli che prendono ogni giorno il treno con la propria bici al seguito, conoscono molto bene il problema e si pongono sempre la domanda: dove sarà posizionato il vagone bici, in testa o in coda al treno? E così, spesso, sono costretti a rimanere al centro della banchina finché il convoglio non arriva per poi correre verso una parte o l’altra e salire in carrozza, non senza difficoltà visto che questo percorso va fatto in poco tempo e in mezzo ai normali passeggeri che attendono di salire. Tutto questo perché Trenitalia e i gestori delle tratte regionali non comunicano la posizione della carrozza tramite un semplice annuncio sonoro in stazione o sui display.

Per questo il 26 maggio scorso la cittadina in bicicletta Tiziana Bricchi ha lanciato una petizione sulla piattaforma Change.org che nei primi 10 giorni ha superato le 1.000 adesioni, chiedendo che venga attivato un annuncio che indichi la posizione del vagone bici sui treni regionali. Tiziana ha promosso questa battaglia perché: “Al momento gli utenti del servizio non hanno la possibilità di sapere se lo stesso sia ubicato in testa o in coda al treno e devono attendere l’arrivo del convoglio prima di precipitarsi, tra i viaggiatori in arrivo, verso la carrozza adibita al trasporto biciclette. Ritengo che aggiungere questa indicazione all’annuncio del treno in arrivo (nel messaggio vocale o sui display) aiuterebbe nella fruizione del servizio e diminuirebbe il disagio degli utenti, siano essi i portatori del veicolo o coloro che si scontrano con i ciclisti affannati verso la mèta”.

Al di là di questa sacrosanta richiesta – che ci fa piacere sostenere su Bikeitalia.it – il vero nodo riguarda il trasporto bici sui treni, siano essi regionali o dell’alta velocità: il gap con quanto accade in buona parte dei Paesi Europei è evidente, non solo per quanto riguarda l’attenzione e gli spazi dedicati alle biciclette, ma anche perché in contesti ciclisticamente avanzati chi utilizza la bici viene considerato – in primis dal gestore del servizio ferroviario – non come un intralcio ma come un prezioso alleato e si fa di tutto per facilitare il suo viaggio. In attesa che anche in Italia prenda sempre più piede la bicicletta – non solo sui treni – speriamo che la petizione di Tiziana vada in porto e la sosteniamo convintamente: è una strada in salita ma continuiamo a pedalare compatti fino alla vittoria.

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